Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Podgorica/Belgrado - La partecipazione dell'addetto militare del Montenegro in Croazia, Ivan Masulovic, alla celebrazione del 23° anniversario dell'operazione militare Oluja (Tempesta) sta diventando una questione importante nei rapporti tra Serbia e…
Podgorica/Belgrado - La partecipazione dell'addetto militare del Montenegro in Croazia, Ivan Masulovic, alla celebrazione del 23° anniversario dell'operazione militare Oluja (Tempesta) sta diventando una questione importante nei rapporti tra Serbia e Montenegro. Il Presidente serbo, Aleksandar Vucic, ha commentato tale fatto ringraziando, con tono sarcastico, gli amici montenegrini di prendersi cura dei serbi, della Serbia e dei suoi interessi. In tale contesto, Vucic ha affermato che, personalmente, ha sempre cercato di avere i migliori rapporti con il Montenegro, ricordando che il Primo Ministro montenegrino, Dusko Markovic, durante la sua visita a Belgrado, ha affermato che il Montenegro, in ogni occasione, e in particolare quando si tratta di presenza alle celebrazioni degli eventi e date importanti, si consulterà con la dirigenza serba. Vucic ha fatto notare che oltre a questo incidente, il Montenegro di recente ha anche mandato i suoi ufficiali alla missione NATO in Kosovo .<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> Il Governo del Montenegro ha reagito alla dichiarazione di Vucic, negando che Podgorica ha promesso che il Montenegro avrebbe tenuto conto degli interessi della Serbia nel contesto delle date significative. Il comunicato del Governo afferma che Markovic, durante la sua visita a Belgrado, ha parlato del miglioramento della posizione della comunità serba in Montenegro. A tale proposito il Governo ha citato che il Primo Ministro montenegrino, durante il suo incontro con Vucic a Belgrado, ha letteralmente detto che "Il Montenegro e questo Governo saranno fortemente impegnati non solo a preservare e migliorare la posizione della comunità serba, ma anche a tenere in considerazione l'insoddisfazione e le osservazioni provenienti dalla comunità serba".<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> L'analista politico, Ranko Djonovic, ritiene che la Serbia stia conducendo una campagna contro il Montenegro, lo confermano anche le reazioni in merito alla partecipazione dell'ufficiale militare montenegrino alla celebrazione a Knin. I nazionalisti serbi, come afferma Djonovic, sanno bene che i due ufficiali montenegrini in Kosovo e uno a Knin non possono fare alcun danno alla Serbia, ma vogliono creare tensioni in Montenegro e, soprattutto, spostare l'attenzione dai gravi problemi con il Kosovo. In tale contesto, l'analista politico ha aggiunto che la Serbia sta per riconoscere il Kosovo e gli ufficiali dello Stato spostano l'attenzione sulla Croazia, mentre con il Presidente del Kosovo, Hashim Thaci, concordano presumibilmente le azioni per proteggere i diritti dei serbi in Kosovo, ma in realtà stanno salvando la Serbia, dando al Kosovo quello che ha già: uno Stato. Djonovic sottolinea che anche il Presidente Vucic agisce nello spirito di questa egemonia serba.<br /> <br /> Il presidente del Partito Liberale del Montenegro (LP), Andrija Popovic, ha dichiarato che il Montenegro non può essere uno "strumento di negoziati" tra i vicini Paesi amici, che, purtroppo, non possono risolvere molti problemi aperti da decenni. Alla domanda se è in scena uno scenario preparato dalla Serbia, Popovic ha risposto dicendo che un tale scenario di intensità inferiore o superiore è costantemente presente.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Il DF aveva lanciato un'iniziativa per la convocazione della sessione straordinaria del Parlamento del Montenegro per discutere la presenza di Masulovic alla celebrazione a Knin, ma tale sessione non avrà luogo perché il DF non è riuscito a raccogliere 27 firme dei deputati dell'opposizione. L'iniziativa non è stata sostenuta dai partiti di Ranko Krivokapic, Aleksa Becic, Dritan Abazovic e Miodrag Lekic. Il DF ha annunciato che troverà sicuramente un modo per parlare del presente problema nella prossima seduta parlamentare.<a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> Il presidente del DEMOS, Miodrag Lekic, ha sottolineato che è incredibile il fatto che il Ministero della Difesa montenegrino, nella "spiegazione" per aver mandato un rappresentante alla celebrazione dell'azione Oluja, ha affermato che la celebrazione di una delle più grandi operazioni di pulizia etnica nelle guerre senza scrupoli nel territorio jugoslavo era un "innocente atto civile". Lekic ha aggiunto che può essere che qualcuno abbia semplicemente ordinato alle autorità montenegrine di prendere parte a quella celebrazione. Un'altra possibilità, secondo Lekic, è che Milo Djukanovic con questa mossa abbia continuato l'operazione di sbiancamento della propria figura, che già da tempo sta facendo, finanziando il servizio di propaganda dei media controllati. Presto sarà nota un'altra possibile dimensione dello scandalo in questione: si capirà se la partecipazione delle autorità montenegrine alla celebrazione a Knin rappresenta una gioiosa accettazione dell'inizio della "peggior relazione tra Montenegro e Serbia negli ultimi 20 anni", perché tali rapporti per Djukanovic e Vucic ora sono politicamente più convenienti.<a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br /> <br /> <br />
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