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Podgorica - I rappresentanti della cosiddetta "opposizione civile", leder dei Democratici, del Demos, del Partito popolare socialista (SNP), del Partito Socialdemocratico del Montenegro (SDP) e del Movimento civico URA hanno tenuto la terza delle riunioni…
Podgorica - I rappresentanti della cosiddetta "opposizione civile", leder dei Democratici, del Demos, del Partito popolare socialista (SNP), del Partito Socialdemocratico del Montenegro (SDP) e del Movimento civico URA hanno tenuto la terza delle riunioni organizzate al fine di prendere una posizione comune circa l'attuale situazione politica, lunedì 13 novembre, presso la sede del Demos a Podgorica. In tale circostanza i leader dei cinque partiti hanno convenuto la prosecuzione del boicottaggio del Parlamento, ma non sono riusciti a trovare un'accordo in merito alla questione della ripetizione delle elezioni locali. Il presidente dell'SDP, Ranko Krivokapic, si è detto favorevole all'idea che oltre alle elezioni parlamentari vengano realizzate le elezioni locali in tutti quei comuni in cui l'opposizione è al potere, mentre il presidente dell'URA, Dritan Abazovic, ha riferito che dovrebbero essere ripetute solo le elezioni locali a Niksic, alle quali l'opposizione non ha partecipato.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> Dopo la conclusione della presente riunione, il presidente del Demos, Miodrag Lekic, ha dichiarato che l'incontro ha prodotto alcune conclusioni citando la continuazione del boicottaggio e le eventuali proteste, come misura radicale. Lo stesso ha affermato che la proposta dell'opposizione civile per risolvere la crisi politica è l'adempimento dei suoi vecchi requisiti, sottolineando il problema della libertà del giornalismo che, secondo lui, viene messa a repentaglio dal parte del regime. Il presidente del Demos ha aggiunto che i leader dei cinque partiti non hanno preso nessuna decisione in merito all'eventuale boicottaggio delle lezioni parlamentari e locali, confermando che circa tale argomento sono state avanzate diverse proposte, ma bisognerà ancora realizzare dei negoziati per arrivare ad una posizione finale dell'opposizione civile sul presente argomento.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Il membro della Presidenza del Movimento per i Cambiamenti (PzP) ed alto funzionario del Fronte Democratico (DF), Nikola Bajcetic, ha valutato che le riunioni dell'opposizione civile si sono rivelate insignificanti, spigando che è chiaro che anche i leader del partiti membri dell'opposizione civile sanno che senza il DF non esiste una soluzione per la crisi politica in Montenegro. Bajcetic ha riferito che l'opposizione civile non ha offerto nulla di concreto, nessuna iniziativa, il che, come ha detto, è anche un po' irresponsabile verso gli elettori che l'ha sostenuta in occasione delle scorse elezioni parlamentari. Lo stesso ha confermato che il DF è ancora pronto a collaborare con il resto dell'opposizione, spiegando che questo è il desiderio dei cittadini montenegrini che hanno votato per i cambiamenti e che il resto dell'opposizione dovrebbe finalmente capirlo.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> Anche il DPS ha reagito in merito alla riunione dell'opposizione civile, ed il suo deputato Andrija Nikolic, ha valutato che tale riunione è una riflessione dell'intensificazione della crisi all'interno dell'opposizione. Nikolic ha spiegato che, da un lato vi è un leader dell'opposizione che afferma che per il superamento della crisi è necessario formare un Governo transitorio, mentre dall'altro lato durante la riunione in questione è stato stabilito che non sono possibili i negoziati con il DPS. La questione è come arrivare ad un Governo transitorio senza negoziare con il DPS, ha sottolineato Nikolic. Lo stesso ha aggiunto che i leder dell'opposizione non sono d'accordo neanche per quanto riguarda la richiesta per la ripetizione delle elezioni parlamentari e locali. Nikolic ha aggiunto che per essere un'opposizione civile, è necessaria la fedeltà agli interessi del proprio Paese, mentre l'80% dell'opposizione che si dichiara civile è contraria al rinnovo dell'indipendenza montenegrina. Stando alle sue parole è controverso anche il fatto che tale opposizione si autodefinisce come filo-occidentale, ma contemporaneamente rifiuta tutti i suggerimenti provenienti dai Paesi occidentali per quanto concerne il ritorno in Parlamento. In tale contesto, il deputato del DPS ha stimato che il risultato chiave del boicottaggio sia la rivelazione di tutte le debolezze dell'opposizione e dell'incoerenza dei suoi leder.<a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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