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Algeri - Il Presidente algerino, Abdelaziz Bouteflika, è tornato in Algeria domenica 10 marzo, dove le dimostrazioni dal 22 febbraio per chiedere la sua dipartita sono quasi giornaliere. Il Capo di Stato algerino è stato ricoverato in Svizzera per esami e…
Algeri - Il Presidente algerino, Abdelaziz Bouteflika, è tornato in Algeria domenica 10 marzo, dove le dimostrazioni dal 22 febbraio per chiedere la sua dipartita sono quasi giornaliere. Il Capo di Stato algerino è stato ricoverato in Svizzera per esami e cure mediche secondo i media internazionali, mentre le dichiarazioni delle autorità algerine confermano lo svolgimento delle elezioni presidenziali previste per il 18 aprile, nonostante il rifiuto popolare della candidatura del Presidente Bouteflika. Nonostante migliaia di algerini manifestino in tutto il Paese e all'estero contro il regime di Bouteflika, il Ministro degli Esteri algerino, Abdelkader Messahel, ha dichiarato a margine di un consiglio ministeriale della Lega araba Al Cairo, che le elezioni presidenziali si terranno "in conformità con la Costituzione, nelle condizioni di trasparenza, serenità e tranquillità". Da parte sua, il Capo dello stato maggiore dell'Esercito algerino e il vice Ministro della Difesa, Ahmed Gaïd Salah ha dichiarato che l'Esercito e le forze di sicurezza sono "decisamente impegnate a garantire" la sicurezza delle elezioni presidenziali, per consentire agli algerini di votare "in un clima di serenità, tranquillità e stabilità". Il Ministro ha inoltre sottolineato la "solidità" dei "legami nobili e sinceri" dell'Esercito con il popolo, ricordando che l'Esercito è rimasto il "garante della stabilità e della sicurezza" del Paese.<br /> <br /> Una parte della stampa algerina ha accolto favorevolmente questo discorso mercoledì scorso 6 marzo, senza un riferimento esplicito alle manifestazioni. Il generale Gaïd Salah "sembra aver abbandonato il tono bellicoso che ha usato fino ad allora per parlare della situazione politica in Algeria", ha osservato il quotidiano francofono El Watan, mentre Liberté ha fatto riferimento ad "un discorso di pacificazione". L'Esercito "condivide" con il popolo algerino "gli stessi valori e principi", ha detto domenica 10 marzo davanti agli studenti di diverse scuole militari, il generale Ahmed Gaïd Salah. L'Algeria e l'Esercito "sono certamente fortunati ad avere questo popolo", ha detto il generale, in un discorso apparentemente più conciliante di quelli pronunciati all'inizio della disputa. In una dichiarazione, la potente Organizzazione Nazionale dei Mojahedin (ONM, che riunisce i veterani della guerra di indipendenza) che di solito sostiene il compagno d'armi, Abdelaziz Bouteflika, ha fornito un inaspettato appoggio alla disputa. L'ONM ha denunciato in una dichiarazione le istituzioni "non all'altezza delle aspirazioni del popolo" e "un'alleanza innaturale tra influenti membri del potere" e le persone "che hanno aperto le porte per prendere il controllo del soldi pubblici". Diversi rami locali e sindacati affiliati all'UGTA (Unione generale dei lavoratori algerini), hanno anche sostenuto i manifestanti, prendendo le distanze dal capo del sindacato centrale, Abdelmadjid Sidi-Said, un grande sostenitore del Capo dello Stato algerino.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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