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Sarajevo - Alcuni giorni fa, il Commissario per i negoziati sull'allargamento e la politica di vicinato, Johannes Hahn, ha invitato ancora una volta i rappresentanti politici della Bosnia ed Erzegovina (BiH) a pensare bene alla costruzione del blocco 7 della…
Sarajevo - Alcuni giorni fa, il Commissario per i negoziati sull'allargamento e la politica di vicinato, Johannes Hahn, ha invitato ancora una volta i rappresentanti politici della Bosnia ed Erzegovina (BiH) a pensare bene alla costruzione del blocco 7 della centrale termoelettrica di Tuzla (TE Tuzla) con i partner cinesi. Hahn ha avvertito che, in futuro, la BiH potrebbe pagare delle multe per l'inquinamento dell'ambiente a causa del progetto. Amir Jerlagic, l'esperto del settore energetico non è d'accordo con il Commissario europeo per quanto riguarda l'inquinamento, però ha criticato il modo in cui è stato scelto il partner cinese, ha riportato il portale Slobodna Bosna, il 30 marzo.<br /> <br /> Jerlagic ha affermato che l'appalto principale era un invito per una joint venture e poi per il partenariato sul progetto, però alla fine si è giunti al classico credito con uno solo partner cinese che ha offerto il denaro presso la Exim Bank. Il Partito Socialdemocratico (SDP) ha criticato, in passato, l'offerta bocciata della società svizzera "Alpiq", che ha offerto il partenariato senza l'indebitamento dell'Elektroprivreda della BiH e il ripiegamento in energia elettrica. Dall'altro lato, Jerlagic ha affermato che la BiH doveva pubblicare un tender classico dall'inizio, indicando che si tratta del credito per cui la BiH offre la garanzia. A suo avviso però questo intero processo potrebbe essere ricominciato e concluso in tre mesi, avendo un appalto più trasparente. Come ha spiegato, il nuovo appalto, indicando solo le richieste dell'Elektroprivreda, assicurerebbe trasparenza ma anche offerte più opportune.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Anche Denis Zisko dal Centro per l'ecologia e l'energia di Tuzla ha affermato che la BiH dovrà pagare le tasse per le emissioni di CO2, come fanno tutti gli altri membri dell'Unione europea (UE), ma anche quelli della Comunità d'energia. Esiste anche la possibilità che la BiH dovrà pagare le multe per la garanzia illegale per il blocco 7 che rappresenta l'aiuto statale. Zisko ha sostenuto che in BiH non vengono rispettate le regole e le leggi, neanche le convenzioni ed i contratti internazionali. Per questo, a suo avviso, nessuno vorrà investire in BiH, aggiungendo che il credito cinese non è un investimento. Come ha spiegato, la costruzione del blocco 7 non sarà svolta dalle compagnie locali, ma da quelle cinesi. In questo modo non si creano nuovi posti di lavoro, neanche si sviluppa l'economia. L'unico settore che potrebbe avere benefici è quello dell'edilizia, perché sarebbe inutile importare il materiale necessario per la costruzione dalla Cina. Tuttavia, anche in questo caso, i contratti saranno firmati con alcune compagnie legate ai partiti politici della BiH. Questi ha spiegato il fatto che l'operato delle compagnie cinesi nel resto d'Europa non si può paragonare a questo progetto in BiH; negli altri casi le società cinesi hanno fatto la migliore offerta, mentre nel caso del blocco 7 si tratta del credito che può essere usato solo dalle compagnie cinesi, mentre l'80% del credito deve essere restituito alla Exim Bank. Quando arriverà il momento di ripagare il credito, la BiH chiederà aiuto all'UE perché non potrà restituirlo e i prezzi dell'energia elettrica aumenteranno drasticamente per questo motivo.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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