Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Podgorica/Belgrado - Jovica Vukotic, uno dei capi del clan Skaljarski, arrestato in Turchia e deportato in Serbia, è stato interrogato mercoledì 12 settembre presso la procura competente di Belgrado. Dopo averlo interrogato, il Tribunale ha deciso di tenerlo…
Podgorica/Belgrado - Jovica Vukotic, uno dei capi del clan Skaljarski, arrestato in Turchia e deportato in Serbia, è stato interrogato mercoledì 12 settembre presso la procura competente di Belgrado. Dopo averlo interrogato, il Tribunale ha deciso di tenerlo in custodia cautelare per 30 giorni al fine di prevenire la sua possibile fuga dalla Serbia. Vukotic è accusato di falsificazione di passaporto.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> Il Ministro degli Interni della Serbia, Nebojsa Stefanovic, ha dichiarato che il caso di Vukotic è molto complesso: la Grecia, tramite l'Interpol, ha lanciato un mandato internazionale per Vukotic a causa del presunto coinvolgimento nel trasporto di 136 chilogrammi di cocaina. Stefanovic ha fatto notare che ovviamente si tratta di un gruppo criminale ben organizzato e che la polizia, nella regione e oltre, coopera al fine di arrestarlo.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Il portale montenegrino Borba stima che il caso dell'arresto di Vukotic possa avere conseguenze di vasta portata per le relazioni già tese tra Serbia e Montenegro. In tale contesto, l'articolo di Borba spiega che il processo contro Vukotic in Serbia è solo una scusa per trasferirlo in un luogo sicuro e prevenire che lo stesso sia trovato e ucciso dal clan Kavacki. Oltre a essere uno dei capi del clan Skaljarski, Vukotic è anche una persona che sa molto sulla mafia e sui legami tra la mafia e la Polizia in Montenegro. I clan Skaljarski e Kavacki hanno fatto parte della stessa squadra per anni ed è ufficiosamente noto che tali gruppi criminali sono sostenuti da alcune parti delle autorità montenegrine. Questo rende Vukotic un testimone potenzialmente pericoloso anche per lo Stato montenegrino. Molti reati in Montenegro sono associati al clan Skaljarski, ma è chiaro che molte cose sono anche state esagerate per minimizzare il ruolo del clan Kavacki. Il Montenegro ufficialmente non ricerca Vukotic, ma suo fratello Igor, quindi si cercherebbe di mettere a tacere Jovica, perché alcuni anni fa ha parlato ai media delle relazioni tra la Polizia e la mafia. Jovica Vukotic, come confermato da diverse fonti al vertice del Ministero serbo degli Interni, ha deciso di puntare il dito contro coloro che hanno ordinato persecuzione sua e della sua famiglia, il che ha provocato l'uccisione di più di 20 suoi conoscenti e amici. Presumibilmente, Vukotic è pronto a citare i nomi degli agenti di Polizia legati alla mafia e perciò una parte della polizia montenegrina e dell'Agenzia per la Sicurezza Nazionale del Montenegro (ANB) è in panico. L'interesse delle autorità della Serbia in tutto questo è chiarire almeno una parte degli omicidi avvenuti nel proprio territorio, legati proprio allo scontro dei due clan criminali montenegrini. Il Governo serbo ha diminuito la cooperazione con i servizi di sicurezza montenegrini nell'ultimo anno. Sono stati licenziati tutti gli ufficiali dell'Agenzia Informativa e di Sicurezza della Serbia (BIA), della Gendarmeria e del Ministero degli Interno che hanno legami con i servizi o delle persone del Montenegro. Il fatto che la Serbia non scambia informazioni con il Montenegro da tempo e che tra i due servizi non c'è quasi nessuna cooperazione significa che alcuni agenti montenegrini sono nei guai a causa di Vukotic, il cui caso è molto più grande di quanto possa sembrare. Una delegazione della Polizia montenegrina ha recentemente visitato la Turchia al fine di arrivare alle informazioni su Vukotic, ma le autorità della Serbia sono riuscite a ottenere il testimone più pericoloso per i funzionari montenegrini. La autorità della Serbia ovviamente hanno individuato le connessioni tra la Polizia montenegrina e la mafia e hanno deciso a espellere tutti i criminali montenegrini e ridurre drasticamente le relazioni tra le due forze di Polizia. Nel prossimo periodo il caso Vukotic dimostrerà un'altra volta che le relazioni amichevoli tra le autorità di sicurezza serbe e montenegrine non esistono più.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> Secondo le fonti del portale Borba, Vukotic ha raccontato agli investigatori della Serbia che alcuni agenti della polizia montenegrina, insieme a una parte del clan Kavacki, hanno ordinato che lui e suo fratello Igor fossero liquidati. Lo stesso gruppo ha effettuato molti crimini e omicidi, accusando lui e i suoi amici. Vukotic ha detto, secondo la stessa fonte, di esser fuggito dal Montenegro perché era minacciato di morte, visto che un gran numero di suoi conoscenti è stato liquidato negli ultimi anni e gli assassini non sono stati trovati.<a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Il giornalista del settimanale serbo NIN, Vuk Cvijic, ha spiegato che Vukotic non potrà essere estradato in Grecia perché la Serbia non ha alcun accordo di estradizione con Atene. I clan Kavacki e Skaljarski sono in realtà solo parte dei più grandi gruppi criminali che operano sia in Serbia che nel territorio dell'ex Jugoslavia. Spiegando il motivo per cui le uccisioni che fanno parte della guerra dei suddetti clan avvengono a Belgrado, Cvijic ha detto che la capitale serba rappresenta il vero centro di questi clan, perché i principali attori dei clan Kavacki e Skaljarski sono serbi.<a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Il portale montenegrino Crna Gora, in un'articolo pubblicato il 13 settembre, ha elaborato la tesi secondo cui la Serbia è un porto sicuro per la famiglia Vukotic. In tale contesto, l'articolo ha paragonato il caso dell'arresto e della deportazione di Jovica Vukotic in Serbia con l'arresto di Veselin Vesko Vukotic avvenuto 12 anni fa. Veselin e Jovica hanno entrambi la doppia cittadinanza, sia montenegrina che serba, e sono stati deportati in Serbia e non in Montenegro, dove dovevano scontare pene detentive per gravi reati penali.<a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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