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Podgorica - Il leader del Movimento per i Cambiamenti (Pokret za Promjene PzP), Nebojsa Medojevic, e convinto che il Primo Ministro montenegrino, Dusko Markovic, si stia allontanando dalla politica del presidente del DPS, Milo Djukanovic. Medojevic ha…
Podgorica - Il leader del Movimento per i Cambiamenti (Pokret za Promjene PzP), Nebojsa Medojevic, e convinto che il Primo Ministro montenegrino, Dusko Markovic, si stia allontanando dalla politica del presidente del DPS, Milo Djukanovic. Medojevic ha dichiarato, il 13 luglio dell'anno corrente, che Markovic ha compiuto una svolta radicale per quanto riguarda l'iniziativa circa la cooperazione economica dei Paesi dei Balcani occidentali sostenuta dalla Germania e dalla Gran Bretagna, spiegando che tale fatto è diventato più notevole dopo l'incontro con il cancelliere tedesco, Angela Merkel, a margine del Vertice di Trieste realizzato il 12 luglio. Il leader del PzP ha ricordato che il regime di Milo Djukanovic, a differenza di Markovic, in sostanza respingeva qualsiasi accordo finalizzato a ridurre i limiti e le barriere al libero scambio nella regione, perché più i confini servono per il contrabbando, l'unica categoria economica che Djukanovic conosce perfettamente. Medojevic suppone che Markovic sia consapevole di ciò che significa per il Montenegro il nuovo isolamento auto-imposto dai flussi euro atlantici e il conflitto con la politica della Germania, mentre dall'altra parte, Djukanovic stia cercando di destabilizzare il Paese perché ha capito di aver perso ogni importanza dopo l'adesione alla NATO. Secondo Medojevic, Markovic sta guidando la parte del DPS pronta ad affrontare il piano di Djukanovic con il sostegno della Germania e della Gran Bretagna, ma bisogna ancora vedere se il partito lo supporterà o Djukanovic riprenderà il controllo del Governo e respingerà Markovic.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> Nebojsa Medojevic ha notato di nuovo l'esistenza di un conflitto tra Markovic e Djukanovic in occasione della manifestazione degli immigrati montenegrini tenutasi, lunedì 31 luglio a Petnjica. Questi ha spiegato che il fatto che Milo Djukanovic abbia strappato il protocollo che è stato preparato per il Primo Ministro Markovic a sua insaputa, presentandosi alla manifestazione due ore prima del Primo Ministro, fa capire l'esistente caos nel DPS e tutta la serietà del conflitto tra Markovic e Djukanovic. Il presidente del PzP ha notato che quello che è accaduto a Petnjica rappresenta la secondo umiliazione pubblica del Primo Ministro nella regia di Djukanovic, spiegando che la prima umiliazione è stata quando Djukanovic, fuori dal protocollo ed in contrasto con il Regolamento del Parlamento, si è presentato alla sessione parlamentare in cui si votava in merito all'adesione del Montenegro alla NATO. Medojevic ha sostenuto che Markovic sarà incoraggiato dalle potenze occidentali a prendere il controllo del DPS e aprire un dialogo con l'opposizione su una risoluzione pacifica della crisi, aggiungendo che, nel caso in cui Markovic sia riluttante a fare i tagli necessari, potrebbe finire come Igor Luksic che è stato eliminato in modo elegante.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Markovic rafforza ulteriormente l'impatto sul controllo del Governo</em><br /> <br /> Dopo aver nominato Sreten Radonjic in qualità di direttore dell'Agenzia per la prevenzione della corruzione (ASK), il Primo Ministro montenegrino, Dusko Markovic ha rafforzato ulteriormente la sua influenza verso le istituzioni statali che dovrebbero controllare il suo lavoro e quello del suo partito, scegliendo il suo padrino Radule Zuric nel Consiglio dell'Agenzia per l'anti-corruzione e DRI (Istituto di controllo di Stato). Nella stesa istituzione, precedentemente è stato scelto Zoran Jelic, la cui nomina, come quella di Zuric, rappresenta il classico conflitto di interessi a causa dei legami privati e del partito. Il Parlamento del Montenegro non ha riconosciuto tale conflitto di interessi, ma la DRI ha perso quel poco di credibilità e di indipendenza di cui godeva da parte del pubblico.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br /> <br /> <br />
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