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NOTIZIE · OI-341050 · 31/07/2017 11:30:02 · 3246 g fa7 min lettura
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Posizione funzionari serbi e russi all'invito di Vucic al dialogo interno sul Kosovo

DiOsservatorio ItalianoSommario

Belgrado - Il Ministro degli Affari Esteri della Serbia, Ivica Dacic, ha dichiarato che la delimitazione della parte serba e albanese è l'unica soluzione possibile permanente per quanto riguarda il prossimo dialogo sul Kosovo e Metohija. Dacic ha affermato,…

Belgrado - Il Ministro degli Affari Esteri della Serbia, Ivica Dacic, ha dichiarato che la delimitazione della parte serba e albanese è l'unica soluzione possibile permanente per quanto riguarda il prossimo dialogo sul Kosovo e Metohija. Dacic ha affermato, lunedì 31 luglio, che controllerà con il Presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, il quale ha avviato la questione del dialogo interno sul Kosovo e Metohija (KiM), la possibilità di delimitazione del territorio. <br /> <br /> "Questa è l'unica soluzione permanente possibile per quanto riguarda l'accordo tra i serbi e gli albanesi, con uno status speciale per le chiese e i monasteri serbi e con la Comunità dei comuni serbi in Kosovo meridionale. Se si scopre che questo è impossibile, o inaccettabile, non sarò infelice, ma cercherò di dare un contributo al fine di trovare una soluzione duratura e reale", ha precisato Dacic. A suo dire il dialogo sul Kosovo e Metohija fornisce una risposta alla domanda "Quanto è matura la Serbia".<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Stojanovic: I serbi in KiM sostengono l'idea di Vucic del dialogo</em><br /> <br /> Il Vice Primo Ministro del Governo uscente del Kosovo e Metohija (KiM), Branimir Stojanovic, ha dichiarato che i serbi di KiM, consapevoli delle circostanze in cui vivono, sostengono l'iniziativa del Presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, del dialogo interno. "Abbiamo piena fiducia nel Presidente della Serbia Aleksandar Vucic e nell'iniziativa per il dialogo, perché sappiamo che quest'ultimo, finora, ha preso decisioni tenendo conto, in primo luogo, dei cittadini anziché dei consensi politici. I serbi sono sopravvissuti in Kosovo e ora vivono principalmente grazie al sostegno del Governo serbo. Siamo fiduciosi di ottenere questo sostegno anche in futuro", ha dichiarato Stojanovic rilasciando un comunicato ai media.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Markovic: Poche cose possiamo fare per quanto riguarda la questione del Kosovo e Metohija</em><br /> <br /> Il vice presidente dell'SPS e storico, Predrag Markovic, ha dichiarato, sabato 29 luglio, che l'avvio del dialogo interno sul KiM dovrebbe essere l'inizio per assumere un atteggiamento sincero su questo tema ed ha sottolineato la necessità di spiegare cosa è possibile e permesso a fare, e cosa no. Secondo Markovic, la Serbia non ha mai cercato di vedere razionalmente le possibilità che si trovano dinanzi al Paese,  alcune delle quali sono molto amare, altre invece migliori. Questi ha affermato che è interessante l'atteggiamento del leader del Partito Socialdemocratico della Serbia, Rasim Ljajic, che la Serbia dovrebbe fare tutto il possibile tranne riconoscere formalmente il Kosovo nelle Nazioni Unite, stimando che il problema con l'UNESCO non può essere risolto semplicemente con l'inclusione del Kosovo in quest'organizzazione perché le autorità kosovare non sono in grado di proteggere le chiese serbe.<br /> <br /> <em>Popovic: Condurre il dialogo nel quadro della Costituzione e Risoluzione 1244</em><br /> <br /> "Il Partito popolare serbo è pronto a presentare una sua piattaforma di dialogo sul tema del Kosovo, che si basa su due principi fondamentali, vale a dire il rispetto della Costituzione della Serbia, secondo la quale il Kosovo è parte inalienabile della Serbia, ed ha una posizione di autonomia sostanziale, e il rispetto della Risoluzione 1244 delle Nazioni Unite, che garantisce la preservazione dell'integrità territoriale e la sovranità della Serbia", ha affermato il Ministro dell'Innovazione e dello Sviluppo tecnologico e presidente del Partito popolare serbo, Nenad Popovic aggiungendo che sostiene fortemente l'iniziativa del dialogo interno sul Kosovo, lanciata dal Presidente della Serbia, Aleksandar Vucic. Popovic ha affermato che, oltre al dialogo interno, è importante lanciare un "dialogo internazionale più ampio sul tema del Kosovo". <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Elena Guskova si esprime in merito all'invito di Vucic al dialogo interno sul Kosovo</em><br /> <br /> L'esperto russo sui Balcani, storico e membro straniero dell'Accademia serba delle scienze e delle arti (SANU), Elena Guskova, ritiene che l'invito al dialogo circa il Kosovo "sia giunto molto tardi", e prevede che la Serbia non sarà mai ammessa nell'Unione Europea (UE), ma che l'alleanza della NATO ha bisogno di Belgrado.<br /> <br /> "Vucic vuole essere realistico, come ha detto", ha stimato Guskova, aggiungendo che tutto ciò sembra che sia "una preparazione del pubblico verso il riconoscimento del Kosovo e l'espulsione del Kosovo e Metohija dal preambolo costituzionale, passando al pubblico serbo, alle organizzazioni sociali e politiche e ai partiti politici la responsabilità storica della rinuncia al Kosovo". Guskova è sicura che sia giunto il momento di risolvere la crisi del Kosovo ed ha ricordato che anche il Governo di Boris Tadic ha iniziato a risolvere la questione del Kosovo. Secondo lei, il Governo che ha ereditato quello di Tadic ha avuto la possibilità di dire il primo giorno: "Mi dispiace, il precedente Governo ha fatto qualcosa con il Kosovo, che non rientra tra i nostri desideri o piani, pertanto ci fermeremo e non parleremo dell'indipendenza del Kosovo e Metohija tramite nessun negoziato". <br /> <br /> "Il nuovo Governo serbo, non solo non lo ha fatto, ma ha accettato i testi che Tadic non aveva firmato, ed ha completato i negoziati mettendo le sue firme e ottenendo una base giuridica", ha spiegato Guskova. Quest'ultima ha affermato che di recente è stata a Kosovska Mitrovica, dove ha visto che il popolo è preoccupato perché "Belgrado lo ha lasciato da solo in balia delle autorità del Kosovo".<br /> <br /> "Mi sembra che il dialogo arrivi in ritardo", ha ribadito Guskova, la quale ha stimato che ora tutto sembra suggerire che Vucic voglia dire: "Ho chiesto il dialogo, ma voi non l'avete voluto, e adesso qualcun altro, America, Europa o Nazioni Unite (ONU), prenderà una decisione al posto nostro".<br /><br /> Secondo Guskova il congelamento del conflitto serbo-albanese è più utile agli interessi della Serbia e non crede che "alcuni partiti politici possano raggiungere un consenso all'interno del dialogo annunciato", perché ciò è "ormai impossibile".<br /> <br /> "Il presente Governo ha continuato a ripetere gli errori di quello precedente. Ha fatto tanti errori verso il Kosovo e Metohija, ed adesso è troppo tardi per chiedere al popolo una nuova soluzione", ha stimato Guskova. Questa ha ricordato che la presente iniziativa del Presidente della Serbia ha avuto luogo dopo la sua visita negli Stati Uniti (USA), ed ha annunciato che "non appena verrà riconosciuta l'indipendenza del Kosovo, gli albanesi nella Fyrom-Macedonia continueranno il loro cammino".<br /> <br /> Alla domanda se la Russia ha forse qualche piano, proposta o soluzione, Guskova ha risposto dicendo che se la Serbia chiederà un parere alle autorità russe  Mosca dirà comunicherà quella che, a suo avviso, risulta la soluzione migliore. "La Russia ha sempre sostenuto che il Kosovo è un territorio della Serbia e Belgrado adesso è responsabile di tutto ciò che fa con quel territorio", ha riferito Guskova. "La Russia è sempre stata contro l'indipendenza del Kosovo e Metohija, ma ha comunicato al Governo serbo che se deciderà di riconoscere l'indipendenza del Kosovo, allora lo accetterà", ha riferito Guskova.<br /> <br /> Questa ha inoltre aggiunto che la Russia non vede, da parte di Belgrado, nessuna strategia dove Mosca svolge un ruolo chiave, aggiungendo che finora c'è solo un bilanciamento tra Occidente, Washington, NATO, UE e Russia. "Tuttavia, la nostra previsione è che l'attuale Governo della Serbia opterà per il percorso verso l'UE e la NATO più rapidamente del previsto", ha affermato Guskova, aggiungendo che il Governo russo è ora a conoscenza di ciò.<br /> <br /> Alla domanda circa lo status del Centro umanitario russo a Nis, Guskova ha risposto che i documenti per il presente Centro sono stati preparati molto tempo fa, ma che la parte serba per diversi anni non li ha firmati. "Tuttavia, presso la base militare serba Jug (Sud) ci sono le truppe della NATO, quindi mi sembra che il divieto di firmare i documenti per il Centro russo di Nis non provenga da Belgrado, ma da Washington e dalla NATO", ha detto Guskova.<br /> <br /> Alla domanda di commentare la consegna delle attrezzature militari dalla Russia alla Serbia, Guskova ha risposto che la Serbia "ha contratti paralleli militari con i membri della NATO, anche per quanto riguarda la fornitura di alcune auto militari, carri armati e così via".<br /> <br /> "Questo bilanciamento dipende principalmente dalla Serbia, e non dalla parte russa. La parte russa è in grado di fornire le armi concordate in un mese", ha concluso Guskova.<a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />

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24
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Aziende
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