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Sarajevo/Mosca - Con l'avvicinamento delle elezioni di ottobre in Bosnia ed Erzegovina (BiH), la Russia aumenta il suo supporto ai separatisti serbi. L'obiettivo principale della Russia, quindi, non è la Croazia o la Serbia, ma proprio la BiH,…
Sarajevo/Mosca - Con l'avvicinamento delle elezioni di ottobre in Bosnia ed Erzegovina (BiH), la Russia aumenta il suo supporto ai separatisti serbi. L'obiettivo principale della Russia, quindi, non è la Croazia o la Serbia, ma proprio la BiH, particolarmente instabile nel periodo prima delle elezioni, riporta il portale N1 Info, il 9 agosto.<br /> <br /> L'appoggio ai separatisti viene nascosto dal sostegno alla religione ortodossa nella Republika Srpska (RS) attraverso la costruzione di chiese russe nel Paese. Però, il rapporto tra la Federazione Russa e la RS si vede di più nella collaborazione delle forze di sicurezza. Siccome l'Accordo di Dayton proibisce alle entità di avere il proprio esercito, la RS ha comunque mantenuto la Polizia sotto il suo controllo, che si avvicina sempre di più alla Russia.<br /> <br /> Durante la visita ufficiale della delegazione russa nel 2016 a Banja Luka si è parlato del possibile partenariato tra la RS e la Polizia russa negli ambiti della lotta contro terrorismo, cyber reati e della raccolta e dello scambio dei dati d'intelligence. Inoltre, sono stati concordati incontri tra gli esperti russi e le forze speciali della Polizia della RS, includendo l'addestramento a Mosca. Inoltre, la RS e la Russia scambiano attivamente le loro conoscenze militari attraverso le lezioni per gli ufficiali della RS che viaggiano spesso in Russia.<br /> <br /> Nel frattempo, la RS ha recentemente acquistato 2.500 fucili dal produttore serbo "Zastava", per la lotta contro il terrorismo, che è 10 volte di più rispetto alle quantità acquistate al livello statale.<br /> <br /> Le autorità della RS inoltre vogliono aprire un centro per l'addestramento del valore di 4 milioni di USD nella vecchia caserma Zaluzani vicino a Banja Luka, in cui la Russia vuole addestrare la Polizia della RS per la lotta al terrorismo, le unità di logistica e il dipartimento per la lotta contro la criminalità organizzata. Questo tipo di addestramento dovrebbe rendere la Polizia della RS uguale alle forze di sicurezza dello Stato.<br /> <br /> Esiste anche la possibilità dell'apertura di un centro "umanitario" nella RS, simile a quello aperto a Nis, Serbia, da parte dei russi. Questo tipo di centro serve alle autorità locali nel caso di disastri naturali, alluvioni ecc, però, il centro a Nis da parecchio tempo viene visto come centro d'intelligence russo e un'informale base militare russa.<br /> <br /> Anche se la Russia non ha ancora il "soft power" e anche se i suoi collaboratori sono più rivolti all'Occidente, il Presidente della RS, Milorad Dodik, preferisce sostenere una politica filorussa durante la sua campagna elettorale, dicendo che i suoi avversari sono i mercenari dell'Occidente, rappresentando se stesso come una persona ben collegata con la Russia e assicurando in questo modo i propri scopi politici.<br /> <br /> Dodik invita la Russia a prendere una posizione più forte nella regione, perché accusa la BiH d'instabilità. Per ora i rapporti tra la RS e la Russia non sono molto sviluppati, però potrebbero approfondirsi se Dodik vincesse le elezioni, cosa che è molto probabile. La strategia russa non dovrebbe includere attività radicali, però potrebbe sfidare Sarajevo e l'Occidente a intervenire per impedire la secessione di Banja Luka dal resto della BiH. In una situazione simile, la reazione russa è inevitabile e imprevedibile.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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