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Podgorica - Il consiglio della televisione nazionale RTCG, nella sessione del 7 giugno, ha licenziato la direttrice generale del servizio pubblico, Andrijana Kadija. Il quotidiano Dan riferisce che l'opposizione ed il settore non governativo sono convinti…
Podgorica - Il consiglio della televisione nazionale RTCG, nella sessione del 7 giugno, ha licenziato la direttrice generale del servizio pubblico, Andrijana Kadija. Il quotidiano Dan riferisce che l'opposizione ed il settore non governativo sono convinti che tale avvenimento sia una conseguenza dello scontro del Partito Democratico dei Socialisti (DPS) e del suo leader, Milo Djukanovic, con i dissidenti. Gli stessi ritengono che Djukanovic in questo modo "ha sepolto la democrazia e la libertà dei media" e che la sua ultima mossa avrà conseguenze negative per i negoziati di adesione del Montenegro con l'Unione europea (UE). La ragione formale per le dimissioni è un contratto finanziato dalla Commissione Europea che migliorerebbe il lavoro del servizio pubblico, ma tramite cui, secondo il membro del Consiglio, Mimo Draskovic, si interferisce con la politica editoriale del servizio pubblico. In realtà, i membri del consiglio hanno compilato gli ordini della dirigenza del DPS. L'ex presidente ed attuale membro del Consiglio RTCG, Vladimir Pavicevic, ha preso le distanze dall'annuncio dei suoi colleghi sul licenziamento di Kadija. In tale contesto, Pavicevic ha fatto notare che Kadija con il suo lavoro ha dimostrato che le istituzioni montenegrine possono essere indipendenti e ugualmente aperte a tutti.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Diverse autorità occidentali hanno reagito in merito al licenziamento della direttrice generale del servizio pubblico RTCG: lo State Department americano ha valutato che si tratta di una mossa che mina la libertà dei media in Montenegro. Il suo comunicato sottolinea che "gli Stati Uniti sono delusi e che il Paese deve fare di più per proteggere la libertà dei media e l'indipendenza editoriale del suo servizio pubblico".<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> Il rappresentante dell'OSCE per la libertà dei media, Harlem Désir, si è detto preoccupato per il licenziamento di Kadija e per le conseguenze che questo spostamento potrebbe portare all'indipendenza del servizio pubblico montenegrino. Molti, nella comunità dei media e nel settore non governativo, all'inizio dell'anno temevano che i cambiamenti nel consiglio di RTCG portassero a cambiamenti nella gestione, tenendo presente che l'indipendenza del servizio pubblico è alla base della democrazia, quindi non dovrebbe esserci alcuna interferenza politica nel lavoro di gestione.<a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Il Commissario per l'Allargamento dell'UE, Johannes Hahn, ha espresso l'11 giugno, a Vienna una particolare preoccupazione per il controllo politico dei media e del settore non governativo in Montenegro, ricordando che la libertà dei media è un'espressione dei diritti fondamentali nell'Unione europea. Lo stesso ha aggiunto che il fatto di essere membro della NATO non è una garanzia di ottenere "una luce verde" per l'adesione all'UE. Secondo Hahn, il ritorno in Parlamento dell'opposizione montenegrina può aiutare a progredire ulteriormente, specialmente nello stato di diritto, nella lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata.<a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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