Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Zagabria - Il Parlamento della Croazia, dopo i precedenti ritardi a causa della diffidenza tra l'SDP e l'HDZ, ha finalmente istituito, mercoledì 11 ottobre, il Comitato investigativo per Agrokor, il cui presidente sarà Orsat Miljenic, l'ex Ministro della…
Zagabria - Il Parlamento della Croazia, dopo i precedenti ritardi a causa della diffidenza tra l'SDP e l'HDZ, ha finalmente istituito, mercoledì 11 ottobre, il Comitato investigativo per Agrokor, il cui presidente sarà Orsat Miljenic, l'ex Ministro della Giustizia dalle file del partito SDP. Il Comitato inizierà a lavorare il 30 ottobre. Miljenic ha annunciato che presenterà diverse proposte al Comitato per quanto riguarda i testimoni. "Credo che dobbiamo partire da Ivica Todoric, lo stesso rappresenta la società dall'inizio alla fine. Naturalmente, come in tutte le cose, tutto andrà in parallelo, da una testimonianza saranno ottenute le informazioni su chi sarà l'altro. Dovremmo anche richiedere la documentazione da parte del Fondo di Privatizzazione, dall'Amministrazione delle Imposte, dall'HANFA, dalla HNB. Propongo che tutti i Premier e Ministri dell'Economia e delle Finanze vengano invitati a testimoniare", ha riferito Miljenic. Alla domanda se sia possibile avere come secondo testimone il Primo Ministro, Andrej Plenkovic, Miljenic ha risposto che la questione è se l'interrogatorio inizierà dagli ex Ministri o dai funzionari attuali. "I cittadini devono vedere come è stata creata l'impresa, se esistevano connessioni politiche, in quale segmento la politica ha influenzato, cosa è stato fatto in modo sbagliato ... Per quanto riguarda le osservazioni che gli ex Ministri potrebbero essere interrogati, il mio suggerimento è quello di farlo all'inizio. Ma non solo gli ex Ministri, ma tutti i membri del Comitato, se devono essere interrogati", ha detto Miljenic.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Bozinovic: DORH coordina tutte le attività legate all'Agrokor</em><br /> <br /> Il Ministro dell'Interno della Croazia, Davor Bozinovic, ha dichiarato, mercoledì 11 ottobre, che l'Ufficio del Procuratore di Stato della Croazia (DORH) sta coordinando tutti i compiti relativi all'Agrokor, mentre la polizia sta coordinando una parte di questi.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Plenkovic: Governo non interferirà nel lavoro delle istituzioni giudiziarie</em><br /> <br /> Il Primo Ministro croato, Andrej Plenkovic, ha affermato, giovedì 12 ottobre, che, dopo la pubblicazione dei rapporti di revisione, si aspetta dall'amministrazione straordinaria dell'Agrokor di continuare il processo di ristrutturazione delle imprese in collaborazione con i creditori e raggiungere un accordo che consentirà la sostenibilità delle operazioni e la conservazione dei posti di lavoro. "Per quanto riguarda il lavoro delle istituzioni giudiziarie e altri processi per cui esse sono responsabili, è un lavoro in cui il Governo della Repubblica di Croazia non interferisce né interferirà in futuro in alcun modo", ha concluso il Primo Ministro Plenkovic. <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> <em>Todoric ha pubblicato la "sua verità sull'Agrokor"</em><br /> <br /> Dopo che il commissario straordinario dell'Agrokor, Ante Ramljak, ha presentato, lunedì 9 ottobre, la revisione consolidata degli affari del gruppo Agrokor, Ivica Todoric l'ha commentata, affermando che la sua società aveva un piano solido per uno sviluppo continuo e di successo e che lo stesso atto di nazionalizzazione attraverso l'incostituzionale Lex Agrokor non aveva alcun argomento. "Ho detto tutto il tempo che la società aveva un piano fermo per uno sviluppo continuo e di successo e che l'atto di nazionalizzazione attraverso l'incostituzionale Lex Agrokor non aveva alcuna argomentazione.<br /><br /> Se la mia squadra e io nel frattempo avessimo presentato i numeri, molti non ci avrebbero creduto, quindi ho dovuto aspettare con pazienza. Ora che i bilanci consolidati per il gruppo Agrokor sono stati finalmente presentati per il 2015/16, rilasciati dal consiglio di amministrazione straordinario dell'Agrokor, controllata dall'agenzia di revisione PwC, voglio dire a tutti che i numeri mostrano quanto segue: le passività totali del gruppo Agrokor nel 2016 sono aumentate di circa il 2% rispetto al 2015, pertanto gli investimenti sono stati pari a 700.000.000 HRK. Gli obblighi del gruppo verso i fornitori sono cresciuti rispettivamente del 2,5% o 300.000.000 HRK. Siamo stati in una posizione più favorevole rispetto al 2015. Questa è la verità, l'Agrokor non ha bisogno di alcuna tutela giuridica ma solo del sostegno di quel gruppo di persone al potere", ha spiegato Todoric.<br /> <br /> "Tutti nell'Agrokor conoscono il rapporto precedente di Deloitte & Touche, in cui il debito totale dell'Agrokor è stato pari a 42 miliardi e il rapporto di oggi ha mostrato una perdita di 56 miliardi. Ovviamente qualcuno ha voluto svalutare l'Agrokor letteralmente per rubare il denaro. Ancora una volta, vorrei sottolineare responsabilmente che le cifre emesse dalla straordinaria amministrazione dell'Agrokor non sono esatte", ha concluso Torodic.<a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Fornitori dell'Agrokor si esprimono in merito all'annullamento dei vecchi crediti del 15%</em><br /> <br /> I fornitori dell'Agrokor non si rifiuteranno di raccogliere i vecchi crediti del Gruppo Agrokor, né accetteranno un'eventuale cancellazione del 15% dei loro crediti, ha risposto il Coordinamento dei produttore e dei fornitori. "I fornitori sono fondamentali per il funzionamento dell'Agrokor, perché senza la loro fornitura regolare, il gruppo non sopravviverà fino all'insediamento, il che significa che nessuno otterrà il proprio denaro", ha riferito il Coordinamento dei produttori e dei fornitori. Parlando della cancellazione degli averi dei fornitori avvenuta prima dell'apertura della procedura di amministrazione straordinaria, tenutasi il 10 aprile, il commissario straordinario Ante Ramljak ha ricordato che i debiti verso i piccoli fornitori sono stati restituiti quasi interamente e che i restanti dovrebbero sicuramente essere cancellati. "Coloro che hanno firmato l'accordo sul cosiddetto prestito roll-up otterranno il 35-40% dei loro vecchi averi e coloro che non l'anno fatto, riceveranno molto meno, forse il 15%, e questo sarà considerato un anticipo fino alla conclusione del regolamento", ha affermato Ramljak.<a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> <em>Sberbank chiede alla Croazia di restituire il debito dell'Agrokor con le obbligazioni statali</em><br /> <br /> Alla vigilia dell'incontro del Presidente croato, Kolinda Grabar Kitarovic, e il Presidente russo, Vladimir Putin, Mosca ha inviato la richiesta alla Croazia di restituire il debito della società Agrokor verso la Sberbank con le obbligazioni statali. Uno dei leader della Sberbank ha affermato che la Croazia ha nazionalizzato l'Agrokor e che ora il debito della società è diventato il debito dello Stato che dovrebbe essere trasformato in obbligazioni statali e che lo Stato croato lo dovrebbe rimborsare alla Sberbank. La banca russa ha finanziato l'Agrokor con oltre un miliardo di euro.<a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Banca Intesa ha citato in giudizio diverse società dell'Agrokor</em><br /> <br /> La Banca Intesa in Serbia ha presentato, il 23 giugno, una denuncia contro diverse società operanti nell'ambito dell'Agrokor di Ivica Todoric, e la Corte commerciale di Belgrado l'ha confermato, riferisce, il 13 ottobre, la stampa serba. Come specificato, la denuncia è stata presentata contro la Konzum, Jamnica, Zvijezda, Agrokor trgovina e PIK Vrbovec. La denuncia è stata presentata per raccogliere il debito di 15 milioni di euro che la banca ha approvato al gruppo croato il 31 gennaio dell'anno corrente.<a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>FMI: Impatto della crisi dell'Agrokor sull'economia croata è sotto controllo</em><br /> <br /> Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) prevede tendenze positive per l'economia croata: la crescita del 2,9% in quest'anno e del 2,7% nel 2018. Il turismo, le esportazioni e un aumento del consumo di cittadini sono i motivi principali della crescita economica. La disoccupazione, in particolare dei giovani, e l'alto debito pubblico, sono le principali debolezze dell'economia nazionale. "L'impatto della crisi dell'Agrokor sull'intera economia, secondo l'FMI, è attualmente sotto controllo. Naturalmente esistono minacce per la crescita a causa della crisi, ma finora queste sono limitate. Per continuare tale tendenza, è importante che la crisi venga risolta in modo pacifico. Pertanto, i problemi devono essere risolti rapidamente e il progresso nella soluzione della crisi deve continuare ad essere trasparente", ha dichiarato Khaled Sakr, capo della Missione dell'FMI per la Croazia.<a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>I primi arresti relativi al caso Agrokor</em><br /> <br /> La Procura di Stato ha perquisito, lunedì mattina 16 ottobre, la residenza a Zagabria del titolare del grande gruppo Agrokor Ivica Todoric. Secondo la stampa croata, la Polizia ha perquisito inoltre le residenze di altri membri del direttivo dell'Agrokor tra cui Ivan Crnjac e Ljerka Puljic. Todoric, indagato per falso in bilancio, non è stato presente a Zagabria mentre lo stesso Todoric ha pubblicato nel pomeriggio un articolo sul proprio blog affermando che le attività condotte dalla Polizia rappresentano "una persecuzione" nei suoi confronti e che sarà a disposizione delle autorità giudiziarie. Secondo le affermazioni dei media croati, Ivica Todoric e uno dei suoi figli si trovano a Londra, mentre il terzo sospettato a Belgrado o Londra. Ricordiamo che la Polizia sta cercando Ivica Todiric, Ante Todoric e Ivan Todoric e se questi non si presenteranno presso la Polizia, esiste la possibilità del rilascio di un mandato o mandato di arresto europeo, se si trovano sul territorio dell'Unione Europea (UE) .<a href="#footnote-9" id="footnote-marker-9-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-10" id="footnote-marker-10-1" rel="footnote">[10]</a><br /> <br /> <br />
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