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Podgorica - La Commissione Elettorale Statale del Montenegro (DIK) ha respinto, il 19 aprile, come inammissibili le obiezioni del candidato alla presidenza Mladen Bojanic, che aveva chiesto di annullare i risultati delle elezioni presidenziali tenutesi il 15…
Podgorica - La Commissione Elettorale Statale del Montenegro (DIK) ha respinto, il 19 aprile, come inammissibili le obiezioni del candidato alla presidenza Mladen Bojanic, che aveva chiesto di annullare i risultati delle elezioni presidenziali tenutesi il 15 aprile e di ripetere il processo elettorale. Il presidente della DIK, Budimir Saranovic, ha spiegato che la richiesta di Bojanic è stata respinta perché la denuncia può essere presentata solo contro le decisioni delle Commissioni Elettorali Municipali (OIK), le quali non hanno preso alcuna decisione in merito alle obiezioni di Bojanic. La decisione è stata presa dalla maggioranza della composizione permanente della DIK, anche se una parte di membri permanenti e di rappresentanti autorizzati dei candidati presidenziali, a parte il rappresentante autorizzato di Milo Djukanovic, non sono apparsi durante la sessione di cui "sono stati informati il giorno prima e più volte durante il giorno della sessione". Ciò, ovviamente, è stato un tentativo di bloccare il lavoro della DIK nella fase finale del processo elettorale e consolidare i risultati delle elezioni finali. Secondo il presidente della DIK, il fatto che a causa della violazione dei diritti di voto sono stati presentati solo tre reclami, uno dei quali dal DPS, indica chiaramente che le elezioni sono state condotte in una procedura legale.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> Dall'altra parte, Mladen Bojanic è convinto chela DIK non poteva rifiutare le sue obiezioni perché in mancanza del quorum non poteva neanche tenere la sessione. A Bojanic è stato vietato anche l'ingresso negli uffici della DIK. Commentando tale fatto, Bojanic ha detto che si tratta di un'altra prova di quanto lo Stato sia preda, così come tutte le sue istituzioni. Nella sue obiezione, Bojanic ha presentato alla DIK 8 prove che dimostrano che Djukanovic aveva violato la legge durante la campagna elettorale.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> Il 22 aprile Bojanic ha presentato un ricorso costituzionale contro la sentenza della DIK che ha respinto la sua obiezione come inammissibile. Nell'appello, Bojanic ha chiesto alla Corte Costituzionale che le elezioni presidenziali fossero annullate a causa di numerose irregolarità, inoltre la decisione della DIK di respingere la sua obiezione è illegale perché la stessa commissione aveva violato diverse norme legali, in quanto non c'era alcun quorum per decidere. In tale contesto, Bojanic ha spiegato che la composizione della DIK consiste di 10 membri in convocazione permanente e sette membri in convocazione estesa, che sono i rappresentanti autorizzati delle liste elettorali confermate. L'appello, come le obiezioni presentate in precedenza alla DIK, sottolinea inoltre che è vietato utilizzare la proprietà di enti statali, imprese pubbliche e istituzioni, unità di autogoverno locale, nonché società di cui lo Stato è proprietario, a fini pre-elettorali, ma Djukanovic ha, impunemente, trasgredito tali divieti.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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