Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Belgrado - I capi dei servizi di intelligence del Montenegro, della Bosnia ed Erzegovina (BiH), della Fyrom-Macedonia, dell'Albania, del Kosovo e della Croazia, su invito della CIA, hanno tenuto, il 23 e il 25 ottobre, a Podgorica, un incontro, nel corso del…
Belgrado - I capi dei servizi di intelligence del Montenegro, della Bosnia ed Erzegovina (BiH), della Fyrom-Macedonia, dell'Albania, del Kosovo e della Croazia, su invito della CIA, hanno tenuto, il 23 e il 25 ottobre, a Podgorica, un incontro, nel corso del quale sono state concordate le "misure radicali" contro la leadership dello Stato della Serbia e un colpo comune contro l'Agenzia di informazioni sulla sicurezza (BIA) della Serbia, ha rivelato, il 16 novembre, il portale Informer. <br /> <br /> Secondo le fonti diplomatiche dell'Informer, nel corso della suddetta riunione la Serbia è stata etichettata come "pericolosa base russa nei Balcani" attraverso la quale Vladimir Putin sta tentando di destabilizzare l'intera regione. Lo stesso portale ha rivelato che i capi dei servizi segreti, oltre alle attività operative, hanno anche concordato "le attività mediatiche contro la propaganda russa", che saranno finanziate dai fondi occidentali.<br /> <br /> Tutti i servizi dalla regione, la SOA della Croazia, la SIK dell'Albania, l'UBK della Fyrom-Macedonia, la KIA del Kosovo, l'OSA dalla BiH e l'ANB dal Montenegro, sotto gli auspici della CIA, hanno realizzato un incontro il 23-25 ottobre 2017 nell'albergo "Podgorica". L'argomento dell'incontro riguardava le attività dell'intelligence russa nei Balcani e il loro lavoro con i servizi segreti serbi al fine di destabilizzare presumibilmente la regione. I membri dei servizi segreti del Kosovo, dell'Albania e della Fyrom-Macedonia sono stati più rumorosi per quanto riguarda le accuse contro la Serbia ed hanno proposto misure radicali al fine di intensificare il lavoro congiunto contro BIA, come ha affermato per Informer, un alto funzionario dell'intelligence serba. A suo avviso, nel corso degli incontri di Podgorica sono state proposte "misure molto serie" contro la leadership statale della Serbia.<br /> <br /> "Il Presidente serbo, Aleksandar Vucic ed i suoi più stretti collaboratori sono stati segnalati come il più grande problema e la più grande minaccia alla stabilità della regione. Per questo motivo è stato sottolineato che è necessario che tutte le forze di intelligence combattano contro loro. Come parte delle misure, un significato speciale è stato dato alle attività dei media, che saranno finanziate dai fondi occidentali, i quali saranno utilizzati per combattere la propaganda russa", ha reso noto una fonte dell'Informer.<br /> <br /> Sempre secondo lo stesso portale, questa non è la prima riunione dei capi dei servizi segreti della regione nel corso della quale è stata pianificata la strategia contro la Serbia. "Il primo incontro, a livello dei direttori dei servizi segreti, ha avuto luogo a Becici dal 10 al 12 luglio 2017. Successivamente, ci sono stati diversi altri incontri di esperti che si occupano del presunto spionaggio russo da parte dei servizi menzionati", ha sostenuto l'interlocutore dell'Informer.<br /> <br /> Nessun funzionario ha voluto commentare le informazioni dell'Informer, ma secondo voci ufficiose, la leadership dello Stato ha detto al presente portale di essere informata in merito a questi piani.<br /> <br /> "A prescindere da quanta pressione sarà esercitata e quali cospirazioni si stanno preparando, la Serbia rimane coerente alla neutralità militare e alla cooperazione con la Russia, insieme a quella con altri Paesi e alleanze militari. Siamo consapevoli che ciò non sarà facile, ma non cederemo alla pressione", ha riferito uno dei più alti funzionari statali che ha insistito sull'anonimato "a causa della delicatezza dell'argomento".<br /> <br /> Commentando le affermazioni, l'ex tenente colonnello del Servizio di controspionaggio (KOS), Ljuban Karan, ha riferito che è noto da tempo che tutti i servizi della regione, ad eccezione della serba BIA, sono completamente controllati dalla CIA. "Non si sono riuniti in Montenegro per lo scambio di dati, ma per ricevere istruzioni. Tutti questi servizi, guidati dalla CIA, sono diretti contro la Russia, ma anche contro la Serbia e la Republika Srpska (RS). Il loro obiettivo è quello di eliminare l'influenza russa ed esercitare pressione sulla Serbia. Probabilmente hanno anche raccolto i dati in caso di superamento dell'opzione di guerra come soluzione al 'problema dei Balcani", ha avvertito Karan.<br /> <br /> L'ex funzionario del Servizio di sicurezza dello Stato (DB), Bozo Spasic, ha sottolineato che questo è un chiaro avvertimento che il regime in Serbia è in grave pericolo.<br /> <br /> "I servizi segreti dei Paesi vicini scambiano informazioni e i mediatori sono le ambasciate straniere, soprattutto gli americani. Le ambasciate stanno diventando i principali centri di spionaggio in cui viene presa in considerazione l'eliminazione dell'influenza russa nei Balcani. Sono consapevoli che questo può essere fatto solo se il Governo di Vucic viene destabilizzato e rovesciato. La Serbia sta già soffrendo le pressioni a causa del Centro umanitario russo-serbo di Nis, e posso immaginare cosa siano pronti ad abbattere Vucic e sopprimere l'influenza russa", ha concluso Spasic. <br /> <br /> <em>Lazanski: Non ci sono richieste per l'ingresso nella NATO</em><br /> <br /> Il commentatore militare Miroslav Lazanski ha affermato che fino ad ora non ha visto alcuna dichiarazione, nemmeno da parte del segretario generale della NATO Jens Stoltenberg, che la Serbia debba entrare in questa Alleanza militare.<br /><br /> "Non ci sono richieste esplicite per l'ingresso della Serbia nella NATO. Alcuni politici e media incoraggiano questo tema attraverso il sintagma "sedere su due sedie". Non abbiamo mai ricevuto dai competenti circoli della NATO la richiesta di fare parte di quest'Alleanza", ha sottolineato Lazanski.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Chi sono le spie straniere in Serbia e qual è il loro compito </em><br /> <br /> I media serbi, citando le fonti delle strutture di sicurezza della Serbia, hanno comunicato che i servizi stranieri hanno rafforzato le attività dirette verso la Serbia. Quest'informazione è stata anche confermata dal Ministro dell'Interno e Segretario del Consiglio di sicurezza nazionale, Nebojsa Stefanovic. <br /> <br /> Il quotidiano serbo Novosti ha riferito che i servizi di intelligence degli Stati Uniti (USA) e del Regno Unito hanno aumentato la loro presenza tramite agenti croati e macedoni. Le fonti hanno affermato che le attività di intelligence fanno parte di una più ampia campagna svolta parallelamente con la pressione politica sulla Serbia in relazione al Kosovo e Metohija (KiM), così come in relazione alla questione della Republika Srpska (RS) e del Presidente della RS, Milorad Dodik.<br /> <br /> L'azione sovversiva è diretta contro le istituzioni nazionali come l'Accademia serba delle scienze e delle arti (SANU) e la Chiesa ortodossa serba (SPC), con l'obiettivo di creare un disaccordo sulla risoluzione delle più importanti questioni sociali.<br /><br /> Anche la cooperazione militare con la Russia, la recente consegna degli aerei MIG 29 e l'acquisto previsto di attrezzature militari e veicoli blindati sono stati posti al cento dell'interesse degli agenti stranieri. Inoltre, grande attenzione è stata rivolta alla cooperazione nel settore economico, cioè nel settore energetico. I media hanno riferito che, nelle loro azioni, gli agenti stranieri stanno cercando di reclutare alti funzionari statali e agenti di sicurezza.<br /> <br /> L'ex membro del Servizio di sicurezza dello Stato, Bozo Spasic, ha confermato per il portale SerbiaDanas.com che nell'ambito della pressione politica su Belgrado, un gran numero di spie straniere sono state introdotte in Serbia.<br /> <br /> "Gli agenti possono essere giornalisti stranieri, corrispondenti, passeggeri mercantili, persone che sfruttano il pretesto del turismo o del lavoro e che contattano determinati ambienti e quindi destabilizzano il sistema. Questi si stanno informando su alcuni argomenti che non hanno nulla a che fare con il vero oggetto di interesse", ha affermato Spasic.<br /> <br /> "Le spie si occupano di elezioni a Belgrado e possibilmente di elezioni parlamentari. Le spie stimano, insieme con alcuni leader dell'opposizione, se le elezioni sono buone e quanti soldi sono in grado di ottenere da qualche parte in Ungheria o in BiH", ha affermato Spasic. Questi ha aggiunto che ci sono circa 500 agenti attivi in Serbia, ed ha concluso che il loro numero non dovrebbe essere fonte di preoccupazione perché il 70% di coloro che svolgono attività sovversive sono già presenti nel Paese, attraverso rappresentanze diplomatiche e commerciali, varie camere e organizzazioni non governative.<br /> <br /> "Tutti gli esponenti di interessi stranieri hanno il compito dalle sedi degli USA e dalla Gran Bretagna di cercare di ripristinare nuovamente l'influenza su questo territorio. Certo, sono più interessati all'influenza della Russia e ad impedire che Mosca diventi un fattore che prenderà le decisioni nei Balcani", ha sottolineato Spasic.<br /> <br /> <em>Tre fattori al centro dell'interesse</em><br /> <br /> Alla domanda quali sono le attività delle spie e quali sono gli oggetti del loro spionaggio in Serbia, Spasic ha risposto che le spie stanno monitorando gli stati d'animo all'interno degli enti statali, la creazione degli scandali, la preparazione degli scioperi, la diffusione delle voci e delle falsità, la pubblicazione di alcuni articoli su giornali, social network o portali. Spasic come i tre principali fattori di interesse dell'intelligence straniera ha elencato: lo status di Kosovo e Metohija, l'influenza della Russia e la situazione politica interna del Paese.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br /> <br /> <br />
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