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Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Sarajevo/Istanbul - Recentemente è stato celebrato il secondo anniversario del tentato colpo di stato in Turchia e per quest'occasione, a Sarajevo, è stato organizzato un concerto al quale sono stati presenti Denis Zvizdic, il presidente del Consiglio dei…
Sarajevo/Istanbul - Recentemente è stato celebrato il secondo anniversario del tentato colpo di stato in Turchia e per quest'occasione, a Sarajevo, è stato organizzato un concerto al quale sono stati presenti Denis Zvizdic, il presidente del Consiglio dei Ministri, Sefik Dzaferovic, il candidato del Partito d'Azione Democratica (SDA) per la Presidenza della BiH, e Husein Kavazovic, reis-ul-ulema della Comunità Islamica in BiH, ha riportato il portale Fokus, il 18 luglio.<br /> <br /> Questo evento non sarebbe così importante se si trattasse solo della conferma dei buoni rapporti tra la BiH e la Turchia, come lo ha presentato l'ambasciatore turco in BiH, Haldun Koc. Però il problema emerge da affermazioni come quella di Denis Zvizdic, secondo il quale l'evento è una risposta coraggiosa del popolo turco, che sarà ricordata nella storia moderna della Repubblica di Turchia.<br /> <br /> In questo modo, i leader della BiH e e del Partito d'Azione Democratica (SDA) hanno distolto l'attenzione dalla reazione del Governo di Recep Tayyip Erdogan al colpo di stato del 2016. Sotto la scusa che l'organizzazione FETO di Fethullah Gulen ha penetrato tutte le strutture pubbliche, il colpo di stato è stato usato anche per affrontare gli altri opponenti ed elementi non desiderati come i secolaristi o i Curdi.<br /> <br /> Fino all'8 luglio di quest'anno risultano arrestati, accusati o licenziati più di 180.000 dipendenti pubblici, il 10% dei dipendenti del settore pubblico, la cui maggioranza erano giudici "non desiderati" dal regime. Anche diversi professori sono stati arrestati e licenziati, danneggiando di conseguenza la comunità accademica turca. Nel settore privato, il Governo turco ha sequestrato i beni di 1.000 compagnie per quasi 60 miliardi di USD. Però, i danni più grandi li hanno subiti i giornalisti. Sono state chiuse più di 100 case multimediali e più di 160 giornalisti sono in prigione, quindi la Turchia è la prima nella lista dei Paesi con il maggior numero di giornalisti imprigionati secondo il comitato per la protezione dei giornalisti (CPJ).<br /> <br /> Il fatto che non si sia trattato di violazioni gravi delle leggi, ma di criteri molto deboli secondo i quali venivano arrestate queste persone, è stato confermato anche dal caso di Ahmet Sik, un giornalista imprigionato nel 2011 per i suoi articoli sull'influenza sempre più grande dei sostenitori di Gulen. Nel frattempo Gulen è diventata persona non grata e la sua organizzazione è stata il principale nemico dello Stato e Sik è stato subito riconosciuto come sostenitore di Gulen dalla Procura.<br /> <br /> Questo tipo di reazione si è mostrata anche in BiH, specificamente nell'Università Internazionale di Sarajevo (IUS). I professori Jared O'Neil Bell e Mojmir Sabolovic, sono stati licenziati dallo IUS qualche giorno dopo la cerimonia della consegna del dottorato onorario a Erdogan, durante la sua recente visita a Sarajevo.<br /> <br /> "Alla luce degli avvenimenti in Turchia e del raduno a Zetra, a Sarajevo, sui social media ho condiviso un articolo della BIRN sul fatto che alcuni giornalisti non potevano essere presenti all'evento. Ho anche condiviso l'articolo sui problemi e sugli arresti che affrontanto gli accademici e i giornalisti in Turchia. Ovviamente questo ha causato anche il mio licenziamento", ha detto Bell, professore dei diritti dell'uomo, di diplomazia, dello sviluppo della pace e di risoluzione dei conflitti.<br /> <br /> Il suo collega, Mojmir Sabolovic, non ha ricevuto una spiegazione riguardo al suo licenziamento, se non che il presidente del Comitato direttivo dello IUS, Hasan Topaloglu, ha deciso di licenziarlo perché è un antislamista. Il professore ceco ha detto che lui è ateo, come l'80% dei cechi. Dallo IUS, però, dicono che ad alcuni professori non sono stati prolungati i contratti a causa di fattori economici e della scadenza dei permessi di lavoro, quindi gli atteggiamenti politici non hanno alcun ruolo nella decisione sul numero del personale accademico, anzi, si tratta di problemi di natura giuridica ed economica del mercato, sia in BiH che nella regione.<br /> <br /> Dallo IUS hanno anche detto che non possono controllare i social media, probabilmente riferendosi alla dichiarazione di Bell contro il quale è stata avviata una vera e propria caccia perché non ha partecipato alla consegna del dottorato che era obbligatoria. Gli studenti l’hanno accusato di “blasfemia contro Erdogan”, richiedendo il suo licenziamento.<br /> <br /> “Quello che sta succedendo allo IUS riflette la situazione in Turchia: quelli che non sono d’accordo con il regime sono marcati, licenziati, esiliati”, dice Bell, aggiungendo che uno degli studenti ha ammesso, sotto pressione, che faceva la spia e inviava i rapporti al comitato direttivo a Istanbul e allo stesso Governo ad Ankara.<br /> <br /> Sabolovic e Bell hanno anche detto che spesso sono stati criticati perché imponevano standard troppo alti e che i professori occidentali chiedono troppo agli studenti. Le stesse critiche le ha fatte anche il Governo turco, dicendo che i professori in questione hanno un atteggiamento anti-turco o antislamico. Lo IUS è stato fondato come università turca di stile occidentale, però dal 2016, da quando sono cambiati 4 rettori, è aumentato l’influsso politico. Bell afferma che lo IUS è un progetto politico del Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (AKP) e della loro propaganda neo-ottomanica in BiH.<br /> <br /> Secondo l’opinione di Srecko Latal, editore regionale della BIRN e analista politico, la politica di Erdogan, negli ultimi due anni, interviene negli affari interni sia della BiH, che degli altri Paesi dei Balcani.<br /> <br /> “Per il loro appoggio politico, finanziario e di altro tipo alla BiH, principalmente verso i bosgnacchi, la Turchia richiede di seguire alcune richieste riguardo all’eliminazione delle organizzazioni legate a Gulen, senza alcuna prova concreta”, dice Latal.<br /> <br /> Il rapporto tra le autorità politiche turche e bosgnacche si riferisce principalmente al rapporto tra Erdogan e Bakir Izetbegovic, leader bosgnacco. La loro relazione è aumentata negli ultimi due anni, perché la situazione attuale conviene a tutti e due. Come dice Latal, da un lato Erdogan vuole rendere la Turchia la nuova/vecchia potenza regionale che è anche membro della NATO, quindi rivolta all’UE. Però, a causa delle crisi dentro l’UE, la Turchia si concentra più sui propri interessi, avvicinandosi così alla Russia.<br /> <br /> Per il sempre più debole influsso dell’UE e degli Stati Uniti nei Balcani, la Turchia si è imposta come una specie di “grande fratello” in BiH. Latal dice che questa situazione non è buona né per la BiH né per gli altri. In questo modo la regione dei Balcani diventa sempre di più una specie di arena dove si svolgono i conflitti delle forze locali e mondiali. Questo tipo di situazione regionale e globale aiuta la già esistente instabilità e le tensioni e i conflitti politici in BiH. L’UE aveva, e forse ancora ha, la possibilità di stabilizzare i Balcani con l’allargamento europeo, perché questa storia è importante più dal punto di vista delle idee nazionali che da quello delle riforme e dello sviluppo economico.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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