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Podgorica - La ricerca del petrolio e del gas nei fondali montenegrini porterà profitti allo Stato, ma il settore ONG, ambientalisti, turisti e residenti sono preoccupati per l'ecosistema dell'Adriatico, riferisce, il 13 settembre, il quotidiano serbo…
Podgorica - La ricerca del petrolio e del gas nei fondali montenegrini porterà profitti allo Stato, ma il settore ONG, ambientalisti, turisti e residenti sono preoccupati per l'ecosistema dell'Adriatico, riferisce, il 13 settembre, il quotidiano serbo Vecernje novosti. La messa in funzione del primo pozzo esplorativo è prevista per la metà del 2019, ma ci si preoccupa per il destino dell'ecosistema montenegrino e che i pozzi potrebbero "svegliare la terra" e ridurre l'afflusso di turisti. D'altra parte, lo Stato si aspetta di beneficiare da questo lavoro, affidato alla società russa Novatek, alla società italiana Eni e alla società greca Energean Oil & Gas.<br /> <br /> Il direttore del movimento ecologico Ozon, Aleksandar Perovic, ritiene che dal punto di vista ambientale, i progetti del genere non sono necessari al Montenegro, Paese ecologico, che ha un potenziale energetico sufficiente grazie alle fonti rinnovabili, senza dover mettere in pericolo l'ecosistema marino. La ricerca e l'esplorazione di petrolio e gas andrà a beneficio di alcune parti interessate perché aumenterà la loro ricchezza, ma non è positivo per il futuro del Montenegro e dei suoi cittadini. Lo Stato dovrebbe reagire sistematicamente attraverso una valutazione del rischio, pianificata e strategica, per offrire soluzioni migliori. Il direttore di Ozon ha fatto notare che i progetti di ricerca di gas e petrolio sono stati fatti 50 anni fa quindi, se non sono ancora stati realizzati, ciò mostra la loro inconsistenza.<br /> <br /> L'ONG Green home ha avvertito che attraverso il disegno di legge sulla sicurezza delle operazioni con gli idrocarburi è stata annunciata una "pericolosa avventura" dello sfruttamento di petrolio e gas in Montenegro. Il direttore della suddetta ONG, Natasa Kovacevic, ha spiegato che il disegno di legge non stabilisce una base chiara della sicurezza delle operazioni sul campo, ma lascia all'operatore la creazione di politiche per prevenire incidenti rilevanti. Questo indica, come affermato, l'incapacità delle istituzioni competenti a offrire, in modo indipendente, le proposte e le soluzioni di sicurezza e la gestione delle eventuali situazioni di emergenza.<br /> <br /> La ricerca del petrolio e del gas includerà 13 blocchi nella zona di Ulcinj, su una superficie totale di 3.000 km2.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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