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Pristina - A prescindere dalle dichiarazioni del Presidente Hashim Thaci, secondo cui ci sarà una correzione della frontiera con la Serbia, la Commissione Statale per la Supervisione e la Manutenzione della Frontiera, per la demarcazione della stessa con la…
Pristina - A prescindere dalle dichiarazioni del Presidente Hashim Thaci, secondo cui ci sarà una correzione della frontiera con la Serbia, la Commissione Statale per la Supervisione e la Manutenzione della Frontiera, per la demarcazione della stessa con la Serbia, ha avviato la raccolta dei materiali sull'attuale frontiera. La commissione già in partenza è cosciente dei problemi da affrontare, infatti il presidente, Shpejtim Bulliqi, in un'intervista a "Ekonomia Online", dice che il punto più contestato potrebbe essere la punta di Pancic sulla montagne di Kopaonik, nel territorio del comune di Leposavic. In questa parte la Serbia ha riattivato il centro dei radar aerei a un'altezza di 2017 m sopra il livello del mare, da dove controlla l'intero spazio aereo di Serbia, Kosovo e Albania. I radar furono il primo obiettivo della NATO, ma furono ripristinati, sempre con il permesso dell'Alleanza.<br /><br /> "Là ci sono alcune complicazioni: la Serbia ha stabilito alcuni radar strategici che, in base alle documentazioni di cui disponiamo, è all'interno del territorio del Kosovo", afferma Bulliqi, il quale non si esprime sull'idea di Thaci, ossia l'unificazione della valle di Presevo con il Kosovo, perché la commissione non rilascia dichiarazioni politiche.<br /><br /> Secondo Bulliqi solo il Parlamento ha diritto di discutere sul cambiamento dei confini, mentre compito della commissione è raccogliere materiali di vario tipo: storici, geografici, catastali e ricercare varie mappe che mostrano la linea amministrativa tra il Kosovo e la Serbia. Per quanto riguarda il lago di Ujman/Gazivoda, per il quale si è discusso molto di recente, Bulliqi ritiene che sia di proprietà del Kosovo, perché costruito con i soldi dell'ex provincia socialista autonoma del Kosovo; per costruire la diga sono state effettuate le espropriazioni, di cui c'è tutta la documentazione, processo che fu condotto dalle istituzioni della provincia autonoma jugoslava. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /><br /> <br /><br /> <em>Serbia-Kosovo, la "battaglia per l'acqua; Il lago di Ujmani/Gazivoda, punto caldo dei negoziati</em><br /> <br /> Considerato come una delle ricchezze del Kosovo, il lago di Ujmani/Gazivoda, fornisce l'acqua a più della metà del Kosovo e non a caso si è trasformato in uno dei punti caldi dei colloqui tra Pristina e Belgrado. Una parte del lago artificiale, costruito negli anni `80, si estende in Serbia, ma i serbi rivendicano anche la parte del Kosovo, che è la più grande, anche se alcuni ex alti funzionari della Jugoslavia, insistono che Belgrado non ha investito, bensì tutto è stato realizzato con i fondi del bilancio della provincia autonoma jugoslava. Da questo bilancio sono stati pagati anche i terreni espropriati che si trovano sul territorio serbo. Nello specifico, il lago si estende a nord nel comune, a maggioranza serba, di Zubin Potok. Lo stesso è il più grande in Kosovo, con una superficie di 11.9 km2 e 370 milioni m3 d'acqua. La sua centrale idroelettrica produce 35 mega watt/h di energia elettrica, mentre il canale Ibër Lepenc è lungo 49 km. L'acqua del lago è utilizzata per il raffreddamento delle centrali termoelettriche a Obiliq, per l'approvvigionamento idrico di diversi comuni e per l'irrigazione in alcune regioni del Kosovo. In caso di forte siccità come quella del 2014, l'acqua è stata utilizzata anche per riempire i due laghi vicino a Pristina: Batllava e Badovc. Secondo la stampa locale, la Società Energetica del Kosovo (KEK) senza l'acqua del lago potrebbe funzionare solo per 8 ore. Nel caso di un'interruzione dell'acqua che serve ai sistemi di raffreddamento e di evaporazione nelle TEC (centrali termoelettriche), l'energia kosovara si interromperebbe. <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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