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Sarajevo - I direttori politici del Consiglio amministrativo per l'attuazione della pace in Bosnia-Erzegovina, PIC, hanno concluso che ancora non sono state compiute le condizioni per la chiusura dell'OHR, ha dichiarato a Sarajevo l'Alto Rappresentante per…
Sarajevo - I direttori politici del Consiglio amministrativo per l'attuazione della pace in Bosnia-Erzegovina, PIC, hanno concluso che ancora non sono state compiute le condizioni per la chiusura dell'OHR, ha dichiarato a Sarajevo l'Alto Rappresentante per la BiH, Valentin Inzko, l'8 giugno per Glas Srpske. Inzko, parlando con i giornalisti ha informato dei dettagli dopo la sessione di due giorni del PIC spiegando che ancora non sono stati compiuti ''cinque plus due'' condizioni per chiudere l'OHR, e che una condizione è la registrazione dei beni militari. La seconda condizione sarebbe il voto positivo in merito alla situazione politica in BiH, basata sulla piena soddisfazione dell'Accordo di pace di Dayton. Inzko ha spiegato che nel corso della riunione del PIC si è parlato del futuro dell'OHR e dell'Alto Rappresentante. A suo dire comunque è stato adottato all'unanimità e anche altri Paesi che di solito non sono d'accordo con l'OHR, adesso non hanno chiesto la sua chiusura. Come esempio è stato preso Cipro, che è membro dell'UE, dove sono presenti da circa 50 anni e non bisogna essere nervosi per la presenza dei rappresentanti della comunità internazionale in BiH. I direttori politici, secondo Inzko, sono delusi per quanto riguarda la realizzazione delle riforme in BiH ed hanno invitato l'autorità a lavorare al miglioramento della stabilità politica, come anche delle integrazioni legate all'UE e all'FMI, dove hanno preso obblighi che non sono stati realizzati.<br /> <br /> Secondo l'Alto Rappresentante si è parlato anche di terrorismo, comunicando che dalla BiH si sono recati nei campi di guerra, prima di tutto in Siria, almeno 200 cittadini della BiH, di cui 40 sono stati arrestati, 22 condannati, e 120 sono sotto sorveglianza. Nel corso dell'incontro è stata espressa la frustrazione per la partenza di giovani dalla BIH, dicendo che solo negli ultimi tre anni dalla BiH se ne sono andati più di 100.000 giovani in Germania e in altri Paesi. <br /> <br /> Inzko ha riferito che la decisione della Corte europea per i diritti umani nel caso Sejdic e Finci è ritornata, di nuovo, all'attenzione del pubblico ed è sempre più attuale nell'ultimo periodo precisando che la soluzione è nelle mani dei leader locali. Nel corso della riunione è stata anche espressa la preoccupazione per la situazione dello stato di diritto, della corruzione e del patrocinio politico.<br /><br /> Per quanto riguarda Mostar, esiste l'impressione che la situazione sia divisa tra i due partiti che sono al potere. Secondo il vice di Inzko, Bruce Berton nel corso della riunione si è parlato delle modifiche della Legge elettorale della BiH. Perciò il messaggio dalla riunione è stato chiaro: le elezioni del 2018 devono essere attuate come previsto e i risultati applicati. Ogni scenario che ostruisce l'attuazione delle elezioni sarebbe inaccettabile per la comunità internazionale. Commentando i media, c'è un piccolo spazio in BiH per la relazione obiettiva.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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