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Belgrado - La società italiana Beretta è interessata a cooperare con l'industria militare serba, in particolare con le società Zastava oruzje e Prvi partizian, ha riferito, mercoledì 27 giugno, il quotidiano serbo Vecernje novosti. Secondo questo quotidiano,…
Belgrado - La società italiana Beretta è interessata a cooperare con l'industria militare serba, in particolare con le società Zastava oruzje e Prvi partizian, ha riferito, mercoledì 27 giugno, il quotidiano serbo Vecernje novosti. Secondo questo quotidiano, Beretta potrebbe essere il primo partner straniero a investire denaro nelle fabbriche militari serbe, secondo la nuova legge sulla produzione e sul commercio di armi. Il Vecernje novosti ha affermato che l'azienda italiana è da lungo tempo interessata non solo alla cooperazione, ma anche all'investimento e a disporre del capitale dell'industria della difesa serba, il che è stato annunciato lo scorso anno quando il Ministro della Difesa della Serbia, Aleksandar Vulin, ha visitato l'Italia.<br /><br /> Il Ministero della Difesa ha affermato che è necessario attrarre il capitale sia straniero che nazionale perché la Serbia "nonostante tutti gli investimenti non ha molto denaro da investire per acquistare le tecnologie moderne".<br /> <br /> "Ci aiuterà a rinnovare ed espandere la base tecnologica e la gamma di prodotti. Ci aspettiamo offerte concrete dalla società italiana Beretta, ci sono contatti anche con diverse aziende della Repubblica Ceca, dell'India e di altri Paesi", ha affermato il Ministro della Difesa.<br /> <br /> Il proprietario dell'azienda italiana, Franco Beretta, ha recentemente visitato la Serbia, e con il gruppo di soci si è recato presso le società Zastava oruzje di Kragujevac e Prvi partizan di Uzice, in questo'occasione agli ospiti sono state presentate le possibilità di cooperazione con l'Istituto Militare del Ministero della Difesa.<br /><br /> Il quotidiano ha ricordato, inoltre, che gli emendamenti alla legge sulla produzione e il commercio delle armi consentono gli investimenti stranieri nelle società di difesa statali, ma fino al 49% del valore del capitale. Inoltre, lo Stato ha stabilito un limite secondo cui l'investitore straniero non può detenere più del 15% della quota delle fabbriche di armi e munizioni. Le fabbriche nazionali nelle cui strutture vengono prodotte armi da fuoco, così come le munizioni, suscitano il maggior interesse degli investitori stranieri. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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