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Tuzla/Sarajevo - Il Ministero federale dell'Ambiente e del Turismo ha rifiutato il permesso ambientale richiesto dall'impresa Elektroprivreda della Bosnia ed Erzegovina (BiH) perché durante gli ultimi quattro anni questa non ha completato la documentazione,…
Tuzla/Sarajevo - Il Ministero federale dell'Ambiente e del Turismo ha rifiutato il permesso ambientale richiesto dall'impresa Elektroprivreda della Bosnia ed Erzegovina (BiH) perché durante gli ultimi quattro anni questa non ha completato la documentazione, né ha deciso quale tecnologia usare per la de-solforazione dei blocchi 5 e 6 della centrale termoelettrica Tuzla (TE Tuzla), ha riportato il portale Akta, il 2 novembre.<br /> <br /> Secondo le parole di Denis Zisko, coordinatore del programma dell'energia e dei cambiamenti climatici del centro per l'ecologia e l'energia, i blocchi 5 e 6 della TE Tuzla dovrebbero operare fino al 2030, però se l'Elektroprivreda continua così, la documentazione potrebbe non essere pronta in tempo. Il rappresentante dei cittadini di Bukinje, Goran Stojak, ha detto che questi sono soddisfatti dalla decisione del Ministero perché per decenni sono stati esposti a diversi inquinamenti a causa della centrale di Tuzla.<br /> <br /> Nel 2010, la TE Tuzla ha richiesto uno studio per vedere quali sarebbero le soluzioni e le misure per la riduzione delle emissioni delle sostanze inquinanti nell'aria. L'Istituto per l'energia e la tutela dell'ambiente "EKONERG" di Zagabria, che ha svolto lo studio, ha proposto due soluzioni per il processo della de-solforazione, però, pare che all'Elektroprivreda d.d. Sarajevo non convenga investire i mezzi nella protezione della salute dei cittadini, così la pensa il centro per l'ecologia ed energia.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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