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Sarajevo - Ai sei membri della famiglia turca Kara, che il giorno prima della visita del Presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, hanno provato a entrare in Bosnia ed Erzegovina (BiH) usando tre passaporti falsi, è stata assegnata la protezione internazionale…
Sarajevo - Ai sei membri della famiglia turca Kara, che il giorno prima della visita del Presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, hanno provato a entrare in Bosnia ed Erzegovina (BiH) usando tre passaporti falsi, è stata assegnata la protezione internazionale dalla BiH e non saranno estradati in Turchia, ha riportato il portale Dnevni avaz, il 12 luglio.<br /> <br /> Gli è assegnata la protezione sussidiaria, che viene approvata alle persone di cui, pur non essendo profughi, si teme che il ritorno nel Paese di provenienza o di residenza potrebbe mettere a rischio le loro vite o violare i diritti dell'uomo e le libertà fondamentali. Questo tipo di protezione viene assegnato da parte del Ministero della Sicurezza della BiH dopo verifiche dettagliate. L'informazione è stata confermata anche da Slobodan Ujic, direttore dell'Ufficio Stranieri della BiH.<br /> <br /> Secondo le informazioni informali, le autorità di Ankara sospettano che i membri di questa famiglia siano collegati all'organizzazione di Fethullah Gulen, dopo il tentato colpo di stato in Turchia. Per questo motivo, la famiglia Kara è stata in esilio per due anni negli Emirati Arabi Uniti.<br /> <br /> A Sarajevo sono arrivati a metà di maggio da Dubai, quando è stato scoperto che tre dei loro passaporti erano in parte falsificati, mentre il nome di Nahida Kara è nell'elenco delle persone ricercate dall'Interpol. I Kara hanno subito richiesto l'asilo affermando che le loro vite sono in pericolo in Turchia.<br /> <br /> Secondo la legge, la BiH deve assicurare a questa famiglia il documento d'identità, l'alloggio, le condizioni per ottenere un lavoro, l'istruzione, la protezione sanitaria, l'aiuto sociale per quanto riguarda l'inclusione nella società. Dall'altro lato, le persone sotto protezione sussidiaria, devono rispettare l'ordine pubblico, le leggi e regolamenti della BiH.<br /> <br /> Ekrem Kara, docente presso l'Università di Gaziantep, è stato esiliato nel settembre del 2016 insieme con altri 74 professori per il sospetto di essere in contatto con l'organizzazione FETO. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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