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NOTIZIE · OI-342653 · 07/11/2017 08:00:47 · 3147 g fa5 min lettura
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Inquinamento ambientale a causa degli idrocarburi porta malattie e povertà nelle zone petrolifere

DiOsservatorio ItalianoSommario

Tirana - I residenti che vivono nelle vicinanze dei giacimenti di petrolio nel sud dell'Albania, sono costretti ad affrontare le conseguenze dell'inquinamento del suolo, dell'aria e dell'acqua realizzato dalle compagnia petrolifere, che si ripercuotono sia…

Tirana - I residenti che vivono nelle vicinanze dei giacimenti di petrolio nel sud dell'Albania, sono costretti ad affrontare le conseguenze dell'inquinamento del suolo, dell'aria e dell'acqua realizzato dalle compagnia petrolifere, che si ripercuotono sia sulla salute che sulle loro tasche mentre le autorità sembrano impotenti nel contenere il danno che questa attività economica sta recando all'ambiente e alla vita dei cittadini.<br /><br /> L'1 aprile del 2015, un pozzo petrolifero della società Bankers Petroleum denominato P29A è esploso nel villaggio di Marinza, distante 10 chilometri dalla città di Fier, costringendo il Governo a ordinare l'evacuazione dell'area a causa del rilascio di gas. La superficie intorno al luogo dell'esplosione è stata distrutta ed ovunque sono apparsi "crateri'' di argilla diluita. I pozzi di acqua potabile nei giardini delle abitazioni si sono trasformati in fontane di terra, mentre i residenti scioccati da ciò che stava accadendo, hanno iniziato a rivolgersi ai centri sanitari con vari sintomi e disturbi. <br /><br /> Dopo l'eruzione del pozzo P29A a Marinza decine di specialisti dell'Agenzia Nazionale delle Risorse Naturali, l'Istituto della Sanità Pubblica, il Servizio Geologico Albanese e l'Agenzia Nazionale dell'Ambiente, si sono recati sul posto per monitorare i danni causati all'ambiente e alla salute degli abitanti. Per tenere sotto controllo l'impatto di questo inquinamento ambientale sulla salute della popolazione, dopo l'eruzione del pozzo P29A nel villaggio di Marinza, l'Istituto della Sanità Pubblica (ISHP) ha intrapreso uno studio approfondito dello stato di salute e sociale degli abitanti. Il monitoraggio ha riguardato dalle 100 alle 416 famiglie in totale che vivono nel villaggio, e secondo i risultati emersi, gli odori spiacevoli e il rischio percepito a causa delle frequenti oscillazioni del suolo come risultato delle perforazioni sono stati considerati i problemi maggiori accusati da gran parte delle famiglie di Marinza. Secondo il report elaborato dall'ISHP, i residenti presentano problemi di salute sopraggiunti come conseguenza dell'inquinamento causato dall'industria petrolifera in questa zona. I documenti che BIRN ha ottenuto dall'ISHP, hanno dimostrato che in questo giacimento petrolifero si trovano migliaia di laghetti con residui di idrocarburi, decine di ettari di terreni agricoli inquinati ed oltre 100 km di laghi e ruscelli che trasportano ogni giorno verso il Mar Adriatico i rifiuti dell'industria petrolifera. Secondo il Ministero dell'Ambiente, l'area di Patos Marinza, a causa dell'industria pluriennale degli idrocarburi, è una delle tre zone più inquinate in Albania - su 31 zone calde ambientali (hotspot) individuate. Anche se questo inquinamento industriale sta andando avanti da decenni, le istituzioni responsabili del monitoraggio dell'ambiente e della salute dei cittadini non prevedono, nei loro programmi di lavoro annuale, lo svolgimento di analisi specializzate sulle conseguenze dell'inquinamento. <br /><br /> Scoperto nell'anno 1928, Patos Marinza è considerato come il più grande giacimento di petrolio nell'Europa continentale, con riserve accertate di 2 miliardi di barili di greggio. L'estrazione del petrolio in questa zona è iniziato nei primi anni del 1930. Lo sfruttamento per quasi 85 anni del suddetto campo petrolifero non ha avuto conseguenze sull'ambiente. <br /><br /> I dati raccolti da BIRN attraverso le osservazioni sul campo, le interviste con i residenti e i medici della zona, nonché migliaia di pagine di documenti ottenuti dalle istituzioni locali e centrali attraverso le domande per il diritto all'informazione, hanno dimostrato che l'estrazione di petrolio nel campo di Patos-Marinza, nella sorgente di Visoka a Hekal e in altri sorgenti nella zona di Mallakastra, nonché la sua trasformazione nel Complesso Industriale di Profonda Trasformazione di Petrolio (Raffineria) a Ballsh, continuano ad approfondire le conseguenze per l'ambiente e la salute degli abitanti di queste aree.<br /><br /> Per quanto riguarda la contaminazione riscontrata a Patos-Marinza, Visoka e Ballsh, la BIRN ha chiesto delle risposte alle compagnie petrolifere Albpetrol, Transoil Group, TransAtlantic Albania Ltd. e alla Bankers Petroleum, nonché alla Raffineria di petrolio Ionian Refining and Trading Company, IRTC.<br /><br /> In risposta alla richiesta che BIRN ha rivolto all'Albpetrol in merito al monitoraggio ambientale nell'area in cui opera, l'azienda ha reso disponibili numerose relazioni di monitoraggio ambientale svolte nel corso del 2016. Le relazioni dell'Istituto sugli Studi Ambientali per conto della Albpetrol, hanno stimato che la qualità dell'aria negli ambienti in prossimità delle attività di estrazione e trasporto di petrolio è conforme alle norme sull'industria, tuttavia, le acque degli scarichi tecnologici costituiscono una preoccupazione per l'azienda.<br /><br /> Sul report per il primo trimestre del 2016 della Albpetrol ​si riflette il fatto che nei centri di produzione del petrolio, come a Ballsh, Patos e Kucova, si nota una notevole quantità di sabbia petrolifera distribuita vicino ai pozzi in vari settori. Tramite una risposta per iscritto per la BIRN, la società Bankers Petroleum ha affermato che l'impatto ambientale del suo lavoro è stato monitorato da una serie di istituzioni statali, tali come il Ministero dell'Ambiente, l'Agenzia Regionale per l'Ambiente e l'Agenzia Nazionale per l'Ambiente. Invece le altre tre società di estradizione del petrolio, Transoil Group, TransAntlantic Albania Ltd e Ionian Refining and Trading Company, IRTC non hanno l'attuale situazione ambientale nelle aree in cui si svolge l'attività di estradizione e trasformazione degli idrocarburi nel Distretto di Fier, costatando la contaminazione dei terreni agricoli, fiumi e flussi come conseguenza della deposizione dei resti degli idrocarburi.<br /><br /> Nelle acque del fiume Gjanica, dove vengono versati i residui liquidi del Complesso di Profonda Trasformazione del Petrolio a Ballsh e fino al suo versamento sul fiume Seman, è stata costata la presenza di elementi chimici che cambiano colore, a volte in grigio e a volte in nero, nonché del pesante odore degli idrocarburi. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />

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