Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Algeri - Dal 22 febbraio, l'Algeria è stata teatro di proteste senza precedenti negli ultimi 20 anni, innescate dalla decisione del Presidente Abdelaziz Bouteflika, al potere sin dal 1999 e in condizioni precarie di salute, di candidarsi per un quinto…
Algeri - Dal 22 febbraio, l'Algeria è stata teatro di proteste senza precedenti negli ultimi 20 anni, innescate dalla decisione del Presidente Abdelaziz Bouteflika, al potere sin dal 1999 e in condizioni precarie di salute, di candidarsi per un quinto mandato. A seguito della pressione del popolo, Bouteflika ha annunciato lunedì 11 marzo di rinunciare al quinto mandato e di rinviare le elezioni presidenziali in programma previste per il 18 aprile. Inoltre, il Primo Ministro, Ahmed Ouyahia, è stato sostituito dal Ministro dell'Interno, Noureddine Bedoui, come nuovo capo del Governo che deve ancora formare il nuovo esecutivo algerino. Bedoui, insieme al vice Primo Ministro, Ramtane Lamamra, hanno organizzato nella mattinata di giovedì 14 marzo ad Algeri una conferenza stampa congiunta, sottolineando la situazione generale delicata del Paese, aggiungendo che vi sono delle tensioni che non permettono di sostenere le rivendicazioni. "Dobbiamo mantenere la calma e lavorare in pace", ha detto Bedoui, un prefetto di carriera, che ha giustificato cosi il rinvio delle elezioni presidenziali, come la "volontà del popolo", giudicato illegale o addirittura incostituzionale da molti. "Non c'è nulla oltre la volontà della gente", ha sostenuto il diplomatico, difendendo il dialogo come una via d'uscita dall'attuale crisi. A sua volta Lamamra, veterano e apprezzato diplomatico, ha esaltato, in un'intervista di 90 minuti alla radio nazionale, i meriti del piano di lavoro proposto da Bouteflika: una conferenza nazionale, incaricata di proporre riforme profonde e di elaborare una nuova Costituzione prima di organizzare le elezioni presidenziali, alla fine della quale Bouteflika passerà al potere. Per Bouteflika "non si tratta di restare al potere per alcune settimane o qualche mese", ha detto Ramtane Lamamra, ma è "una priorità assoluta quella di riunire gli algerini e permettere loro di andare insieme verso un futuro migliore". Un cambiamento radicale è richiesto e l'Algeria è oggi dinanzi ad una svolta pericolosa, ha affermato l'ex alto rappresentante della Lega araba e delle Nazioni Unite, Lakhdar Brahimi, "e abbiamo bisogno di un vero dialogo, un cambiamento che non può essere fatto durante la notte".<br /> <br /> Tuttavia, le proteste contro l'estensione del quarto mandato di Bouteflika come Presidente della Repubblica algerina, sono continuate nella mattinata di venerdì 15 marzo in diverse città del Paese. Due ore dopo l'inizio delle manifestazioni, migliaia di persone si sono riunite sulla scalinata della Grande Poste nel centro della capitale algerina per chiedere le dimissioni del Presidente Abdelaziz Bouteflika alla fine del suo attuale mandato, che si conclude il 28 aprile. La stessa folla si è raggruppata in piazza 1° maggio, in Place Audin e nei boulevard annessi, mentre centinaia di manifestanti sono arrivati da tutto il Paese per unirsi alla folla. Genitori con bambini in braccio, coppie mano nella mano, veicoli, bandiere sui balconi e donne che lanciano you-you e coriandoli. A due ore dall'inizio della protesta, un simile scenario ha fatto sorgere preoccupazioni in merito alla portata dell'evento dopo quello di venerdì 8 marzi, già considerato storico. I poliziotti di fazione rilassati e disarmati, hanno discusso con i manifestanti in modo fraterno. D'altra parte un cordone della Polizia si è schierato attorno alle istituzioni pubbliche come la Presidenza della Repubblica, il Palazzo del Governo, il Palazzo del popolo. Stessa atmosfera nelle principali città del Paese mentre a Hassi R'Mel, i lavoratori di Sonatrach hanno espresso il loro rifiuto di un quarto mandato prolungato. Le chiamate sui social network invitano i manifestanti a non dannegiare queste istituzioni per evitare scontri e far deragliare l'evento che deve rimanere pacifico come quello del 22 febbraio.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
Hai letto il sommario. Il corpo dell'articolo, le fonti e la rete di entità collegate sono riservate ai nostri lettori.
L'Osservatorio Italiano è un riferimento economico tra l'Italia e il mondo, al servizio delle PMI. Inizia da una breve presentazione del progetto.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.