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NOTIZIE · OI-344601 · 25/03/2018 13:25:25 · 3010 g fa4 min lettura
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Fallisce iniziativa dei deputati per abrogazione del Tribunale Speciale

DiOsservatorio ItalianoSommario

Pristina - L'esecutivo kosovaro non ha formulato alcun'opinione sulle procedure, nonostante, da settimane, abbia ricevuto l'indicazione di abrogare la Corte Speciale. In tal modo il Governo ha chiuso, in silenzio, la questione, dopo che il Presidente, il…

Pristina - L'esecutivo kosovaro non ha formulato alcun'opinione sulle procedure, nonostante, da settimane, abbia ricevuto l'indicazione di abrogare la Corte Speciale. In tal modo il Governo ha chiuso, in silenzio, la questione, dopo che il Presidente, il Primo Ministro e il Presidente del Parlamento, in dichiarazioni pubbliche, avevano affermato che si ritiravano da tale iniziativa. L'abolizione della legge sulla Corte Speciale per i crimini di guerra è stata lanciata con le firme di 43 parlamentari kosovari, tra cui anche parte della maggioranza, presentata alla Direzione Parlamentare, a fine dicembre dello scorso anno. I firmatari appartenevano a tre partiti politici, il Partito Democratico del Kosovo, l'Alleanza per il Futuro del Kosovo e Nisma per il Kosovo. La Direzione del Parlamento per diverse volte non è riuscita a convocare una sessione plenaria straordinaria, per mancanza del quorum. Per questo, si era deciso di passare al Governo, guidato da Ramush Haradinaj, la decisione su come procedere con l'iniziativa. Per l'abrogazione, una petizione era stata organizzata anche dalle ONG degli ex veterani dell'UCK, per chiedere al legislativo di aprire un dibattito parlamentare in merito alla Corte Costituzionale. L'improvviso ritiro è stato ben accolto dalla comunità internazionale, la quale si era fortemente opposta all'iniziativa di abrogazione. Infatti, diverse volte, l'UE aveva chiesto ai deputati di ritirare tale iniziativa, esprimendo la preoccupazione che "il Kosovo rischierebbe così i rapporti con l'Unione europea". Secondo il capo dell'Ufficio dell'UE, in Kosovo, Natalija Apostolova, l'abrogazione mina il percorso europeo del Kosovo e i suoi obblighi intrapresi anni fa con l'UE. Secondo Apostolova, il Kosovo dovrebbe mostrare dedizione ai valori europei e presentare un'immagine positiva.<br /><br /> Circa l'abrogazione della legge sulle Camere Specializzate e sull'Ufficio del Procuratore Specializzato, di specifico la Corte Speciale, si erano espressi diversi funzionari occidentali, sottolineando che la questione potrebbe, persino, portare al congelamento della prospettiva d'integrazione del Kosovo nell'UE. Invece, il Presidente del Parlamento, nonché leader del PDK, Kadri Veseli, anche se alcuni dei suoi deputati hanno firmato tale iniziativa, affermò che il Kosovo resterà fedele ai propri obblighi internazionali, comprese le Camere Specializzate. In un'affermazione per la stampa, il Premier, Ramush Haradinaj, ha detto che rispetterà la volontà dei parlamentari, esaminando tale richiesta, anche se la questione riguarda il legislativo. Ma con il passare delle settimane, anche se la questione aveva preoccupato molto gli internazionali, tutto è stato chiuso così, nel silenzio, dagli alti funzionari, che, tra l'altro, sono ex comandanti dell'UCK. Per l'ex Presidente del Parlamento, Jakup Krasniqi, il Presidente, Hashim Thaci, il Premier, Ramush Haradinaj, e il Presidente del Parlamento avrebbero dovuto dare le dimissioni, dopo aver tentato e fallito l'abrogazione della Corte Speciale. Secondo Krasniqi, presidente del Consiglio Nazionale di NISMA, è stato sbagliato il modo in cui è stata lanciata l'abrogazione della Corte Speciale, il che ha messo il Paese in cattiva luce.<br /><br /> Il Parlamento del Kosovo, il 3 agosto del 2015, ha approvato, con procedura accelerata, la legge sulla Corte Speciale, con una maggioranza dei voti, ma senza la partecipazione dei partiti dell'opposizione, che, in quel periodo, boicottavano i lavori del Parlamento.<br /><br /> La legge sul Tribunale Speciale è stata elaborata dall'Unione europea, includendo pochissime osservazioni richieste da Pristina, che riguardavano delle formulazioni, tra cui anche la parola genocidio. Allora le autorità di Pristina avevano dichiarato di non aver avuto modo di esercitare alcun'influenza sulla bozza della legge, in quanto così era stato presentato e richiesto dall'UE. Il Parlamento, inoltre, ha approvato la bozza per la difesa giuridica e per il sostegno finanziario per le persone che potenzialmente sarebbero state accusate nei processi del Tribunale Speciale. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />

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