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NOTIZIE · OI-347735 · 02/10/2018 15:30:51 · 2818 g fa3 min lettura
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Reazioni il giorno dopo il referendum sul cambio del nome del Paese

DiOsservatorio ItalianoSommario

Skopje - Al referendum macedone del 30 settembre la maggior parte dei cittadini, che hanno votato, ha sostenuto l'accordo sul cambio del nome della Fyrom-Macedonia, ma solo il 36% degli elettori ha votato, mentre per il successo del referendum era necessario…

Skopje - Al referendum macedone del 30 settembre la maggior parte dei cittadini, che hanno votato, ha sostenuto l'accordo sul cambio del nome della Fyrom-Macedonia, ma solo il 36% degli elettori ha votato, mentre per il successo del referendum era necessario che votasse almeno il 50%. Dato che il referendum non è stato vincolante, la ratifica dell'accordo con la Grecia sul nuovo nome della Paese sarà all'ordine del giorno del Parlamento, ma sarà necessaria una maggioranza di due terzi dei deputati per approvarlo. Altrimenti, in Fyrom-Macedonia, verranno indette elezioni parlamentari straordinarie, dalle quali, tuttavia, non ci si dovrebbe aspettare molto, a meno che la legge elettorale non sia precedentemente modificata e la lista degli elettori non venga revisionata. L'attuale governo e una parte della comunità internazionale ritengono che il referendum abbia avuto successo perché più di 620.000 elettori hanno votato, di cui oltre il 90% ha votato "a favore", ma una parte dei cittadini e il partito VMRO-DPMNE ritiene che il voto sia fallito a causa di risposte insufficienti.<br /> <br /> Commentando l'esito del referendum, i media e gli analisti non escludono la possibilità di tenere elezioni parlamentari straordinarie, cosa che, tra l'altro, non ha escluso lo stesso Primo Ministro, Zoran Zaev. L'analista politico Cvetin Chilimanov ha dichiarato all'agenzia Sputnik che dopo il referendum in Fyrom-Macedonia, il principale fattore politico del Paese è diventato il leader dell'opposizione VMRO-DPMNE, Hristijan Mickoski. La bassa affluenza al referendum ha dimostrato che il popolo respinge l'accordo con la Grecia, anche a costo dell'integrazione nell'UE e nella NATO. Secondo Chilimanov, i macedoni hanno respinto la pressione proveniente da alcuni dei politici più potenti d'Europa perché pensano che l'accordo significhi una perdita irreversibile della sovranità. Lo stesso analista ritiene che l'esito del referendum potrebbe significare "un periodo di alte tensioni". Gli analisti Marcel Biljalji e Imer Selmani hanno sottolineato quindi che, per la decisione finale, ci vuole tempo perché il Governo fornisca una maggioranza di due terzi, ecco perché devono iniziare seri negoziati politici. Selmani ha sottolineato che durante tali negoziati il Governo non dovrebbe permettere di essere ricattato, mentre Biljalji ha evidenziato che il VMRO-DPMNE non ha veramente alcun motivo per essere soddisfatto dai risultati del referendum, spiegando che l'opposizione doveva dimostrare il suo potere votando e non nascondendosi dietro il boicottaggio.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> Mitko Gadzovski, un altro analista politico di Skopje, ha stimato che il problema chiave sia stato il fatto che un gran numero di elettori sulla lista elettore non sono presenti fisicamente in Fyrom-Macedonia e che sono anche apparse le informazioni secondo cui anche i defunti hanno votato. In tale contesto, Gadzovski ha affermato che i cittadini tramite il referendum hanno ordinato ai politici di passare ad altre modalità di voto, come quello in Parlamento per modificare la Costituzione derivante dall'accordo con la Grecia.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> Aleksandra Joksimovic, presidentessa del centro per politica estera di Belgrado, ha annunciato che nella Fyrom-macedonia c'è una lotta per l'implementazione dell'accordo sul cambio del nome di quel Paese. Joksimovic è convinta che attraverso determinate procedure l'accordo sarà attuato, ma ora tutto più complesso e più difficile di prima del referendum. L'esito del referendum dà spazio all'opposizione per attaccare il Governo.<a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Cremlino: La situazione nella Fyrom-Macedonia dovrebbe rimanere all'interno della legalità</em><br /> <br /> L'agenzia russa Intefax ha riportato la reazione del portavoce del Cremlino russo, Dmitry Peskov, in merito all'esito del referendum nella Fyrom-Macedonia. Rispondendo alla domanda sulla posizione della Russia circa l'esito del referendum macedone, Peskov ha detto che la situazione dovrebbe rimanere all'interno della legalità e che Mosca sta seguendo con attenzione il processo referendario.<a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />

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Entità
17
menzionate
Persone
4
menzionate
Aziende
0
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Altri luoghi citati (non mappati): Repubblica di Macedonia · Skopje · Belgrado · Mosca
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