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Skopje - Il diciassettesimo anniversario dell'accordo di pace di Ohrid è stato ricordato a Skopje con la tavola rotonda "Sulla strada verso Bruxelles tramite Ohrid", il Primo Ministro macedone, Zoran Zaev, ha detto che "l'accordo è una garanzia che la…
Skopje - Il diciassettesimo anniversario dell'accordo di pace di Ohrid è stato ricordato a Skopje con la tavola rotonda "Sulla strada verso Bruxelles tramite Ohrid", il Primo Ministro macedone, Zoran Zaev, ha detto che "l'accordo è una garanzia che la violenza non sarà mai più un meccanismo per raggiungere punti politici", hanno riferito, lunedì 13 agosto, i media locali. L'accordo di pace di Ohrid, 17 anni fa, ha posto fine ai conflitti con gli albanesi e ha creato le basi per la costruzione e il pieno funzionamento di una società multietnica democratica.<br /> <br /> Zaev rispetta i politici che, 17 anni fa, dopo lunghi e faticosi negoziati, sono riusciti a raggiungere un accordo e porre fine al conflitto con i membri della minoranza albanese nel 2001. "L'accordo è anche la base per costruire la convivenza tra le varie comunità etniche che vivono nella Fyrom-Macedonia", ha sottolineato Zaev. Questi ha anche menzionato il trattato sulle relazioni di buon vicinato firmato un anno fa con la Bulgaria, nonché l'accordo storico per risolvere la controversia con la Grecia e ha ribadito che l'identità macedone è garantita.<br /> <br /> Ali Ahmeti, leader del partito albanese DUI, membro minore della coalizione di Governo, ha notato che, in passato, anche i più grandi ottimisti non pensavano che dopo 17 anni la Fyrom-Macedonia sarebbe stata un esempio di risoluzione del conflitto e trasformazione della situazione da conflitto in dialogo: "ricordatevi che la NATO ha svolto un ruolo importante nella prevenzione di ulteriori conflitti, permettendo alle forze progressiste di vincere". Ahmeti ha anche sottolineato che la soluzione della disputa con la Grecia e il prossimo referendum è un punto che dovrebbe unire tutti i cittadini macedoni sul percorso euro-atlantico.<br /> <br /> Il deputato Dafina Jovanovska Stojanovska, del partito di opposizione VMRO-DPMNE, ha affermato che l'accordo di Ohrid è stato importante per prevenire lo spargimento di sangue.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Zaev: "La Macedonia aderisce con orgoglio alla NATO e all'UE"<br /> <br /> Zaev ha detto, lunedì 13 agosto, che la Fyrom-Macedonia aderisce con orgoglio alla NATO e all'UE e che è giunto "il momento di decidere". Nell'ambito della campagna per il referendum di settembre, in cui i cittadini dovrebbero confermare l'accordo con la Grecia sul nuovo nome, Zaev ha scritto sul suo profilo Facebook che questo accordo apre la strada della Fyrom-Macedonia alla NATO e all'UE.<br /> <br /> Nella Fyrom-Macedonia è in corso la campagna che invita i cittadini a partecipare al referendum, previsto per il 30 settembre, e per dire di sì all'accordo con la Grecia.<br /><br /> A questo proposito, sono stati registrati anche diversi spot video che dovrebbero convincere i cittadini di tutti i vantaggi di tale accordo in base al quale il nuovo nome sarà Repubblica della Macedonia del Nord.<br /> <br /> Il partito di opposizione più influente VMRO-DPMNE non ha ancora espresso il proprio parere sul referendum e le autorità temono che il partito possa invitare i propri simpatizzanti al boicottaggio, il che potrebbe mettere in pericolo l'esito positivo del voto.<br /><br /> Il partito di Governo SDSM, del Primo Ministro Zoran Zaev, ha esortato Hristijan Mickoski, leader di VMRO-DPMNE, e i suoi rappresentanti più influenti a dichiararsi sul futuro referendum, ovvero se sono sostengono il futuro del Paese e le integrazioni euro-atlantiche.<br /> <br /> L'SDSM ha detto in un comunicato che il 30 settembre i cittadini decideranno del proprio futuro, dell'appartenenza alla NATO e all'UE con un'identità preservata e rafforzata.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>La Macedonia divisa sta aspettando il referendum</em><br /> <br /> Il referendum sul cambiamento del nome della Fyrom-Macedonia, condizione per l'adesione alla NATO e all'UE, previsto per il 30 settembre, ha diviso il Paese. Alcuni, per ora non il principale partito di opposizione VMRO-DPMNE, chiedono il boicottaggio. D'altro lato, il sondaggio sull'opinione pubblica dimostra che il 41,5% dei cittadini sostiene l'accordo con la Grecia.<br /><br /> Invece 28 partiti, iniziative e organizzazioni hanno iniziato la campagna con lo slogan "Macedonia boicotta". "La questione del referendum è una truffa. Il problema è che i partiti di Governo hanno creato tale questione da soli, senza l'accordo con l'opposizione. Ci sono più domande: chiedendo se accettate l'accordo tra Fyrom-Macedonia e Grecia, significa che non c'è un accordo di questo tipo, invece c'è quello tra la Repubblica ellenica e l'altro lato, noi siamo senza nome", afferma l'analista Risto Nikovski.<br /> <br /> Secondo i primi sondaggi, i cittadini sono disposti a votare, però notano una contraddizione nell'annuncio: anche se il referendum è consultivo, cioè ci vuole il voto del 50 + 1%, che è inferiore all'obbligatorio, le decisioni dei cittadini, come annunciato dal Governo, saranno vincolanti.<br /> <br /> "Nel caso in cui l'esito del referendum sia positivo per il Governo, non credo che i partiti di opposizione, tra cui il VMRO, si opporranno, perché così si opporrebbero alla democrazia e alla posizione della maggioranza ", sottolinea Mitko Arnaudov, direttore della sezione straniera del portale Srpska ekonomija (Economia serba).<br /> <br /> Indipendentemente dal risultato del referendum, la Fyrom-Macedonia dovrà cambiare la costituzione.<br /><br /> "Ora la maggioranza al potere ha 72 voti: se avessero concordato la questione, ci si sarebbe potuto aspettare il supporto del VMRO che, semplicemente, vuole che l'UE e la NATO non vengano menzionati, quindi è difficile aspettarsi il supporto dei partiti con una questione di questo genere. Anche il VMRO deve decidere se fare una campagna contro o boicottare", ha detto l'analista Aleksandar Krzalovski.<br /> <br /> Il Presidente macedone accetta l'accordo, i macedoni sono divisi e molti albanesi lo sostengono.<br /><br /> "Non accetto l'accordo greco a scapito dell'identità nazionale. Le diverse pressioni non mi spaventeranno, rimango coerente con la mia posizione di principio. Allo stesso tempo, esorto a non abusare dei nostri obiettivi strategici: l'UE e la NATO non dovrebbero essere un alibi per un accordo", ha detto il Presidente macedone, Djordje Ivanov.<br /> <br /> L'esito negativo del referendum, l'affluenza bassa o la risposta negativa, porta la Fyrom-Macedonia al processo delle elezioni parlamentari anticipate. Le elezioni per il Presidente sono a marzo del prossimo anno.<a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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