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NOTIZIE · OI-344288 · 03/03/2018 08:00:39 · 3031 g fa8 min lettura
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Emergono nuovi dettagli sui 613 kg di cocaina

DiOsservatorio ItalianoSommario

Tirana - L'operazione "Last Snow" della Polizia albanese, che ha comportato il sequestro di 613 kg di cocaina del valore di 180 milioni di euro, è il tema centrale dei media in Albania, ma anche delle trasmissioni degli studio televisivi. Durante la…

Tirana - L'operazione "Last Snow" della Polizia albanese, che ha comportato il sequestro di 613 kg di cocaina del valore di 180 milioni di euro, è il tema centrale dei media in Albania, ma anche delle trasmissioni degli studio televisivi. Durante la trasmissione "Byro", su Abcnews, il giornalista Andi Qosja ha affermato che bisogna capire se in Albania è stato allestito un laboratorio per la trasformazione del materiale narcotico e dove si trova.<br /><br /> "Forse per i trafficanti sarebbe stato più facile raddoppiare e triplicare la quantità della droga in un laboratorio in Albania", ha sostenuto Qosja.<br /><br /> Intanto, il giornalista Ferdinand Dervishi, in trasmissione, si è mostrato scettico sul fatto che le autorità albanesi abbiano agito da sole per la cattura di un così grosso carico, senza il sostegno dei partner internazionali. Un altro punto interrogativo riguarda il passaggio del container carico di banane per il territorio albanese in direzione dei Paesi limitrofi, per es. il Montenegro<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a>.<br /><br /> I media hanno pubblicato foto del camion, targato Durazzo 3918 E, in cui sono stati trovati i 613 kg di cocaina nascosta. I titolari della società "Arbri Garden", che aveva ordinato il carico di banane, hanno negato qualsiasi legame tra la loro attività, il traffico di cocaina e il grosso carico di cocaina trovato nel container.<br /><br /> "Questo caso rovina l'immagine della società", hanno sostenuto i rappresentanti della società per News 24. <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /><br /> La stampa ha pubblicato anche la foto di Armando Pezaku, autista del camion, nel cui doppio fondo è stata trovata la cocaina. Agli inquirenti Pezaku ha negato di averne contezza,<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> anzi su Facebook l'autista ha scherzato scrivendo "autista di camion, porto farina ai partigiani" riferendosi alla famosa battuta di un film albanese, utilizzata dalle persone che si occupano di traffico di cocaina. <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> Il titolare della società "Arbri Garden", che aveva ordinato le banane dalla Colombia, Arbri Cekaj, è ricercato dalla Polizia<a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a> e probabilmente si trova attualmente in Germania. <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a> Secondo il sistema TIMS, risulta che Cekaj ha lasciato l'Albania da più di tre settimane, dunque prima che giungesse nel Paese il container con banane, in cui si nascondeva la cocaina. <a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a><br /><br /> L'uomo risulta essere l'unico azionista della società, come mostra l'estratto della QKR. L'azienda è stata registrata il 3 maggio 2012 e dichiara un capitale di 20 milioni di ALL. <a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-9" id="footnote-marker-9-1" rel="footnote"></a> Cepaj, come riferiscono i media, è noto alla Polizia dato che anche in passato è stato coinvolto nel traffico dei narcotici, inoltre ha visitato uno dei Paesi dell'America Latina, dove, probabilmente, ha ordinato anche la cocaina, presa nel porto di Durazzo. <a href="#footnote-10" id="footnote-marker-10-1" rel="footnote">[10]</a><br /><br /> La "Arbri-Garden" ha preso 97 carichi dall'America Latina attraverso l'agenzia doganale Panjiva, principalmente esportazioni dalla Colombia. Le indagini per il carico record, sono partite circa un mese fa, quando nel camion è stata inserita un'attrezzatura GPS per seguire i movimenti del veicolo.<a href="#footnote-11" id="footnote-marker-11-1" rel="footnote">[11]</a> La società opera, tra l'altro, nel mercato pubblicitario e nel commercio di fiori, ma la principale attività è quella della frutta esotica, principalmente le banane. Le indagini proseguono per scoprire l'intero schema di questa ampia rete di traffico, e catturare le "teste", nonché per scoprire se in qualcuno dei 97 precedenti carichi è stato trafficato del materiale narcotico. <a href="#footnote-12" id="footnote-marker-12-1" rel="footnote">[12]</a><br /><br /> Intanto, la Polizia ha pubblicato la foto della droga sequestrata, dove si nota che sui pacchi di cocaina c'è una ventina codici, tra cui 777, KE, 020, dimostrando che vi sono diversi acquirenti in Europa. In totale la droga era separata in 500 pacchetti <a href="#footnote-13" id="footnote-marker-13-1" rel="footnote">[13]</a> <a href="#footnote-14" id="footnote-marker-14-1" rel="footnote">[14]</a>. Secondo i media, tali segni mostrano che non si ha a che fare con un gruppo di criminali, bensì con due responsabili della quantità record di cocaina sequestrata, all'entrata del magazzino della società, dopo l'intervento delle forze dell'ordine. L'accusa e la Polizia non rilasciano informazioni per arrivare al "pesce grosso". Il camion con 613 kg di cocaina è stato preso in utilizzo dalla società "Pelikani Transport", per la quale lavorava l'autista arrestato. In manette è finito anche il manager della "Arbri Garden". Durante l'interrogatorio, Pezaku e Lushaj hanno affermato di aver fatto solo il lavoro per cui sono pagati: trasportare il carico di banane e sdoganare la merce. I due hanno inoltre affermato che la cocaina può esser stata inserita nei porti colombiani e, forse, è stato un errore dei trafficanti, come riferisce il giornalista Elton Qyno. <a href="#footnote-15" id="footnote-marker-15-1" rel="footnote">[15]</a><br /><br /> Come hanno reso noto i media, dopo l'itinerario Colombia-Malta-Italia-Albania, il container con la droga è entrato nel porto di Durazzo il 19 febbraio. Per 18 giorni è rimasto nel porto, successivamente il manager della società, Donaldo Lushaj, si è presentato per effettuare lo sdoganamento. E' stata l'indagine doganale che, basandosi sui fattori di rischio, ha informato la Polizia sul carico sospetto di banane. <a href="#footnote-16" id="footnote-marker-16-1" rel="footnote">[16]</a> La società aveva ottenuto una sovvenzione di 264.000 USD dal Ministero dell'Agricoltura, nel 2015, per costruire le camere frigorifere. La sovvenzione era stata data nel periodo in cui il Dicastero era guidato da Edmond Panariti dell'LSI. La "Arbi Garden" ha ottenuto la sovvenzione per finanziare 7 nuove camere frigorifere secondo gli standard europei, grazie ai fondi del programma IPARD-Like, di cui usufruì anche la la SE-BI, impresa agricola di Tirana, che, come l'altra società, fu sostenuta da esperti della CBS durante il processo di richiesta. La sovvenzione che ottennero le società coprì il 50% del valore d'investimento. <a href="#footnote-17" id="footnote-marker-17-1" rel="footnote">[17]</a> <a href="#footnote-18" id="footnote-marker-18-1" rel="footnote">[18]</a>I media albanesi hanno fornito, finora, ampie informazioni sugli arrestati e sulla società, ma non si sa niente sui committenti, sui garanti o sulla rete che avrebbe effettuato la distribuzione. Non è credibile che l'ingente carico possa esser partito dai Paesi dell'America Latina verso l'Albania, senza una garanzia dei committenti o senza avere un forte supporto. A queste condizioni sembra che l'operazione della Polizia sia stata avventata, semplicemente per ottenere un successo momentaneo, o che sia stata mal intenzionata, consentendo al committente della droga di perdere le tracce. Se si fa un confronto tra quest'operazione e quella di Xibraka, in cui fu trovato un laboratorio di cocaina, nel 2015 a Elbasan, pare che siano stati fatti gli stessi errori. Allora fu preso un carico di droga, furono arrestate diverse persone, ma non si riuscì a prendere la testa del gruppo criminale, che garantiva l'entrata-uscita degli specialisti dalla Colombia, che si occupavano della trasformazione della droga, e le quantità di droga che entravano ed uscivano dall'Albania. <a href="#footnote-19" id="footnote-marker-19-1" rel="footnote">[19]</a><br /><br /> Secondo le fonti della Procura dei Gravi Crimini, nell'ultima operazione sono state le autorità tedesche ad avvisare del grosso carico di droga, che stava passando nel territorio albanese. La Procura albanese sapeva già in partenza sia del container, che della droga destinata all'Italia. Si sospetta che la droga appartenga a una potente rete di narcotrafficanti in Europa.<a href="#footnote-20" id="footnote-marker-20-1" rel="footnote">[20]</a><br /><br /> La giornalista Klodiana Lala ha affermato che diversi gruppi criminali sono coinvolti nella rete di traffico della droga catturata a Maminas: ci sono sospetti su due gruppi criminali sui 41 menzionati dal Ministro degli Interni, Fatmir Xhafaj. La Lala ha sottolineato che ci sono forti sospetti secondo cui l`imprenditore Çekaj abbia legami con esponenti del Partito Socialista. Çekaj è un noto imprenditore nel Paese, racconta Lala, che opera in diversi settori, tra cui la pubblicità e il commercio delle banane.<br /><br /> "E' da tempo che la Procura e la Polizia non si fidano l'una dell'altra. Oggi hanno mostrato che stanno collaborando molto bene... Con l'arrivo in carica di Xhafaj vi è stato un cambiamento dei rapporti con i partner internazionali", ha riferito Klodiana Lala. <a href="#footnote-21" id="footnote-marker-21-1" rel="footnote">[21]</a>.<br /><br /> La giornalista ha aggiunto che anche la Germania, dove Çekaj si recava spesso, sospetta che l'uomo sia coinvolto nel traffico di droga. <a href="#footnote-22" id="footnote-marker-22-1" rel="footnote">[22]</a> Nella trasmissione "Opinion", Lala ha informato che il cognome d'origine della famiglia Çekaj è Kuliçi, ed è stato cambiato quando sono venuti, nel 1990, a Manza da Tropoja . Lo zio di Arben è un ex giudice molto noto, mentre il padre di Arben, insieme con un altro zio, ha deciso di cambiare il cognome.<br /><br /> La giornalista ha aggiunto che circa un anno fa hanno tentato di eliminare il capo del gruppo di Shijak.<br /><br /> "La Polizia di Stato ha identificato almeno due gruppi criminali, uno di cui opera nella zona di Manza e un altro a Shijak, che la polizia sta monitorando. Diverse fonti ed informazioni dicono che i Cekaj abbiano forti sostegni in politica. Il gruppo che opera nell'area di Manza è in forte contrasto con l'altro gruppo di Shijak, e vi sono stati tentativi di liquidazione. Sono 17 i gruppi criminali d'alto rischio. Il gruppo di Manza, un anno fa, nei pressi dello stadio Dinamo, ha tentato di eliminare il capo del gruppo di Shijak. Il caso è ancora in corso di verifica", ha affermato Lala. <a href="#footnote-23" id="footnote-marker-23-1" rel="footnote">[23]</a><br /><br /> Comunque, in relazione al carico di 6 quintali si stanno verificando 3 noti personaggi del mondo della criminalità. <a href="#footnote-24" id="footnote-marker-24-1" rel="footnote">[24]</a><br /> <br /> <br /> <br /> <br />

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Strumenti del dispaccio
Entità
23
menzionate
Persone
4
menzionate
Aziende
4
menzionate
◉ Geografia della notizia · 5 paesi coinvolti
Altri luoghi citati (non mappati): Shijak · Durazzo · Tirana · Elbasan
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