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NOTIZIE · OI-343712 · 22/01/2018 14:10:39 · 3071 g fa4 min lettura
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5 milioni di USD è la somma pagata per l'impianto bituminoso della ARMO

DiOsservatorio ItalianoSommario

Tirana - L'impianto di produzione di bitume della raffineria ARMO, a Fier, è stato venduto, di recente, all’asta, indetta dall’ufficiale giudiziario, per 5 milioni di USD. L'acquirente è AL. Global Oil, l'unica società ad aver presentato l'offerta, dopo che…

Tirana - L'impianto di produzione di bitume della raffineria ARMO, a Fier, è stato venduto, di recente, all’asta, indetta dall’ufficiale giudiziario, per 5 milioni di USD. L'acquirente è AL. Global Oil, l'unica società ad aver presentato l'offerta, dopo che erano fallite tre aste consecutive. La società AL. Global è un gruppo di operatori nel commercio dei carburanti di cui fanno parte Kastrati ed Europetrol. <br /><br /> Dopo tre aste il valore iniziale, di 20,6 milioni di euro, era sceso a 3.5 milioni, quindi, il 9 gennaio, l'ufficiale giudiziario del TDR ha spiegato alle parti creditrici, Albpetrol, Direzione Grossi Contribuenti, la Dogana Fier e la Banca Raiffeisen che, dopo il fallimento delle tre aste a causa della mancanza d'interesse, si dichiara acquirente il creditore che entro 3 giorni fornisce la proposta al prezzo più elevato rispetto a quello fissato dalla nuova asta. Alcuni giorni dopo, però, è stata presentata l'offerta della AL.Global Oil di 5 milioni di USD, che è stata accettata dall'ufficiale giudiziario. Gli azionisti della società compratrice sono Arjan Dhimertika, Qazim Qazimi e Ridgers Mema, mentre nel consiglio di supervisione della compagnia ci sono due noti imprenditori nel campo del petrolio: Shefqet Kastrati, del più grande gruppo petrolifero nel Paese, "Kastrati", e Frident Kuqi della "Europetrol Durrës Albania", il secondo più grande operatore petrolifero.<br /><br /> L'ARMO, creata nel 1999 come società statale, ha due raffinerie addette alla lavorazione di petrolio a Ballsh ed alla lavorazione di bitume a Fier. La raffineria di petrolio era utilizzata dalla società offshore IRTC, che, di recente, l'ha abbandonata, lasciando circa 60 milioni di euro non pagati e operai senza stipendi; riguardo alla seconda, la sua vendita non cambia nulla in merito ai debiti che la ARMO ha nei confronti dello Stato, in quanto è proprietà della banca. Invece i debiti di centinaia di milioni di euro, che la ARMO ha creato nei confronti dello Stato, dalla sua privatizzazione, appartengono alla raffineria di Ballshi. La raffineria di Fier, la più piccola, non produce carburante, bensì bitume, un materiale molto ricercato nel settore edile. I nuovi acquirenti hanno affermato che entro il prossimo mese l'impianto sarà messo in funzione, a piena capacità, per produrre bitume, destinato, principalmente, all'esportazione. Lo stabilimento era stato lasciato da Rezart Taçi in pegno a una banca privata per 20 milioni di euro; quest'ultima lo ha acquisito per venderlo, ma, non essendoci alcuna offerta, il prezzo è diminuito da 20 a 5 milioni di euro. Dopo due fallimenti, la banca ha accettato di dare in affitto la raffineria alla società TPD Drilling, connessa all'imprenditore Besnik Sula, ma, a ottobre 2016, lo stesso gruppo, attraverso la società IRTC, è riuscito a prendere la raffineria di Ballshi, grazie a un accordo avallato anche dal Governo, quindi la piccola raffineria di bitume è stata chiusa. <br /><br /> <br /><br /> Cronistoria<br /><br /> Nel 2008 l'ARMO fu privatizzata dal gruppo Taçi Oil, che prese il controllo dell'85% delle quote attraverso la società Anika Mercuria Rafinery Associated Oil, AMRA Oil, per 128 milioni di euro. In seguito il gruppo Taçi fallì e il suo titolare, Rezart Taçi, è sotto processo per evasione fiscale. Nel 2013, gli azeri della Heaney Assets Corporation acquistarono il pacchetto delle azioni della AMRO Oil, ma poi si ritirarono. Nel 2014-2015, l'ARMO fu presa in affitto dalla Deveron Oil Albania, TPD-Trading Petrol & Drilling, ma, anche in questo caso, dopo un periodo di diversi mesi, l'attività si bloccò e a settembre del 2016 giunse la ITRC, che ha definitivamente fatto fallire la società. Il 15% delle azioni dell'ARMO sono ancora di proprietà dello Stato, ma, storicamente, le istituzioni statali non sono mai state trasparenti su quel che accadeva in una delle più importanti società nel Paese. Nei ultimi 10 anni la ARMO ha accumulato una montagna di debiti verso lo Stato e terzi, che, comprese anche le multe, ammonterebbe a circa 300 milioni di euro. Di questi, i debiti verso lo Stato (senza contare l'amnistia fiscale) hanno superato i 250 milioni di euro. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />

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L'Osservatorio Italiano è un riferimento economico tra l'Italia e il mondo, al servizio delle PMI. Inizia da una breve presentazione del progetto.

Strumenti del dispaccio
Entità
23
menzionate
Persone
6
menzionate
Aziende
9
menzionate
◉ Geografia della notizia · 1 paese coinvolto
Altri luoghi citati (non mappati): Ballsh · Fier · Durazzo · Tirana
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