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Pristina - Un'operazione serbo-russa per danneggiare le elezioni - è quanto hanno riferito ai media gli organi della sicurezza del Kosovo a seguito della scoperta di un piano serbo-russo volto a danneggiare il processo elettorale dell'11 giugno. L'obiettivo…
Pristina - Un'operazione serbo-russa per danneggiare le elezioni - è quanto hanno riferito ai media gli organi della sicurezza del Kosovo a seguito della scoperta di un piano serbo-russo volto a danneggiare il processo elettorale dell'11 giugno. L'obiettivo di quest'operazione era l'attribuzione della colpa agli albanesi per un omicidio messo in scena nel nord del Paese. Secondo i dati, in realtà l'operazione ha avuto inizio alcuni giorni dopo l'annuncio delle elezioni, nello specifico il 22 maggio di quest'anno ed almeno un ufficiale russo addetto allo spionaggio ha perso la vita in un attentato nei pressi del valico di frontiera a Jarinje, a circa 4-5 chilometri dal territorio della Serbia. Stando alle prime ricostruzioni il funzionario russo lavorava presso il "Centro Umanitario Russo-Serbo" a Nis, conosciuto dall'Occidente come centro di spionaggio. In merito a questo, un portale pro-russo nel nord del Paese ha realizzato una conversazione telefonica con l'ambasciata russa a Belgrado ma come mostra la registrazione, il diplomatico russo ha evitato di rispondere. <br /><br /> Stranamente l'accaduto è stato presto dimenticato e non vi è stata alcuna reazione ufficiale da nessun organo. Questo conferma il fatto che l'operazione sia avvenuta in segreto. Secondo i dati, come riferiscono i media in Kosovo, l'intero accaduto avrebbe potuto verificarsi considerando l'alto livello di segretezza del funzionario russo che è stato obiettivo dell'attacco di un gruppo criminale serbo nel nord. A capo di questo gruppo vi è Milan Radojcic, che allo stesso tempo è anche alto collaboratore dei servizi serbi della sicurezza per i comuni settentrionali del Kosovo. Dopo l'omicidio del funzionario russo, i servizi di Serbia e Russia, hanno convenuto di utilizzare il cadavere per l'11 giugno nel nord del Paese. In questo modo i due rispettivi Paesi avrebbero accusato gli albanesi, nello specifico le istituzioni della Repubblica del Kosovo al fine di screditare gravemente il processo elettorale. L'operazione avrebbe avuto luogo in caso di scontentezza circa il risultato elettorale del partito serbo, Lista Serba. Di conseguenza, la situazione nel nord avrebbe subito un'escalation e l'intero processo in questa Regione sarebbe fallito. <br /><br /> Gli organi della sicurezza della Repubblica del Kosovo, anche in precedenza, hanno ottenuto informazioni stando alle quali la Federazione Russa è interessata ad intervenire nel processo elettorale in Kosovo, così come si è fatto con il Montenegro nel mese di ottobre dello scorso anno, quando l'obiettivo era l'omicidio dell'ex Premier montenegrino, Milo Dukanovic. Come è risaputo, la priorità dei servizi di intelligenze russa, nel corso degli ultimi anni, è stato il coinvolgimento nelle elezioni, in gran parte dei Paesi europei, specialmente nei Balcani Occidentali. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /><br /> <br /><br /> Polizia nega presenza di membri della gendarmeria serba e spie della BIA a nord<br /><br /> Oltre 50 membri della gendarmeria serba, cosi come spie dell'Agenzia Informativa e di Sicurezza della Serbia (BIA), hanno fatto il loro ingresso dalla Serbia sul territorio del Kosovo settentrionale, nel corso degli ultimi due giorni. Questo è quanto hanno riferito le fonti di KosovaPress, a detta delle quali nella loro compagnia ci sono anche altre strutture e persone legate alla criminalità, che sono soggetti agli ordini del boss di "underground" Zvonko Veselinovic, che si sono mobilitati in quella parte per la vittoria della Lista Serba e dei loro candidati durante le elezioni. <br /><br /> A detta delle fonti questi membri della gendarmeria vestono pantaloni neri con i simboli della Repubblica della Serbia nonché delle magliette nere. Gli stessi sono stati visti il giorno delle elezioni, nei pressi dei centri di votazione ma anche nel blocco degli studenti nr.5 e l'albergo ''Gray'' a nord di Mitrovica. Ricordiamo che le informazioni non sono state confermate dalla Polizia a nord del Paese. Secondo il vice comandante della Polizia, Besim Hoti, quest'ultima non dispone di alcuna informazione in merito alla presenza di certa gente nel Paese. <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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