Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Sarajevo - La recente visita del Presidente della Repubblica di Croazia, Kolinda Grabar-Kitarovic in Russia e il colloquio con il Presidente della Federazione Russia Vladimir Putin sono la naturale conseguenza della grande crisi all'interno del gruppo croato…
Sarajevo - La recente visita del Presidente della Repubblica di Croazia, Kolinda Grabar-Kitarovic in Russia e il colloquio con il Presidente della Federazione Russia Vladimir Putin sono la naturale conseguenza della grande crisi all'interno del gruppo croato Agrokor che alle banche russe deve più di 2 miliardi di BAM, come ha riferito Radio Sarajevo il 7 novembre. Subito dopo il ritorno del Presidente croato dalla Russia, si sono sentiti gli effetti dell'incontro, come la stipulazione dell'accordo tra la Repubblica croata e l'entità della Repubblica Srpska (RS) sulla fornitura di gas da parte della Croazia per la Raffineria di Brod. L'accordo in questione viola le leggi statali perché le entità bosniache possono stipulare contratti con altri Paesi solo con il consenso delle istituzioni statali, che non c'è stato in questo caso. Questo affare ha un valore di 40 milioni di BAM e il gas sarà fornito dalla società Crodux, il cui proprietario è il generale dell'Esercito croato ormai in pensione, Ivan Cermak, che a suo tempo era sospettato per crimini di guerra contro i serbi negli anni '90 in Croazia. Presumibilmente, l'obiettivo dell'accordo è quello di sfruttare la consegna del gas per ridurre l'inquinamento di Slavonski Brod da parte della Raffineria il cui proprietario è la società russa Zarubezneft.<br /> <br /> Nonostante ciò, l'Agrokor è in primo piano perché ai russi non piace che sia stata adottata velocemente la Lex Agrokor e che il Governo della Croazia abbia effettivamente nazionalizzato questa compagnia e con essa anche gli obblighi russi richiesti. Allo stesso tempo, la Sberbank in diversi tribunali in BiH ha avviato il processo del sequestro di capitale nella società Agrokor in BiH come: Sarajevski Kiseljak, Ledo Citluk e Konzum BiH. Come ha già scritto il portale Radio Sarajevo, i tribunali dei cantoni a Sarajevo e Novi Travnik hanno respinto le richieste della Sberbank, mentre la Corte comunale di Kiseljak ha approvato l'acquisizione delle azioni della Sarajevski Kiseljak. L'Agrokor, che è tormentata dalla crisi ha creato un grande caos perché la Sberbank come maggiore creditore vuole riavere i suoi soldi quanto prima anche prendendo le società Sarajevski Kiseljak o Ledo mentre solo il capitale di queste società è una garanzia che l'Agrokor pagherà il debito ai fornitori bosniaci a quali deve tra 200 e 360 milioni di BAM.<br /> <br /> L'ingresso di capitale russo nella Federazione di BiH e lo sviluppo di eventuali turbolenze sulla scena politica interna della Federazione di BiH sono stati commentati anche dal direttore del Centro per gli studi di Sicurezza della BiH Denis Hadzovic, il quale ha riferito che l'incontro tra il Presidente croato e Putin è stato soprattutto economico, perché la Russia ha dato molti crediti. Data la situazione nell'Agrokor, secondo Hadzovic, lo Stato doveva essere maggiormente coinvolto nell'affrontare il problema per la BiH, poiché la compagnia ha significato molto per l'economia di entrambi i Paesi. Queste sono normali visite economiche e ognuno tenta di imporre i suoi più grandi interessi. Non vi è alcun motivo di preoccupazione per quanto riguarda l'impatto della Russia nei confronti dell'Agrokor. La Russia coopera molto di più con l'intera Europa che con la Croazia.<br /><br /> <br /><br /> A suo dire i Paesi che sono economicamente più forti, come la Russia, hanno la possibilità di investire e cercare nuovi mercati. Alla domanda se il grande interesse del capitale russo verso il mercato della BiH, come l'acquisizione della società Sarajevski Kiseljak dalla Sberbank, rischia di bloccare o rallentare l'ingresso della BiH nella NATO, Hadzovic ha risposto che questo può avere un certo impatto. Hadzovic ha concluso che se qualcuno dispone di una certa parte dell'economia e lo riceve in casa sua, probabilmente ci sarà qualche conseguenza. Ancora è lunga la strada per la BiH che innanzitutto deve risolvere i suoi problemi interni, dopodiché potrà allacciare rapporti di politica estera e concretizzare i suoi interessi. Anche adesso il problema più grande è rappresentato dalla mancanza di consenso politico al livello della BiH, sicché egli non vede né la Russia, né la Turchia né altri Paesi come un ostacolo. "Vedremo cosa accadrà in futuro ma per ora non c'è pericolo", ha affermato Hadzovic.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
Hai letto il sommario. Il corpo dell'articolo, le fonti e la rete di entità collegate sono riservate ai nostri lettori.
L'Osservatorio Italiano è un riferimento economico tra l'Italia e il mondo, al servizio delle PMI. Inizia da una breve presentazione del progetto.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.