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Tirana - I co-presidenti della commissione parlamentare per la riforma elettorale, Damian Gjiknuri e Rudina Hajdari, hanno organizzato la prima riunione di costituzione alla commissione. In presenza del corpo diplomatico, Gjiknuri e Hajdari, hanno…
Tirana - I co-presidenti della commissione parlamentare per la riforma elettorale, Damian Gjiknuri e Rudina Hajdari, hanno organizzato la prima riunione di costituzione alla commissione. In presenza del corpo diplomatico, Gjiknuri e Hajdari, hanno sottolineato l'importanza della cooperazione tra le parti con l'obiettivo di raggiungere un sistema elettorale, che garantisce elezioni libere ed oneste. Se pure la "vecchia" opposizione, ovvero i parlamentari che hanno consegnato i mandati parlamentari hanno rifiutato il ruolo di osservatore alla commissione riformata della riforma elettorale, il presidente socialista della commissione, Damian Gjiknuri ha ripetuto l'invito ai democratici. Nel suo discorso, Gjiknuri ha chiesto anche il sostegno degli internazionali, in modo che questa riforma venga completata al più presto.<br /><br /> Dall'altra parte, il presidente della commissione, rappresentante della destra albanese, Rudina Hajdari ha evidenziato la necessità per un nuovo sistema elettorale, affermando che l'attuale è dominato dalla anti-costituzionalità.<br /><br /> "Saremo incentrati su tre punti principali. Dobbiamo trovare un sistema che non sia catturato dai partiti politici, che riduca il modo di compromettere il risultato delle elezioni e garantisca la possibilità ai rappresentanti di essere eletti dal popolo. La scelta dell'opposizione di restare fuori e non includersi in questa commissione non ci ostacola nel garantire il libero voto ed onesto per tutti gli albanesi", ha detto Hajdari, aggiungendo che siamo arrivati al punto in cui un mandato parlamentare costa circa 1 milione di euro, sottolineando che bisogna mettere fine al mercato nero delle elezioni, dove vi è una compravendita di voti.<br /><br /> Ricordiamo che, la commissione riformata della Riforma Elettorale si attende di avere già pronto entro il mese di maggio la bozza con le modifiche dove saranno riflettute le raccomandazioni dell'OSCE-ODIHR, intanto che questioni come l'applicazione della tecnologia alle elezioni, il voto dei migranti o la modifica del sistema elettorale saranno oggetto di lavoro dopo il mese di settembre. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br /> <br /> <br />
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