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Banja Luka - Il Ministero degli Affari Interni della Republika Srpska (MUP RS) ha negato le affermazioni del presidente del Consiglio dei Ministri, Denis Zvizdic, secondo cui il MUP RS è la ragione per cui la questione del punto di contatto viene rimandata,…
Banja Luka - Il Ministero degli Affari Interni della Republika Srpska (MUP RS) ha negato le affermazioni del presidente del Consiglio dei Ministri, Denis Zvizdic, secondo cui il MUP RS è la ragione per cui la questione del punto di contatto viene rimandata, ha riportato il portale Srna, il 28 settembre.<br /> <br /> Il MUP RS lo nega e ricorda che alla sessione dell'8 settembre 2015, il Consiglio dei Ministri ha adottato il rapporto sui negoziati svolti per la conclusione dell'accordo sulla collaborazione strategica e operativa tra la Bosnia ed Erzegovina (BiH) e l'EUROPOL, adottando anche il testo dell'accordo concordato.<br /> <br /> La Presidenza della BiH ha adottato la proposta dell'accordo, mentre il Ministro della Sicurezza presso il Consiglio dei Ministri ha ottenuto l'autorizzazione per firmare il documento. L'accordo è poi stato firmato anche da parte dai Parlamenti Europeo e della BiH e così è stato concluso il processo, ma quest'ultima e le sue istituzioni avevano l'obbligo di realizzare l'accordo.<br /> <br /> "L'affermazione del Presidente Zvizdic secondo cui il punto di contatto per la collaborazione con l'EUROPOL deve essere stabilito presso la direzione per il coordinamento degli organi di Polizia non si basa sulla legge. Anzi, il regolamento sull'EUROPOL dice che<em> "gli organi competenti degli Stati membri per la collaborazione con l'EUROPOL sono gli organi di Polizia e gli altri servizi per l'implementazione della legislazione che, secondo la legislazione nazionale, sono responsabili per la prevenzione e l'eliminazione dei reati, inclusi quelli nella giurisdizione dell'EUROPOL</em>", ha spiegato il MUP RS, che precisa che il punto di contatto non può essere stabilito presso la direzione perché quest'istituzione non può svolgere le indagini dei reati su mandato dell'EUROPOL e non ha l'accesso ai dati necessari per la collaborazione. Siccome la direzione non ha giurisdizioni operative, il MUP chiede a Zvizdic com'è allora possibile stabilire il punto di contatto nella direzione se questa non collabora con l'EUROPOL negli affari menzionati. Inoltre, presso il punto di contatto nazionale dovrebbero esserci i rappresentanti delle agenzie che implementano la legge in BiH, tra l'altro anche del MUP RS, che ha la giurisdizione di occuparsi, professionalmente, dei reati.<br /> <br /> Il MUP RS ricorda anche che al convegno dei capi delle Polizie europee, tenutosi nella sede dell'EUROPOL il 26 e il 27 settembre di quest'anno, al quale era presente il direttore della polizia della RS, Darko Culum, è stato sottolineato che le informazioni finora scambiate con la BiH non hanno uno sfondo legale quindi sono scambiate in modo illecito. Al convegno è stato concluso, inoltre, che alla prossima sessione del comitato direttivo dell'EUROPOL si dovrebbe parlare del ritiro dell'applicazione Sienna dalla BiH perché il termine temporale (il 30 settembre) imposto da parte del Commissario europeo per le migrazioni, affari interni e cittadinanza, per stabilire il punto di contatto, è già passato.<br /> <br /> Grazie ad affermazioni del genere e alla procrastinazione dello stabilimento del punto di contatto per la collaborazione con l'EUROPOL, la BiH è arrivata quasi alla sospensione dell'accordo operativo, che rimanderebbe all'inizio il processo durato 10 anni, per la prima volta nella storia dell'EUROPOL.<br /> <br /> Il MUP RS, da tempo, insiste affinché l'accordo venga implementato nella forma in cui è stato firmato, e nega le affermazioni secondo cui le sue attività sono la ragione principale per rimandare lo stabilimento del punto di contatto.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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