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NOTIZIE · OI-343515 · 10/01/2018 14:20:04 · 3083 g fa10 min lettura
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Nome ''Macedonia'' resta questione cruciale nel 2018, Paese disposto a risolvere problemi con i vicini

DiOsservatorio ItalianoSommario

Skopje - Il Primo Ministro della Fyrom-Macedonia, Zoran Zaev, si è detto ottimista in merito al fatto che si possa trovare una soluzione alla disputa sul nome con la Grecia. Zaev ha sottolineato che il 2018 potrebbe essere positivo per l'integrazione…

Skopje - Il Primo Ministro della Fyrom-Macedonia, Zoran Zaev, si è detto ottimista in merito al fatto che si possa trovare una soluzione alla disputa sul nome con la Grecia. Zaev ha sottolineato che il 2018 potrebbe essere positivo per l'integrazione euro-atlantica della Fyrom-Macedonia e nel corso di una conferenza stampa ha aggiunto che il Paese è determinato ad "affrontare in modo sostanziale il problema del nome" nella prima metà dell'anno, che da due decenni e mezzo sta mettendo a dura prova le relazioni tra i Paesi vicini. Mentre era a Salonicco per le vacanze di Capodanno, Zaev ha parlato due volte con il Ministro degli Affari Esteri greco, Nikos Kotzias al telefono e una volta con il Primo Ministro greco Alexis Tsipras.<br /><br /> "Sicuramente il 2018 può essere un grande anno per la Repubblica di Macedonia, perché possiamo avere la data per l'inizio dei negoziati con l'UE e l'invito ad aderire alla NATO", ha sostenuto Zaev, come ha riferito, martedì 2 gennaio 2018, la stampa serba. Nonostante i negoziati sul nome non siano ancora iniziati, come ha sottolineato Zaev, i contatti con il mediatore dell'ONU Matthew Nimetz sono stati stabiliti, il che dimostra che esiste la determinazione di ambo le parti a risolvere il problema.<br /> <br /> In precedenza, secondo i media macedoni, il Primo Ministro greco Alexis Tsipras si è detto ottimista riguardo la disputa sul nome ma si aspetta passi concreti dalla parte macedone.<br /><br /> Tsipras ha dichiarato, per una radio greca, di essere ottimista sul fatto di poter gestire in modo efficace e responsabile il problema ereditato dai precedenti Governi, finché esisterà il desiderio dell'altro lato di fare passi in questa direzione.<br /> <br /> Tali passi, che porterebbero alla fine della disputa decennale tra i due Paesi, secondo il portale greco Real news, riguardano la rinuncia al nome Alessandro Magno e in tal senso alla ridenominazione dell'aeroporto di Skopje, le strade e le piazze e la rimozione di tutti i monumenti legati all'irredentismo, così come la dichiarazione pubblica sull'accettazione del nome di quello Stato per i bisogni generali.<br /> <br /> La soluzione alla disputa sul nome permetterebbe al Paese di aderire prima alla NATO e poi all'UE. Atene si aspetta dal Primo Ministro macedone, Zoran Zaeva, che in pratica, e non solo a parole, faccia una mossa che comporti l'inizio di una discussione dettagliata, ha riferito Real News. Oltre al rifiuto di Alessandro Magno e Filippo di Macedonia, secondo il suddetto media, è necessario garantire il consenso della società macedone ad accettare i dibattiti sul nome. "Erga Omnes", l'esistenza della legge assoluta, che nessuno può contestare in seguito, è un punto particolarmente importante per Atene. Per la Grecia è inaccettabile che il nome Macedonia comprenda i termini "Nord" o "Nuova", perché suggerisce l'esistenza di due o più Macedonie, come si apprende dal portale greco. Il Governo di Atene sta esaminando positivamente la proposta avente come esempio "Repubblica macedone di Skopje", che è già stata menzionata in precedenza. Il portale ha rivelato che, se non ci saranno passi concreti dal lato macedone per risolvere la disputa, la Grecia non entrerà in serie discussioni sul nome. Ma, sempre secondo lo stesso, se Skopje mostrerà la sincera volontà di raggiungere un compromesso, il Primo Ministro Alexis Tsipras con l'aiuto del Ministro degli Affari Esteri Nikos Kotzias, farà passi in avanti per risolvere la disputa già nella prima metà del 2018, prima del vertice della NATO.<br /> <br /> Nonostante i recenti sviluppi in Grecia e le divergenze nel Paese riguardo l'atteggiamento sul nome "Macedonia", specialmente dopo la presa di posizione negativa del partner di coalizione, Panos Kammenos, verso il problema, gli esperti a conoscenza della situazione hanno affermato che nel Governo di Alexis Tsipras non c'è preoccupazione se l'eventuale accordo otterrà "luce verde" dal Parlamento greco. I funzionari governativi ritengono che l'accordo sia stato approvato con l'aiuto dell'opposizione, così il Primo Ministro greco ha annunciato un incontro con Panos Kammenos per trovare un punto di incontro in merito alla questione.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Dimitrov: consenso nazionale e referendum per la questione del nome</em><br /> <br /> Il capo della diplomazia macedone, Nikola Dimitrov, ha dichiarato che è necessario raggiungere un consenso nazionale circa la soluzione della questione del nome "Macedonia", dicendo che molti degli elementi di tale consenso nazionale non sono attualmente chiari. Questi ha sottolineato che il problema del nome è di natura tale che non può essere risolto senza cittadini. "Stiamo lavorando intensamente alla creazione di un consenso, che dovrebbe includere cittadini, fattori politici, istituzioni, tutto. Il processo è aperto e duraturo, ed è importante che questo venga completato affinché la posizione della Fyrom-Macedonia sia più forte", ha dichiarato Dimitrov. Commentando la dichiarazione del Presidente del Parlamento macedone Talat Xhaferi, il quale ha affermato che il Parlamento ha la legittimità di decidere la direzione per risolvere il problema ed evitare un referendum sul nome, Dimitrov ha riferito che il referendum è stato la promessa elettorale di tutti i principali partiti.<br /> <br /> "La questione del nome è di natura tale che, se non potrà essere risolta in modo sostenibile, se i cittadini non saranno interrogati, se non esisterà il consenso e ci saranno battaglie tra i partiti, la nostra posizione risulterà debole", ha affermato il capo della diplomazia macedone esprimendo l'aspettativa che la Fyrom-Macedonia sarà inclusa nella Commissione per l'allargamento del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>La Fyrom-Macedonia è pronta a risolvere le controversie con i suoi vicini</em><br /> <br /> Zoran Nechev, membro di BiEPAG e ricercatore senior del Centro per l'integrazione europea dell'Istituto per la democrazia "Societas Civilis", ha affermato che il nuovo Governo di Skopje sta dimostrando di essere pronto a risolvere le attuali dispute con i suoi vicini, le quali hanno ostacolato il progresso del Paese sul suo cammino europeo. Nechev ha sottolineato che lo sviluppo delle relazioni tra la Bulgaria e la Fyrom-Macedonia è su una "buona strada", a giudicare dal successo iniziale, dopo che l'accordo di amicizia, buon vicinato e cooperazione è stato firmato nei primi 100 giorni del nuovo Governo. "Questa è anche la prova della prontezza del nuovo Governo macedone di risolvere le questioni con i suoi vicini come prerequisito per ulteriori progressi nell'agenda dell'Unione europea", ha asserito Nechev.<br /><br /> Per quanto riguarda la controversia irrisolta con la Grecia sul nome, Nechev ha evidenziato la volontà del Primo Ministro macedone, Zoran Zaev, e del Ministro degli Affari Esteri, Nikola Dimitrov, di continuare e intensificare i negoziati con la Grecia in futuro e raggiungere un compromesso in tal senso.<a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Tillerson: La Fyrom-Macedonia è sulla buona strada per essere un esempio di successo per la regione</em><br /> <br /> Il segretario di Stato americano Rex Tillerson ha dichiarato nel corso dei colloqui con il Ministro degli Affari Esteri macedone, Nikola Dimitrov, a Washington, che la Fyrom-Macedonia è sulla strada giusta per diventare un esempio di successo per la regione e che gli Stati Uniti (USA) continueranno ad avere un ruolo positivo per la stabilità e il progresso della regione.<br /><br /> Tillerson, secondo l'agenzia di stampa MIA, ha sostenuto il piano di riforma del Governo macedone e lo ha sollecitato a perseguire la sua attuazione.<br /><br /> Dimitrov ha parlato dell'attuale situazione politica nella Fyrom-Macedonia e nella regione, nonché dei negoziati con la Grecia circa il nome. "La Fyrom-Macedonia è un amico e un partner degli Stati Uniti, siamo convinti che, con il vostro aiuto, la leadership e il sostegno degli alleati europei, diventeremo presto parte della famiglia NATO, il nostro impegno e determinazione sono enormi e intendiamo cogliere quest'opportunità", ha dichiarato Dimitrov dinanzi a Tillerson.<a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Zijadin Sela sta lasciando il Governo di Zaev</em><br /> <br /> Zijadin Sela, il leader dell'Alleanza per gli albanesi, ha confermato, il 28 dicembre 2017, che quest'Alleanza sta per lasciare il Governo di Zoran Zaev, e ha aggiunto che il Vice Ministro degli Affari Esteri, Arta Toci, e il Vice Ministro dei Trasporti e delle Comunicazioni, Remzi Mehmeti, si sono già dimessi. "Stiamo lasciando il Governo perché è stato violato l'accordo raggiunto con il Primo Ministro Zaev. E' ovvio che ciò è stato fatto sotto la pressione di Ali Ahmeti (DUI), e una cosa simile è stata fatta quando era Primo Ministro, Nikola Gruevski", ha affermato Sela.<br /> <br /> Nell'articolo intitolato "Il disordine nel Governo di Zaev", il portale Žurnal ha riportato che i ben informati sulla situazione politica ritengono che la Fyrom-Macedonia debba affrontare una grande sfida, dal momento che l'Alleanza degli albanesi di Zijadin Sela è determinata a lasciare il Governo accusando il Primo Ministro Zaev di aver violato l'accordo sulla formazione del Governo di riforma a causa della disputa in merito al Ministro della salute, così come l'adozione tardiva della legge sulle lingue, hanno riportato i media di Skopje. L'Alleanza per gli albanesi, che ha tre deputati in Parlamento, ha riferito che il Primo Ministro Zoran Zaev ha violato l'accordo di coalizione e ha annunciato le dimissioni del leader Zijadin Sela e due viceministri dalle file del partito di quest'ultimo.<br /><br /> "Stiamo lasciando il Governo perché l'accordo che abbiamo con Zaev è stato violato", ha riferito Sela.<br /><br /> L'uscita dell'Alleanza per gli albanesi dal Governo macedone è una questione di tempo, visto che da settimane Sela sta criticando ferocemente Zaev, accusandolo che con l'accordo con il leader dell'Unione democratica per l'integrazione, Ali Ahmeti, sta guidando il Governo nello stesso modo del suo predecessore Nikola Gruevski. L'uscita dell'Alleanza per gli albanesi dal Governo macedone non minaccerà il rapporto di potere in Parlamento.<br /> <br /> Nonostante l'avvertimento di lasciare il Governo, il leader dell'Alleanza per gli albanesi ha affermato che non chiederà le elezioni parlamentari anticipate, e ha anche aggiunto che dopo l'uscita dal Governo, sosterrà le leggi relative alle riforme richieste dalla comunità internazionale.<a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-9" id="footnote-marker-9-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-10" id="footnote-marker-10-1" rel="footnote">[10]</a><br /> <br /> <em>Ivanov sostiene la costruzione del canale Danubio-Morava-Vardar</em><br /> <br /> Il Presidente della Fyrom-Macedonia, Gjorge Ivanov, ha accolto con favore la costruttività delle misure di rafforzamento della fiducia con la Serbia, e allo stesso tempo ha chiesto l'arricchimento di queste relazioni con nuovi contenuti.<br /><br /> "Non esiste una misura migliore per costruire la fiducia nella regione dopo la costruzione del canale balcanico Danubio-Morava-Vardar. Quest'ultimo cambierà per sempre la nostra regione e migliorerà la vita dei nostri cittadini. Sostengo questa idea e ne ho già discusso con il Presidente serbo, Aleksandar Vucic, e il Primo Ministro greco, Alexis Tsipras", ha detto Ivanov. Stando alle sue parole, questi ha già chiesto al Governo di Skopje di costituire un gruppo di esperti e iniziare a lavorare con i funzionari serbi e greci sulla realizzazione del progetto.<br /><br /> Ivanov ha riferito che la Fyrom-Macedonia è ancora in attesa di prove da parte di Belgrado ufficiale circa, come ha detto, le presunte azioni offensive dei servizi di intelligence contro i diplomatici serbi. "Ho avviato un dialogo tra il Governo e l'opposizione al fine di raggiungere un consenso sugli interessi statali. Dobbiamo stabilire una cultura del dialogo politico. I leader del Governo e dell'opposizione devono avere una comunicazione normale nell'interesse dei cittadini e dello Stato", ha affermato Ivanov.<a href="#footnote-11" id="footnote-marker-11-1" rel="footnote">[11]</a> <a href="#footnote-12" id="footnote-marker-12-1" rel="footnote">[12]</a><br /> <br /> <em>Cambiamenti nel partito VMRO-DPMNE</em><br /> <br /> Hristijan Mickoski è il nuovo leader del VMRO-DPMNE, è stato deciso dalla maggioranza dei voti al congresso straordinario del partito.<br /><br /> Mickoski ha sostituito l'ex Primo Ministro Nikola Gruevski, che si è dimesso, ed è stato eletto il 23 dicembre 2017 alla carica di presidente onorario del partito.<br /><br /> Mickoski è stato l'unico candidato del più influente partito di opposizione macedone VMRO-DPMNE, e dopo le elezioni ha dichiarato di essere onorato di essere stato eletto come primo uomo del partito.<a href="#footnote-13" id="footnote-marker-13-1" rel="footnote">[13]</a> <a href="#footnote-14" id="footnote-marker-14-1" rel="footnote">[14]</a> <a href="#footnote-15" id="footnote-marker-15-1" rel="footnote">[15]</a> <br /> <br /> <em>Dimissione del Presidente della Commissione elettorale statale della Fyrom-Macedonia</em><br /> <br /> Aleksandar Cicakovski, il presidente della Commissione elettorale statale della Fyrom-Macedonia, ha presentato le sue dimissioni, ha riferito, l'11 dicembre 2017, la stampa serba. Questi ha detto all'agenzia di stampa MIA che le dimissioni sono un atto di responsabilità personale.<br /><br /> Le sue dimissioni arrivano dopo che è stato accertato che i membri della Commissione elettorale statale della Fyrom-Macedonia hanno intascato un compenso sostanziale in denaro dopo le ultime elezioni.<br /><br /> Su internet è apparsa una petizione che chiedeva le dimissioni di tutti i membri della Commissione elettorale. Il mandato dell'attuale composizione della Commissione elettorale scade nel 2020, mentre Cicakovski è in carica dal 2015. Secondo MIA, esistono informazione sul fatto che altri membri della Commissione elettorale macedone si siano dimessi, mentre alcuni membri hanno confermato di essere pronti a farlo. <a href="#footnote-16" id="footnote-marker-16-1" rel="footnote">[16]</a> <a href="#footnote-17" id="footnote-marker-17-1" rel="footnote">[17]</a><br /> <br /> <br />

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