Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Banja Luka - L'Assemblea popolare della Republika Srpska (RS) ha annullato la decisione di indire il referendum repubblicano, che l'APRS ha adottato in occasione della 10° sessione speciale tenutasi il 15 luglio del 2015, come anche tutti gli atti giuridici…
Banja Luka - L'Assemblea popolare della Republika Srpska (RS) ha annullato la decisione di indire il referendum repubblicano, che l'APRS ha adottato in occasione della 10° sessione speciale tenutasi il 15 luglio del 2015, come anche tutti gli atti giuridici approvati sulla base della suddetta decisione, per mancanza del consenso politico generale necessario all'attuazione. L'APRS ha ritirato la decisione sull'elezione dei membri della Commissione per l'attuazione del referendum, come anche tutti gli atti legali approvati sulla base della suddetta disposizione. L'Assemblea della RS ha adottato anche sette conclusioni sulla proposta del club dei deputati dell'SNSD (Alleanza dei Socialdemocratici Indipendenti), DNS (Alleanza Popolare Democratica), SP (Partito Socialista) e SDS-K (Libero club democratico serbo). L'APRS annullando la decisione di indire il referendum sulla Corte e la Procura della BiH ha evidenziato la mancanza di motivi validi per discutere e stimare la modalità di creazione di tali istituzioni che impongono la legge da parte dell'Alto Rappresentante dell'UE. I deputati hanno adottato la conclusione con la quale hanno spiegato che l'assenza di una base costituzionale per l'istituzione e la competenza della Corte e la Procura di BiH non ha fornito la possibilità dell'Assemblea parlamentare della BiH di sottoporre ogni misura legislativa alla magistratura della BiH, e che di conseguenza l'Alto Rappresentante non ha la possibilità, e sopratutto il diritto di imporre la Legge sulla Corte della BiH. All'Alto Rappresentante neanche l'autorizzazione di Bonn ha conferito tale diritto perché nel testo non vengono menzionati gli atti che rientrano nella competenza dell'Assemblea parlamentare. La terza conclusione, che ha adottato l'Assemblea popolare, ha spiegato la pratica attuata dalla Corte e dalla Procura di BiH in merito all'accusa e alla condanna per crimini di guerra secondo la quale i membri del popolo serbo sono reputati colpevoli la maggior parte delle volte mentre i membri del popolo bosgnacco vengono identificati come vittime. Imporre stereotipi con cui i criminali sono serbi e le vittime bosgnacchi, a distanza di svariati anni dalla fine della guerra, produce instabilità e l'impossibilità di superare gli scontri che hanno fatto scoppiare il conflitto in BiH. Secondo la quarta conclusione, le accuse e le sentenze al livello della BiH sono la prova ovvia dell'esistenza di una giustizia selettiva che distrugge l'autorità dell'intero sistema giudiziario. In questo modo viene meno, di volta in volta, la fiducia e ci si allontana sempre di più dalla riconciliazione necessaria. La statualità della Republika Srpska è stata confermata dall'Accordo di pace di Dayton che ha introdotto negoziati pacifici, dandole il diritto di partecipare alla modifica degli 11 allegati dell'Accordo insieme alla FBiH. In questo caso la RS ha il diritto e l'obbligo di dichiararsi in merito a tutte le questioni dell'interesse per la posizione legale, lo status e le tematiche inerenti alla giustizia in consenso con l'Allegato 4. L'APRS ritiene che sia necessario reinserire la decisione sull'attuazione del referendum all'ordine del giorno nell'APRS e attuarla, appenadi tutti i soggetti politici importanti nell'APRS e nel Parlamento della BiH, con sede nella RS.<br /><br /> L'APRS appoggia l'iniziativa di organizzare la firma di una petizione con la questione identica a quella del referendum sulla Corte e la Procura della BiH, nel corso di una riunione con il Presidente della Repubblica in occasione dell'assoluzione di Naser Oric appoggiata ed adottata all'unanimità dai rappresentanti delle organizzazioni che derivano dalla guerra liberatoria-difensiva, come l'Organizzazione dei veterani della RS, l'Unione dei disabili militari di guerra, l'Unione dei detenuti nei campi di concentramento, l'Organizzazione delle famiglie dei detenuti e dei morti combattenti come anche degli scomparsi, l'Associazione delle donne vittime di guerra, l'Associazione dei Veterani della RS e l'Unione dell'Associazione delle vittime civili della guerra.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> Il leader del Club dei deputati dell'SNSD presso l'APRS, Radovan Viskovic ha dichiarato che era necessario annullare la disposizione sull'attuazione del referendum sul lavoro della Corte e della Procura di BiH perché la decisione sulla sua organizzazione è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale della RS e lo stesso si sarebbe dovuto tenere il 19 novembre. Il deputato dell'NDP, Dragan Cavic, ha dichiarato che la struttura governativa non attuerà il referendum perché ha paura di eventuali sanzioni e non gli interessa il popolo. Il deputato dell'SDS, Vukota Govedarica, ha chiesto in quale Parlamento l'autorità accusa l'opposizione perché non vuole attuare la decisione adottata dallo stesso Governo. Il deputato dell'SRS Milanko Mihajilica ha dichiarato che tali decisioni discreditano l'istituzione del referendum e provocano danni alla RS.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Il Presidente della RS, Milorad Dodik, ha asserito durante la discussione presso l'Assemblea della RS che la RS deve avere una posizione attiva e non farsi da parte o dare ad altri il diritto di violare l'Accordo di Dayton. A suo dire il contesto delle circostanze internazionali è cambiato ed è arrivato il tempo che la RS mostri cosa vuole e cosa no.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Già dall'inizio della riunione, l'opposizione ha respinto lo scenario in modo categorico non volendo essere un mezzo per la creazione di obiettivi politici, come nel caso del referendum sulla Giornata della RS, annunciando che Dodik e le autorità giocano con il referendum e lo manipolano. Questa all'inizio della sessione ha invitato le autorità a rispettare la sua decisione di svolgere il referendum previsto per il 19 novembre. Dodik ritiene che il referendum sia un diritto della RS per il quale la RS continuerà a lottare affinché venga utilizzato per questioni importanti. <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
Hai letto il sommario. Il corpo dell'articolo, le fonti e la rete di entità collegate sono riservate ai nostri lettori.
L'Osservatorio Italiano è un riferimento economico tra l'Italia e il mondo, al servizio delle PMI. Inizia da una breve presentazione del progetto.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.