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Belgrado/Sarajevo - Il Vice Primo Ministro della Repubblica di Serbia e Ministro del Commercio, del Turismo e delle Telecomunicazioni, Rasim Ljajic, ha incontrato, lunedì 27 maggio, a Sarajevo, il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro del…
Belgrado/Sarajevo - Il Vice Primo Ministro della Repubblica di Serbia e Ministro del Commercio, del Turismo e delle Telecomunicazioni, Rasim Ljajic, ha incontrato, lunedì 27 maggio, a Sarajevo, il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro del Commercio estero e delle relazioni economiche della Bosnia ed Erzegovina (BiH), Mirko Sarovic, e in quest'occasione i due Ministri hanno concordato che la Serbia e la BiH dovrebbero agire insieme e svolgere attività coordinate, volte ad aumentare la pressione su Pristina di abolire le tasse.<br /> <br /> "Se Pristina non abolirà le tasse imposte sulle merci provenienti dalla Serbia e dalla BiH entro il vertice dei leader dei Balcani occidentali a Parigi il 1° luglio, i due Paesi prenderanno insieme in considerazione l'introduzione di diversi modelli di contromisure", ha dichiarato il Ministero del Commercio, del Turismo e delle Telecomunicazioni della Serbia, Rasim Ljajic.<br /> <br /> I due Ministri hanno anche sostenuto un maggior grado di integrazione economica nei Balcani, che implica la creazione di uno spazio economico comune, senza barriere e procedure complicate che ostacolano il libero flusso di beni, persone, servizi e capitali. La condizione per questo è l'abolizione incondizionata delle tasse imposte da parte di Pristina. Se ciò non accade, come stimato, l'UE minerà ulteriormente la propria credibilità e i Paesi di questa regione perderanno un'altra opportunità per la ripresa economica e la normalizzazione delle opportunità politiche.<br /> <br /> Ljajic ha ricordato che dal 21 novembre, quando sono state introdotte le tasse, al 21 maggio, la Serbia ha spedito in Kosovo e Metohija 189,5 milioni di EUR in meno di merci rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, che rappresenta una diminuzione dell'80%. Ciò significa praticamente, come ha sottolineato Ljajic, che il danno è leggermente superiore a 1 milione di euro al giorno.<br /> <br /> Sarovic ha detto che negli ultimi sei mesi, la BiH ha spedito 27 milioni di EUR in meno di beni in Kosovo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, che è un calo del 97%. Secondo lui, nei primi quattro mesi dell'anno corrente sono stati venduti beni per un valore di 500.000 EUR.<br /> <br /> I due Ministri hanno concluso che anche i cittadini del Kosovo soffrono a causa di queste tasse, in quanto i prezzi al dettaglio sono aumentati del 5,3%, il deficit commerciale è aumentato del 5,4% e le importazioni del 6,4%.<br /> <br /> Nel corso della riunione è stato osservato che a causa delle tasse sono state fermate quasi tutte le iniziative regionali, causando così danni politici e difficoltà per la normalizzazione dei rapporti nella regione. Ad esempio, il protocollo aggiuntivo 5 (agevolazione degli scambi nell'ambito CEFTA) non è stato ancora ratificato solo dall'Assemblea del Kosovo, il protocollo 6 (scambi di servizi), anche se armonizzato, non è stato firmato a causa di problemi causati dall'introduzione delle tasse, e per il protocollo 7 (risoluzione delle controversie) non sono state avviate le trattative per lo stesso motivo.<br /> <br /> E' stato anche convenuto che i due Paesi chiedano alla Commissione europea un maggior coinvolgimento nelle urgenti riforme dell'accordo CEFTA. A causa delle tasse imposte ai due Paesi dalle istituzioni di Pristina, il CEFTA di fatto non esiste nella forma in cui è stato costituito 13 anni fa, si afferma in una nota. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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