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NOTIZIE · OI-340547 · 28/06/2017 15:30:39 · 3280 g fa3 min lettura
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Stringere accordo con la Russia come quello con la NATO

DiOsservatorio ItalianoSommario

Belgrado - Il presidente del DS, Dragan Sutanovac, ha suggerito di stringere, se è necessario, un accordo con la Russia come l'accordo SOFA con la NATO, permettendo così alle truppe russe di passare attraverso la Serbia. Sutanovac ha affermato, in una…

Belgrado - Il presidente del DS, Dragan Sutanovac, ha suggerito di stringere, se è necessario, un accordo con la Russia come l'accordo SOFA con la NATO, permettendo così alle truppe russe di passare attraverso la Serbia. Sutanovac ha affermato, in una dichiarazione scritta, che l'accordo identico a quello SOFA con la NATO consentirebbe ai soldati russi le medesime opportunità di transito attraverso la Serbia di cui godono i soldati della NATO i quali, quando hanno un motivo valido e il permesso del Governo serbo che, accompagnati dalle autorità serbe, attraversano il territorio serbo.<br /> <br /> Questi ha aggiunto che, dato che il Centro russo a Nis è di carattere umanitario, in quanto tale, dovrebbe avere uno status. "Non è necessario assegnare al Centro umanitario alcun tipo di immunità e quindi lo status extraterritoriale", ha spiegato Sutanovac. Questi ha ricordato che il Ministro della Difesa, Nebojsa Rodic, ha firmato nel 2014, durante il mandato di Ivica Dacic come Primo Ministro, l'accordo SOFA con la NATO, e che la maggioranza parlamentare SNS-SPS lo ha ratificato nel Parlamento serbo. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Dacic: Centro a Nis sarà chiuso solo ad una condizione</em><br /> <br /> Il facente funzione di Primo Ministro della Serbia, Ivica Dacic, ha stimato che il Centro umanitario serbo-russo a Nis non può sopravvivere se non sarà risolto il suo status. Questi ha dichiarato che il presente centro non può sopravvivere con lo status irrisolto, ed ha ricordato che è previsto che la Russia stanzi 40 milioni di dollari per il suo lavoro facendo notare che finora sono stati spesi 20 milioni per spegnere gli incendi, placare le inondazioni e tutto il resto. Dacic ha esortato i rappresentanti dell'ex Governo, ovvero dell'attuale leader dell'opposizione Partito Democratico (DS) Dragan Sutanovac e l'ex presidente della Serbia nonché attuale leader del Partito socialdemocratico, Boris Tadic, dicendo che questi soffrono di amnesia. Dacic ha ricordato che l'accordo sulla creazione del Centro di Nis è stato firmato con Sergey Shoigu in presenza dell'allora Presidente della Serbia, Boris Tadic. Dacic ha anche ricordato che il centro ha ottenuto il nome di Centro umanitario serbo-russo e che Sutanovac, che in quel periodo era il Ministro della Difesa, ha dato personalmente il permesso ai russi di visitare la caserma di Nis e prenderla come sede del presente centro. Dacic ha inoltre aggiunto che l'ex Presidente della Serbia, Boris Tadic, ha anche firmato con l'allora Segretario di Stato degli USA, Condoleezza Rice, l'accordo sullo status delle forze armate degli USA in Serbia.  "Coloro che si oppongono a questo, per quanto riguarda la Russia, devono rispondere alla domanda perché in un caso ciò è possibile e nell'altro no", ha concluso Dacic.<a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Mosca non costringe Belgrado a scegliere tra Russia e Occidente</em><br /> <br /> "Mosca non ha mai costretto Belgrado a scegliere tra la Russia e l'Occidente", ha affermato il deputato della Duma russa, Sergei Zheleznyak, aggiungendo che la posizione geopolitica della Serbia è tale che per quest'ultima è importante garantire l'equilibrio delle relazioni tradizionali con la Russia ed i legami utili con l'Occidente. "Assegnare lo status ai nostri soccorritori, come quello di cui godono i soldati della NATO, rappresenta il rispetto verso lo status di soccorritori, la loro protezione giuridica e operativa in caso delle situazioni di emergenza", Zheleznyak ha spiegato il motivo per cui è necessario che il personale del Centro umanitario russo a Nis ottenga lo status diplomatico.<a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />

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Aziende
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