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NOTIZIE · OI-341492 · 08/09/2017 11:30:13 · 3207 g fa3 min lettura
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Deputati dell'SDA hanno chiesto al Parlamento europeo blocco costruzione del Ponte di Peljesac

DiOsservatorio ItalianoSommario

Sarajevo - Il Vice presidente della Camera dei Rappresentanti e quello della Camera dei Popoli dell'Assemblea Parlamentare di Bosnia-Erzegovina, Sefik Dzaferovic e Safet Softic hanno inviato una lettera, il 6 settembre, al Presidente del Parlamento europeo,…

Sarajevo - Il Vice presidente della Camera dei Rappresentanti e quello della Camera dei Popoli dell'Assemblea Parlamentare di Bosnia-Erzegovina, Sefik Dzaferovic e Safet Softic hanno inviato una lettera, il 6 settembre, al Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, con la quale hanno chiesto di fermare la costruzione del Ponte di Peljesac, finché non verrà risolta la disputa tra la Bosnia-Erzegovina e la Croazia, ha riferito il Dnevni Avaz il 7 settembre. Nella missiva viene chiesto alla Commissione Europea di mediare tra i due Paesi, in modo che la BiH possa ottenere il libero accesso al mare aperto dopodiché la Croazia potrà discutere in merito alla possibile costruzione del ponte. Nella lettera, tra altro è riportato che dopo la pubblicazione della decisione da parte della CE, in occasione della sessione della Camera dei Rappresentati presso l'Assemblea Parlamentare della BiH, tenutasi il 5 luglio 2017 è stata adottata la conclusione che la Camera dei Rappresentanti chieda al Consiglio dei Ministri di BiH di inviar una nota alla Croazia per fermare tutte le attività che riguardano la realizzazione del Ponte di Peljesac, finché non verrà raggiunto il consenso reciproco.<br /> <br /> Alcuni negano le affermazioni della Croazia che esiste il consenso della BiH, dato che la competenza esclusiva della politica estera spetta alla Presidenza della BiH. Secondo l'ultima decisione della Presidenza di BiH dal 17 ottobre del 2007 il Paese è contro la costruzione del ponte per risolvere le questioni in sospeso relative all'identificazione della linea di confine marittima tra i due Paesi. In merito a questo la BiH ha informato il 23 aprile del 2009 la Croazia. Da ciò deriva che la BiH non ha dato mai a nessuno il consenso di firmare, a suo nome, qualsiasi accordo con la Croazia per quanto riguarda la costruzione del Ponte di Peljesac. Non sono neanche vere le affermazioni della Croazia che il ponte verrà costruito sul suo territorio perché le acque sotto il suddetto non sono e non possono essere né interne, né croate, ma sono acque internazionali che vanno dalle acque territoriali della BiH fino al mare aperto. Come si apprende dalla lettera, rimuovere lo sbocco della BiH sulle acque internazionali è contrario all'ordine internazionale legale e in questo modo al Paese verrebbe impedita la realizzazione dei diritti che ha come Paese marittimo. Perciò è certo che la costruzione del Ponte di Peljesac, secondo le attuali circostanze darà luogo ad una disputa giuridica internazionale. La BiH, nella missiva ha ricordato la sentenza della Corte d'Arbitrato tra la Slovenia e la Croazia, secondo la quale alla Slovenia viene dato un corridoio di accesso fino alle acque internazionali con l'applicazione del regime di ''libera comunicazione e navigazione'' lo stesso vigente per le acque internazionali, senza la possibilità che la Croazia annulli tale corridoio e applichi metodi di controllo e punizione.<br /> <br /> I funzionari bosniaci hanno spiegato di essere dediti completamente allo sviluppo dei rapporti di buon vicinato e cooperazione tra la BiH e la Croazia. Sarebbe anche utile che la CE partecipi alla soluzione di questioni controverse tra i due Paesi. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />

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