Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Zagabria/Lubiana - Dopo che alla fine del 2017 la Slovenia ha deciso di implementare unilateralmente la sentenza del tribunale arbitrale sulla demarcazione, il segretario di stato del Ministero dell'Interno sloveno, Bostjan Sefic, ha avvertito che avrebbe…
Zagabria/Lubiana - Dopo che alla fine del 2017 la Slovenia ha deciso di implementare unilateralmente la sentenza del tribunale arbitrale sulla demarcazione, il segretario di stato del Ministero dell'Interno sloveno, Bostjan Sefic, ha avvertito che avrebbe punito i pescatori croati per l'ingresso nelle "loro acque". Nessuno sa in questo momento quale sarà la risposta della Croazia e se esistono mezzi legali in grado di annullare le sanzioni slovene per i reati minori per l'attraversamento illegale del confine. Martedì 2 gennaio, i rappresentanti del Ministero della Giustizia, del Ministero dell'Interno e del Ministero degli Affari Esteri ed Europei hanno realizzato un incontro per discutere tutti gli aspetti della legislazione europea e le pratiche europee relative ai potenziali casi minacciati dalla Slovenia. I rappresentanti dei tre Ministeri si recheranno dunque in Istria per incontrare i pescatori.<br /> <br /> I pescatori locali di Salvore (Savudrija) e Umago (Umag), tra i trenta e i quaranta, temono le sanzioni slovene perché lavorano quotidianamente lungo il confine e molti di loro hanno famiglie in Slovenia, il che significa che devono entrare in Slovenia e hanno paura di pagare delle multe. Secondo la legge slovena sul controllo delle frontiere, l'ingresso dei pescatori croati in "acque slovene" potrebbe essere trattato come reato e le sanzioni potrebbero variare da 400 a 2000 euro. I pescatori istriani da Salvore, già dal 29 dicembre 2017, escono in mare accompagnati dalla Polizia croata. Per adesso, a causa della pattuglia della Polizia slovena, che ha deciso di applicare la decisione del tribunale arbitrale internazionale sul confine in mare, nella valle di Salvore dopo sei mesi, non ci sono multe. Il lavoro sicuro e indisturbato dei pescatori nel territorio della Repubblica di Croazia, così come nella baia di Salvore e la neutralizzazione di sanzioni ipotetiche dalla Slovenia sono le richieste dei pescatori istriani concordate nella serata di mercoledì 3 gennaio, durante l'incontro di circa 30 pescatori di Salvore e Umago a Basanija vicino Umago. I pescatori che hanno partecipato all'incontro hanno concordato le loro richieste ed hanno chiesto che la Repubblica di Croazia li protegga come cittadini. "Anche se il Governo croato ha affermato che la Slovenia non ha il diritto di attuare le proprie leggi sul territorio croato, ciò non significa nulla per i pescatori che hanno chiesto delle risposte concrete", ha affermato Danilo Latin, pescatore di Salvore, ribadendo che i pescatori sono alla ricerca di sicurezza personale e libertà nonché lavoro indisturbato sul territorio della Croazia.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Il Ministro degli Affari Esteri ed Europei della Croazia, Marija Pejcinovic Buric, ha nuovamente invitato la Slovenia, martedì 2 gennaio, a risolvere il problema aperto del confine nella baia di Salvore tramite il dialogo e ad astenersi da qualsiasi mossa unilaterale. Pejcinovic Buric ha sottolineato che le minacce slovene ai pescatori croati con multe salate sono "del tutto inopportune, insignificanti e impossibili".<br /><br /> Nel corso di un'intervista per RTL, il Ministro croato ha sottolineato che la Croazia rimane fedele alla sua posizione che la decisione arbitrale è compromessa e non può essere attuata unilateralmente ed invita la Slovenia a tornare al tavolo delle trattative. "Il dialogo tra la Croazia e la Slovenia è, in questo momento interrotto, e i due Paesi comunicano scambiandosi note di protesta", ha affermato Pejcinovic Buric, il quale ha ribadito che il territorio croato era lo stesso del 1991. "La linea di confine è quella che è stata stabilita nel 1991 e quindi nulla è accaduto sul terreno.<br /><br /> Si tratta del territorio croato, innegabilmente, e nessuna legge slovena può essere applicata sul territorio della Repubblica di Croazia", ha spiegato il capo della diplomazia croata. Ciò significherebbe "un cambiamento o un tentativo di cambiare con mezzi violenti sul campo, e questo non è certamente consentito dal diritto internazionale", ha precisato il Ministro aggiungendo che la Croazia si tutelerà con tutti i mezzi a sua disposizione. Il Ministro ha espresso la speranza che la disputa con la Slovenia venga risolta entro l'assunzione della presidenza dell'UE da parte della Croazia nel 2020. <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> <em>Bozinovic: Croazia non prevede movimenti unilaterali nella baia di Salvore</em><br /> <br /> Anche il Ministro dell'Interno della Croazia, Davor Bozinovic, ha affermato, martedì 2 gennaio, che la questione aperta sul confine con la Slovenia può essere risolta solo attraverso un accordo bilaterale e che la Croazia non ritirerà le mosse unilaterali e troverà una risposta se l'altra parte ritirerà le mosse unilaterali. Alla domanda come proteggere i semplici cittadini, considerando che i pescatori temono di essere arrestati e si chiedono chi pagherà le multe, Bozinovic ha reso noto che esistono istituzioni statali intente a proteggere ogni uomo e pescatore croato. "Le nostre istituzioni, non solo il Ministero dell'Interno, ma anche i Ministeri degli Affari Esteri e della Giustizia, e l'amministrazione della pesca sono in comunicazione costante", ha riferito Bozinovic.<a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Plenkovic invita la Slovenia </em><em>ad astenersi da mosse unilaterali</em><br /> <br /> Il Primo Ministro croato, Andrej Plenkovic, nel corso della prima sessione del Governo croato di quest'anno, ha commentato la situazione relativa al confine tra Zagabria e Lubiana ed ha esortato la Slovenia ad astenersi da mosse unilaterali. "Esortiamo la Slovenia ad astenersi da mosse unilaterali. Non c'è alcun problema se la Polizia registra tutte le barche che entrano nelle nostre acque. Lo rispettiamo per evitare incidenti. Il problema più piccolo consiste nell'emissione delle multe. Chiediamo alla parte slovena di continuare il dialogo, ha affermato Plenkovic, ribadendo che la Croazia non effettua mosse unilaterali ed è corretta. "Continueremo ad agire in modo responsabile, in conformità al diritto internazionale. Siamo molto più vicini alla soluzione rispetto a quanto sembra seguendo solo le iscrizioni dei media", ha concluso Plenkovic.<a href="#footnote-9" id="footnote-marker-9-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Reazione del lato sloveno</em><br /> <br /> Il Ministro degli Affari Esteri della Slovenia, Karl Erjavec, ha dichiarato, mercoledì 3 gennaio, che la Slovenia e la Croazia nel 1991 non avevano un confine "confermato", e ha aggiunto che il confine è stato confermato solo da una sentenza arbitrale alla cui attuazione si oppone la Croazia. "Il Ministro croato inganna il pubblico quando afferma che il confine è stato confermato nel 1991. Non è mai stato confermato ed è per questo che ha avuto luogo l'arbitrato", ha sostenuto Erjavec.<br /> <br /> Erjavec ha quindi fatto riferimento ad una lettera dal 1993 che l'allora Primo Ministro croato, Nikica Valentic, ha mandato all'allora Premier sloveno Janez Drnovcek in connessione con il valico di frontiera di Plovania. In particolare, l'allora Ministro sloveno degli Affari Esteri, Alojz Peterle, ha ripetutamente protestato prima della lettera per la costruzione del valico di frontiera a causa dell'opinione di una parte della politica slovena secondo cui il valico dovrebbe essere a "sud" e costruito sul "territorio sloveno". Valentic ha quindi chiesto nella missiva indirizzata a Drnovcek di comprendere la costruzione del valico di frontiera, importante per la stagione turistica in Istria, e questi ha assicurato che la realizzazione del passaggio non "pregiudica" in linea di principio le questioni di confine, che Drnovsek ha accettato. Lo stesso insieme a Valentic ha accettato di proporre un accordo ai Ministeri delle Finanze e nel giro di un mese, ai Governi per l'adozione. Drnovsek ha affermato in anticipo che questo dovrebbe essere affrontato nell'ambito del processo di successione. <a href="#footnote-10" id="footnote-marker-10-1" rel="footnote">[10]</a> <a href="#footnote-11" id="footnote-marker-11-1" rel="footnote">[11]</a><br /> <br /> <em>Commissione europa coinvolta nella disputa tra Croazia e Slovenia</em><br /> <br /> La Commissione europea ha invitato, mercoledì 3 gennaio, la Croazia e la Slovenia a proseguire il dialogo a tutti i livelli ed evitare mosse che potrebbero danneggiare i colloqui bilaterali ribadendo la volontà di contribuire all'attuazione della decisione arbitrale.<br /><br /> "La Commissione chiede a entrambe le parti di continuare il dialogo a tutti i livelli in modo costruttivo, appropriato e non ambiguo ed evitare qualsiasi mossa che possa danneggiare i colloqui bilaterali", ha affermato nel corso di una conferenza stampa Mina Andreev, portavoce della CE, rispondendo alle richieste dei giornalisti di commentare la situazione relativa alla disputa sul confine tra la Croazia e la Slovenia. Questa ha annunciato che la Commissione potrebbe nuovamente discutere e valutare come contribuire all'attuazione della decisione arbitrale, ed ha aggiunto che la Commissione "elogia la leadership dimostrata dai Primi Ministri della Croazia e della Slovenia, rispettivamente Andrej Plenkovic e Miro Cerar, che hanno realizzato un incontro il 19 dicembre scorso a Zagabria". In quest'occasione i due Paesi non sono riusciti ad avvicinare la posizione su come risolvere la disputa sul confine. La Slovenia ha continuato a insistere sull'attuazione della sentenza arbitrale e la considera obbligatoria per entrambi i Paesi, mentre la Croazia vuole un certo grado di flessibilità e ha proposto alla Slovenia un quadro giuridico per risolvere tale questione.<a href="#footnote-12" id="footnote-marker-12-1" rel="footnote">[12]</a> Anche il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, insieme al Primo Ministro olandese Mark Rutte, ha espresso, lunedì 1 gennaio, la preoccupazione a causa della disputa sul confine tra la Slovenia e la Croazia, ha riferito l'agenzia di stampa STA. Kurz e Rutte l'hanno reso noto nel corso della conferenza stampa dopo l'incontro di Vienna, ed entrambi hanno espresso la volontà di contribuire a risolvere il problema.<br /><br /> Kurz si è detto "molto infelice" a causa della situazione nel Paese vicino all'Austria e vuole "contribuire positivamente alla risoluzione del conflitto". Anche Rutte ha affermato di voler aiutare a risolvere il suddetto problema.<a href="#footnote-13" id="footnote-marker-13-1" rel="footnote">[13]</a><br /> <br /> <br /> <br /> <br />
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