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Sarajevo/Zagabria - La Procura Generale della Bosnia ed Erzegovina (BiH) ha presentato un appello per contestare la decisione della Corte della BiH sull'esecuzione della sentenza secondo la quale il Ministero della Difesa della BiH deve consegnare alla…
Sarajevo/Zagabria - La Procura Generale della Bosnia ed Erzegovina (BiH) ha presentato un appello per contestare la decisione della Corte della BiH sull'esecuzione della sentenza secondo la quale il Ministero della Difesa della BiH deve consegnare alla compagnia croata "Scout" armi e munizioni del valore di 20 milioni di BAM. Dal Ministero però hanno affermato che la realizzazione della consegna potrebbe danneggiare la BiH, ha riportato il portale Dnevni Avaz, il 1 aprile.<br /> <br /> Nell'appello viene segnalato che la Corte della BiH non ha ragioni di permettere l'esecuzione della sentenza perché l'oggetto dell'esecuzione non possono essere edifici, armi e attrezzature intese per la difesa. Inoltre, la sentenza non ha specificato che tipo, modello e dimensioni della merce dovrebbe essere consegnata alla "Scout" che può causare errori e conseguenze al Ministero della Difesa e allo Stato della BiH. Dal Ministero hanno anche negato la responsabilità per la sentenza non realizzata perché questo Dicastero ha firmato il protocollo sull'esecuzione con la "Scout" che ha la scadenza a settembre dell'anno corrente. La società croata ha però richiesto l'esecuzione prima della scadenza, mentre la compagnia ha anche rifiutato di accettare una parte dei mezzi offerti. Dal Ministero hanno concluso che la "Scout" vuole assicurare la merce per poter rivenderla. Siccome gli avvenimenti successi dalla ratifica dei contratti finora indicano l'esistenza di alcuni reati commessi dalle parti coinvolte, il Procuratore Generale dello Stato ha chiesto alcune misure di assicurazione temendo eventuali conseguenze con l'esecuzione della sentenza.<br /> <br /> Per quanto riguarda la denuncia contro il Ministro della Difesa, Marina Pendes, da parte della "Scout", dal Ministero dicono che si tratta di una pressione ingiustificata e abuso della denuncia penale. Esistono alcuni indizi che si tratti di una denuncia falsa e il Ministero discuterà la possibilità di presentare una contro-denuncia.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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