Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Podgorica/Belgrado - Mentre continuano le tensioni tra Serbia e Montenegro, il presidente del partito montenegrino Nuova Democrazia Serba (NOVA), Andrija Mandic, ha incontrato, il 21 agosto, a Belgrado, il Presidente serbo Aleksandar Vucic. I due hanno…
Podgorica/Belgrado - Mentre continuano le tensioni tra Serbia e Montenegro, il presidente del partito montenegrino Nuova Democrazia Serba (NOVA), Andrija Mandic, ha incontrato, il 21 agosto, a Belgrado, il Presidente serbo Aleksandar Vucic. I due hanno discusso della posizione del popolo serbo in Montenegro e dei modi per migliorarla. Vucic ha sottolineato che la Serbia sarà sempre con il proprio popolo, il dovere della Serbia, come Paese d'origine, è aiutare a preservare l'identità nazionale dei serbi all'estero, cosa che si farà in conformità con le proprie capacità e con il rispetto dello Stato del Montenegro e delle sue leggi. Dall'altra parte, Mandic ha sottolineato l'importanza del ruolo della Serbia e del suo interesse per i problemi che il popolo serbo sta affrontando, proponendo misure concrete, della cui efficacia è convinto.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> Il direttore del centro per il regionalismo, Aleksandar Popov, stima che gli incontri sempre più frequenti degli alti funzionari serbi con i rappresentanti dei serbi del Montenegro, oltre a insistere sulla vulnerabilità della minoranza serba nello Stato menzionato, siano collegati alla conclusione dei negoziati sul Kosovo: parlare della "questione serba" in Montenegro serve a dimostrare che il Governo della Serbia continuerà a prendersi cura di una parte della sua popolazione che rimarrà dall'altra parte del confine, dopo la demarcazione con il Kosovo. Quindi, le storie sugli interessi nazionali dei serbi in Montenegro e nella Republika Srpska servono a Vucic per annullare la perdita del Kosovo e impedire l'impressione negativa divulgata da alcune influenti organizzazioni di destra e dalla chiesa, che afferma che tutto ciò che è più di un conflitto congelato è un tradimento. Popov è convinto non ci sarà un ulteriore peggioramento delle relazioni tra la Serbia e il Montenegro, perché all'attuale Governo serbo non conviene la formazione di un altro punto caldo nella regione.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Perché non è stata ancora aperta la Casa Serba</em><br /> <br /> L'inaugurazione della Casa Serba (Srpska Kuca) a Podgorica, inizialmente prevista per il 28 giugno 2017 e poi per la stessa data 2018, è stata un'altra volta rinviata e la sua data è incerta, riferisce il 22 agosto, il quotidiano Pobjeda. Diverse fonti, vicine ai fondatori della Casa Serba, hanno detto che uno dei motivi è la mancanza di denaro, infatti manca l'arredamento. Uno dei fondatori, Bozidar Bojovic, ha dato la colpa anche al Governo della Serbia, affermando che, nonostante le promesse, non è stato generoso, quindi in mancanza di ulteriori aiuti della Serbia, un'altra speranza dei serbi in Montenegro scomparirà. Secondo Bojovic un altro motivo del ritardo nella realizzazione del progetto è il fatto che la NOVA ha privatizzato la Casa Serba, il che, in precedenza, l'hanno fatto notare anche alcuni altri fondatori. Il direttore esecutivo della Casa Serba, Emilo Labudovic, ha respinto tali accuse, affermando che si tratta di opinioni di "individui frustrati". Dopo l'incontro di Vucic con i serbi del Montenegro, svoltosi il 5 agosto, il Governo della Serbia ha deciso di stanziare mezzo milione di euro dalla riserva di bilancio per il lavoro delle istituzioni che coltivano la cultura e la tradizione serbe in Montenegro. Il Consiglio Nazionale Serbo (Srpsi nacionalni savjet) ha comunicato che, sebbene la Serbia abbia stanziato fondi, non si possono essere realizzare le attività programmate a causa della mancanza di denaro e una delle ragioni di ciò è che è stato "sabotato il finanziamento da parte delle autorità montenegrine", che tentano persino di porre fine alle organizzazioni serbe tramite nuove soluzioni legali.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Il caso di Sara Vidak nuova causa di disaccordi tra Montenegro e Serbia</em><br /> <br /> Negli ultimi giorni ha assunto il carattere politico il caso di Sara Vidak, di Belgrado, che, durante le vacanze in Montenegro, è stata arresta e detenuta perché ha attaccato la giudice del Tribunale per i reati minori a Kotor, Jelena Stanisic. I media serbi e altre organizzazioni condannano il comportamento delle istituzioni montenegrine in questo caso, affermando che "la magistratura montenegrina è etnicamente motivata". Questi accusano il Ministro della Giustizia, Zoran Pazin, di aver trattato Vidak come se fosse una "criminale di alto rango", mentre la ragazza ha avuto soltanto un piccolo conflitto fisico con la giudice Stanisic.<a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> Milutin Djukanovic, deputato del Fronte Democratico (DF), ha anche affermato che l'arresto e la detenzione della Vidak rappresenta il culmine del comportamento anti-serbo del regime senza scrupoli. La magistratura montenegrina e tutte le altre istituzioni giuridiche sono sotto il controllo diretto di un partito al potere da trent'anni.<a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br /> <br /> <br />
Hai letto il sommario. Il corpo dell'articolo, le fonti e la rete di entità collegate sono riservate ai nostri lettori.
L'Osservatorio Italiano è un riferimento economico tra l'Italia e il mondo, al servizio delle PMI. Inizia da una breve presentazione del progetto.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.