Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Tirana - Il Partito Democratico e l'Ambasciata russa a Tirana hanno reagito separatamente all'articolo pubblicato dalla rivista americana "Mother Jones". Nell'articolo ci sono gravi accuse e sospetti sull'intervento della Russia nelle elezioni albanesi e sul…
Tirana - Il Partito Democratico e l'Ambasciata russa a Tirana hanno reagito separatamente all'articolo pubblicato dalla rivista americana "Mother Jones". Nell'articolo ci sono gravi accuse e sospetti sull'intervento della Russia nelle elezioni albanesi e sul PD, finanziato da una società offshore connessa ai russi per la lobbying del partito negli Stati Uniti, attraverso Nick Muzin. L'ambasciata russa ritiene assurdo e ridicolo l'articolo, definito parte della sporca campagna mediatica lanciata dai media occidentali contro la Russia. Si tratta di un'invenzione totalmente assurda, che suscita profondo rammarico e non merita commenti dettagliati.<br /><br /> "Tali speculazioni fanno parte di una sporca campagna mediatica lanciata dai media occidentali contro la Russia. L'obiettivo è chiaro: imporre una percezione distorta del nostro Paese e minare i possibili sviluppi positivi nella cooperazione tra la Russia e l'Albania".<br /><br /> L'ambasciata sottolinea il principio di non interferire negli affari interni di alcun Paese.<br /><br /> "Riaffermiamo la nostra disponibilità per una comunicazione e cooperazione aperta con tutte le forze politiche dell'Albania nell'interesse del progresso del dialogo bilaterale. Speriamo anche che l'articolo non trovi terreno fertile presso i media albanesi, che hanno ripubblicato l'articolo summenzionato", conclude l'ambasciata. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Anche il Partito Democratico afferma che quest'articolo è frutto del macchinario di propaganda di Edi Rama, perché il PD non ha alcun legame diretto o indiretto con individui o società russe. Anzi il PD afferma che l'articolo è stato finanziato con soldi della criminalità.<br /><br /> "L'articolo è ridicolo per il contenuto e scandaloso per la falsificazione dei fatti e le sovrapposizioni logiche. Lo stesso è il prodotto di un ampia campagna che ha intrapreso Rama, finanziato da fonti illegali, che provengono dal mondo della criminalità e della corruzione. Questa campagna mira a scoraggiare gli sforzi dell'opposizione contro la droga e il crimine. La campagna finanziata da fonti illecite coincide con la pressione esercitata da Rama per chiudere le indagini contro Saimir Tahiri e per non indagare il garante politico del traffico della cocaina colombiana. Il Partito Democratico non ha infranto alcuna legge, né albanese, né americana, né di nessun altro Paese. Il Partito Democratico non ha avuto e non ha legami diretti o indiretti con individui o compagnie russe. Lo sforzo di Rama e dei suoi mercenari di infangare il PD è una battaglia sterile. Nulla rimuoverà il Partito Democratico dalla lotta contro la droga e il crimine. Come abbiamo fatto ogni giorno per più di quattro anni, continueremo fino a quando i criminali non saranno portati davanti alla giustizia", si cita sulla reazione del PD. <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a><br /><br /> L'investigazione dei tre giornalisti della rivista "Mother Jones", gettava sospetti sui pagamenti effettuati per la lobbying a Washington da parte dell'opposizione albanese. Secondo la rivista, dietro alla società scozzese "Biniatta Trade", ci sono due altre società di proprietà di due russi. L'articolo è stato oggetto di dibattiti anche durante la riunione della commissione parlamentare delle leggi, dove i socialisti hanno richiesto un'inchiesta. Presente alla commissione era il presidente della KQZ, Klement Zguri che ha spiegato che la trasparenza sul finanziamento dei contratti di lobbying che il PD ha firmato lo scorso anno è stata discussa anche prima, ma non definitivamente.<br /><br /> A novembre dello scorso anno, i media hanno pubblicato due contratti che il Partito Democratico ha firmato con società di lobbying negli Stati Uniti, senza dichiararli alla Commissione Centrale delle Elezioni (KQZ). Il PD ha spiegato che queste spese facevano parte delle dichiarazioni annuali che fanno i partiti politici e non della campagna elettorale. <a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a> E' comunque un dato di fatto che ogni capo di KQZ ha sollevato dubbi sul finanziamento dei partiti con fondi pubblici. Sotto accusa non è solo il PD, ma anche Rama al quale è stato chiesto di spiegare una foto scattata con il Presidente Barack Obama. L'obbligo legale di dichiarare i fondi donazione non ha spaventato affatto i partiti, che durante la campagna elettorale spendono ingenti somme di denaro, che, per la gran parte, arrivano da donazioni segrete. <a href="#footnote-9" id="footnote-marker-9-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
Hai letto il sommario. Il corpo dell'articolo, le fonti e la rete di entità collegate sono riservate ai nostri lettori.
L'Osservatorio Italiano è un riferimento economico tra l'Italia e il mondo, al servizio delle PMI. Inizia da una breve presentazione del progetto.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.