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Belgrado - Gli Stati Uniti non si oppongono ai colloqui sullo scambio di territori tra la Serbia e il Kosovo, ma ciò non significa che Washington alla fine sosterrà un accordo del genere, scrive il quotidiano londinese The Guardian, e trasmette, lunedì 3…
Belgrado - Gli Stati Uniti non si oppongono ai colloqui sullo scambio di territori tra la Serbia e il Kosovo, ma ciò non significa che Washington alla fine sosterrà un accordo del genere, scrive il quotidiano londinese The Guardian, e trasmette, lunedì 3 settembre, la stampa serba. Citando le due fonti che hanno familiarità con le deliberazioni dell'amministrazione di Donald Trump, The Guardian afferma che nella nuova politica di Washington "non ci sono limiti né assegni in bianco". Ciò significa, che gli Stati Uniti sono pronti a prendere in considerazione qualsiasi soluzione, compresa la modifica del confine, ma non necessariamente accettarla alla fine.<br /> <br /> Anche se la Cancelliera tedesca, Angela Merkel, si è opposta alla modifica del confine, alcuni funzionari europei hanno dichiarato di essere disposti a sostenere un accordo che la prevede, riporta il quotidiano londinese. The Guardian sostiene che la domanda chiave ora è come si dichiarerà la Russia.<br /> <br /> Il Presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, dovrebbe incontrarsi due volte con il Presidente russo, Vladimir Putin, nei prossimi mesi, e Mosca ha finora dato poche indicazioni se è pronta a rinunciare all'opposizione all'indipendenza del Kosovo.<br /> <br /> Il portavoce del Ministero degli Affari Esteri russo, Maria Zakharova, ha detto che Belgrado e Pristina sono d'accordo, ma ha sottolineato che "l’accordo deve riflettere gli interessi del popolo serbo" affinché la Russia lo sostenga. The Guardian afferma che Zakharova ha rifiutato di chiarire in che modo la Russia valuterà quali sono gli interessi serbi.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Governo della Germania: Nessun cambiamento dei confini nei Balcani occidentali</em><br /> <br /> Il Governo della Germania non ha cambiato il proprio atteggiamento sulla modifica dei confini nei Balcani occidentali, che Angela Merkel ha annunciato pubblicamente il 13 agosto, parlando di delimitazioni territoriali, e ribadito in una recente conversazione con il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.<br /> <br /> "La Cancelliera ha ribadito che l'integrità territoriale dei Paesi dei Balcani occidentali è stata istituita ed è inviolabile. Questa continua ad essere la posizione del Governo federale. Il Governo federale sostiene fermamente gli sforzi dell'UE per mediare le soluzioni sostenibili tra la Serbia e il Kosovo", ha affermato il Governo tedesco.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>The Wall Street Journal: Stati Uniti e Germania sui lati opposti per quanto riguarda la demarcazione</em><br /> <br /> The Wall Street Journal e EUobserver scrivono di un incontro dei Ministri degli Affari Esteri dell'UE a Vienna, il primo afferma che gli Stati Uniti e la Germania sono alle parti opposte per quanto riguarda un possibile piano relativo alla "modifica dei confini tra la Serbia e il Kosovo".<br /> <br /> The Wall Street Journal, quotidiano di New York, scrive che Berlino è preoccupata per "una mossa che potrebbe aprire la scatola di Pandora di controversie inter-etniche in alcuni dei Paesi più poveri della regione", e i funzionari tedeschi hanno detto, il 31 agosto, di essere profondamente scettici sulla questione.<br /> <br /> "Non pensiamo che i colloqui sullo scambio di territorio tra il Kosovo e la Serbia siano costruttivi. Ciò potrebbe aprire troppe ferite vecchie nelle popolazioni dei Balcani", ha detto il Ministro degli Affari Esteri tedesco,Heiko Maas, sulla strada per Vienna dove sono stati tenuti i colloqui tra i Ministri degli Affari Esteri dell'UE e dei funzionari dei Balcani.<br /> <br /> Anche John Bolton, consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, ha dichiarato che quell'idea provoca la preoccupazione di Washington.<br /> <br /> Un eventuale accordo sulle modifiche territoriali potrebbe trovare significative critiche localmente, valuta The Wall Street Journal, affermando che la Chiesa ortodossa serba e i principali politici del Kosovo si oppongono a quest'idea.<br /><br /> Inoltre, i funzionari della vicina Bosnia ed Erzegovina hanno dichiarato di temere che ciò possa incoraggiare ulteriormente le speranze del leader della Republika Srpska (RS), Milorad Dodik, di ottenere l'indipendenza. Il giornale dice anche che alcuni leader europei sono preoccupati che un possibile accordo sulla modifica dei confini possa portare alla discordia etnica anche nella Fyrom-Macedonia, che ha subito violenze sporadiche che hanno coinvolto la minoranza albanese.<br /> <br /> Nel frattempo anche il portale EUobserver ha affermato che le istituzioni dell'UE hanno espresso la speranza per un nuovo significativo risultato per quanto riguarda l'allargamento dei Balcani occidentali, nonostante il "nervosismo" per l'idea dello scambio dei territori per motivi etnici.<br /> <br /> "Un possibile accordo riguarda lo scambio delle parti del Kosovo settentrionale, abitate dai serbi, con la valle di Presevo in Serbia, dove gli albanesi costituiscono la maggioranza della popolazione", ha detto il portale di Bruxelles, suggerendo che ciò potrebbe scatenare una forte reazione negativa da parte dei nazionalisti in Kosovo e in Serbia.<br /><br /> L' EUobserver avverte anche del rischio che tale accordo possa incoraggiare gli albanesi nella Fyrom-Macedonia, così come i croati e i serbi in Bosnia ed Erzegovina, a cercare di ridiscutere i confini meno di 20 anni dopo la fine delle guerre nei Balcani occidentali. <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Johannes Hahn non rifiuta lo scambio di territori tra Serbia e Kosovo</em><br /> <br /> Il Commissario europeo per l'allargamento e la politica di vicinato, Johannes Hahn, ha detto in un'intervista a Radio Free Europe che qualsiasi soluzione tra Serbia e Kosovo non dovrebbe andare a scapito della stabilità dei Balcani occidentali.<br /> <br /> "Sono favorevole a risolvere qualsiasi conflitto bilaterale, ma ogni soluzione deve contribuire alla più ampia stabilità di questa regione, in modo che questa soluzione bilaterale non vada a scapito di altri nella regione", ha detto Hanh. Alla domanda se ha paura che ciò possa avere un effetto negativo sulla Bosnia ed Erzegovina, sulla Fyrom-Macedonia, nonché sui Paesi del partenariato orientale, il commissario Hanh ha risposto che è troppo presto per parlarne.<a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Soros è il legame tra Vucic e Rama </em><br /> <br /> Alcuni media dell'opposizione in Albania accusano il Primo Ministro albanese, Edi Rama, di essere attivamente coinvolto nei negoziati su un futuro accordo tra Belgrado e Pristina sulla risoluzione del problema del Kosovo, Rama non ha ancora risposto a tali accuse, "il che è molto strano per lui". L'hanno confermato ufficiosamente per il quotidiano serbo Danas i rappresentanti dei circoli diplomatici di Tirana. Secondo le fonti di Danas, ci sono seri dubbi che Rama sia parte del processo negoziale "dietro le quinte", il che è stato motivato dalle recenti visite di Alex Soros, Vice Presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione per una Società Aperta, a Belgrado e a Tirana.<br /> <br /> "E' noto già da tempo che il Primo Ministro albanese ha relazioni molto buone con George Soros, presidente del CdA della fondazione Società Aperta, e padre di Alex, che, nell'ultimo tempo, incontra spesso Aleksandar Vucic, quindi è possibile che in quelle occasioni i due discutano dell'argomento del Kosovo", hanno detto le fonti del quotidiano serbo Danas.<br /> <br /> Il Ministro degli Affari Esteri serbo, Ivica Dacic, ha affermato che si sta cercando una soluzione per la questione del Kosovo e che la demarcazione con gli albanesi è "una delle idee e che altre idee non ci sono".<br /> <br /> Gli esperti delle questioni geo-strategiche hanno commentato ufficiosamente per il quotidiano Danas che se la "delimitazione" o la "correzione del confine" otterranno il sostegno di Vucic e Thaçi, parti del comune di Presevo apparterranno al Kosovo, ma rimarrà la questione del "controllo del collegamento tra Belgrado e il porto del Pireo, ovvero se la Serbia consentirà al Kosovo di controllare le sezioni del Corridoio 10, strategicamente importanti".<a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Dacic: L'opposizione alla demarcazione è ipocrita</em><br /> <br /> Ivica Dacic, Primo Vice Primo Ministro della Serbia e Ministro degli Affari Esteri serbo, ha dichiarato che è ipocrita che alcuni Paesi si oppongano alla demarcazione e afferma che si tratta esclusivamente dell'accordo Belgrado-Pristina, in cui nessun altro dovrebbe interferire.<br /> <br /> "Chi può vietare alla Serbia di combattere per i propri interessi nazionali e statali. Se tutti dicono che dovrebbe esserci un accordo, allora c'è un accordo, e se tutti dicono che la Serbia dovrebbe riconoscere il Kosovo non c'è alcun accordo, è un ultimatum che la Serbia non accettera mai", ha detto Dacic.<a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Haradinaj: i confini non sono sotto l'autorità del Presidente</em><br /> <br /> Il Primo Ministro del Kosovo, Ramush Haradinaj, ha dichiarato che i poteri del Presidente del Kosovo sono chiari e che "i territori e i confini del Kosovo non rientrano nella sua giurisdizione".<br /> <br /> "Il Presidente del Kosovo, Hashim Thaçi, rappresenta il Paese, i territori e i confini non sono sotto l'autorità del Presidente. Ciò fa parte della sovranità e dell'integrità del Kosovo, è una categoria costituzionale", ha detto Haradinaj.<br /><br /> Alla domanda se esiste una possibilità che il Kosovo accetti la demarcazione, come è intesa dal Presidente serbo Aleksandar Vucic, Haradinaj ha affermato che non esiste.<br /> <br /> "Abbiamo già superato le tragedie degli anni '90. Abbiamo questi confini e forse non ne siamo tutti contenti, ma se non li rispettiamo, allora cosa sarà?", ha detto Haradinaj.<br /><br /> Thaçi ha affermato che l'idea della delimitazione territoriale o della correzione dei confini è l'unico modo per porre fine al conflitto tra Belgrado e Pristina.<a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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