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Pristina - Nonostante il controllo ai valichi di frontiera a Jarinje e Brnjake, il contrabbando di merci e derivati di petrolio continua in questa regione del Kosovo. Le macchine e i camion senza targhe che contrabbandando merci dalla Serbia fanno evasione…
Pristina - Nonostante il controllo ai valichi di frontiera a Jarinje e Brnjake, il contrabbando di merci e derivati di petrolio continua in questa regione del Kosovo. Le macchine e i camion senza targhe che contrabbandando merci dalla Serbia fanno evasione fiscale e circolano tranquillamente nel Nord di Mitrovica. Il team della trasmissione "Udhëve" ha mostrato la Polizia fermare un camion con merci contrabbandate e liberarlo poche ore dopo. Ma, realmente sono cosi potenti i gruppi criminali che operano in un'area cosi piccola, tanto che lo Stato non può neutralizzarli? Le fonti riferiscono che la criminalità e il contrabbando a Mitrovica del Nord lo guida gente potente, protetta dalla politica. I loro nomi sono ormai un segreto di Pulcinella per l'opinione pubblica: Zvonko Veselinovic e Milan Rajdocic, secondo le informazioni della "Udhëve", controllano il mercato nero in questa parte del Kosovo.<br /><br /> Veselinovic prende le percentuali su ogni segmento: vendita di sigarette, derivati di petrolio, alimentazione ecc. Secondo le informazioni, nella parte settentrionale di Mitrovica, ci sono 37 pompe o punti di carburante che operano illegalmente. Tra queste 37 pompe illegali, tre appartengono alla società "NIS Petrol", il cui 56% appartiene alla società russa "Gazprom Neft". Sulla pagina ufficiale della "NIS Petrol", si sono presi cura di non rivelare i Paesi in cui opera questa società, in particolare le tre pompe che si trovano all'interno del territorio della Repubblica del Kosovo. Per di più, il funzionamento della "Nis Petrol", nel Nord del Kosovo, costituisce una violazione all'embargo, stabilito il 17 settembre 2014 dal Governo di Kosovo alla Federazione Russa, quindi anche alla "GazpromNeft". Ma stranamente, questa società è già presente sul territorio della Repubblica del Kosovo. I media hanno visitato tali pompe, due di cui si trovano a Mitrovica, e una nel comune di Zubin Potok. Secondo la fonte anonima, Zvonko Veselinovic e Milan Radojcic, in vie non ufficiali, gestiscono le pompe della "Nis Petrol". Due anni fa, a pochi metri dalla stazione di Polizia del Kosovo, al Nord, il direttore dell'ufficio per il Kosovo, Marko Djuric aveva sfidato lo stato di Kosovo, entrando senza permesso, per inaugurare queste pompe illecite. Anzi, della questione si è anche occupata Bruxelles. Edita Tahiri fu la prima a sollevare la voce contro queste pompe illegali, che vendevano i carburanti russia. L`ex rappresentante del dialogo Pristina-Belgrado, Edita Tahiri, ha informato che in quel periodo si parlava anche della loro chiusura, ma il cambiamento dei governi ha fatto sì che tale decisione non venisse attuata.<br /><br /> "Dovete parlare con il ministro sul perché non è stato sospeso il lavoro. Tuttavia la mia ultima parola è che devono essere chiuse queste pompe non a causa della Serbia, ma a causa del influenza della Russia in Kosovo", ha detto Tahiri.<br /><br /> Alle domande dei media, l`attuale Ministro del Commercio e dell'Industria, Bajram Hasani, ha esitato di affermare se la società "Nis Petrol" opera illegalmente in Kosovo, senza alcun tipo di licenza, come ha detto: "non abbiamo specifiche informazioni sulla Nis Petrol". <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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