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Belgrado - I partecipanti alla protesta "Contro la dittatura" si sono riuniti, nella serata di sabato 6 maggio, in piccolo numero, davanti all'Assemblea Nazionale a Belgrado. Questi non hanno fatto una passeggiata, mentre Jelena Anasonovic e Marko Ilincin…
Belgrado - I partecipanti alla protesta "Contro la dittatura" si sono riuniti, nella serata di sabato 6 maggio, in piccolo numero, davanti all'Assemblea Nazionale a Belgrado. Questi non hanno fatto una passeggiata, mentre Jelena Anasonovic e Marko Ilincin hanno rilasciato una dichiarazione a nome del gruppo "Contro la dittatura", con cui hanno annunciato che le proteste in futuro si terranno una volta alla settimana, a partire da venerdì 12 maggio. Ilincic, ha affermato per l'agenzia stampa Tanjug che si è giunti alla conclusione che è meglio fermare le proteste quotidiane e organizzare una volta alla settimana gli incontri tematici che vedrebbero la partecipazione di noti personaggi della vita pubblica e culturale. Ilincic ha affermato che è meglio fare una pausa, al fine di recuperare energie e la prossima riunione dovrebbe tenersi venerdì, 12 maggio. Questi ha sottolineato che, a seconda delle mosse del Governo, i partecipanti alle proteste "Contro la dittatura" pianificheranno ulteriori azioni.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>La divisione all'interno del gruppo "contro la dittatura"</em><br /> <br /> Il gruppo "Contro la dittatura" ha comunicato via e-mail che si è verificata la scissione all'interno del gruppo, e per quanto riguarda le proprie richieste, il gruppo continuerà a lavorare con un team di esperti, ha riferito, giovedì 4 maggio, la stampa serba.<br /> <br /> "Le tensioni tra le due fazioni, quelli che volevano protestare, in primo luogo, contro il sistema che permette la dittatura e coloro che vorrebbero provare a utilizzare l'influenza nella sfera socio-economica, sono culminate durante un incontro in cui, con i voti di maggioranza, è stata sostenuta la posizione di continuare, in primo luogo, la lotta contro la dittatura ", come riporta un'email inviata ai media. Il presente gruppo ritiene che "la chiave del successo stia nel collegamento di tutte le organizzazioni e le istituzioni, che non vogliono collaborare con la dittatura e lottare insieme per la sopravvivenza della democrazia". <br /> <br /> "Non abbiamo intenzione di sostenere nessun politico o partito politico, perché questo movimento è diretto verso il sistema e non verso gli individui della classe politica. Lavoriamo con un team di esperti in merito alle richieste. L'obiettivo finale è la realizzazione delle stesse al fine di evitare che il potere finisca nelle mani di un solo uomo. Ma molto più importante è la stessa lotta per il loro adempimento, che dovrebbe abbattere il mito di un tale regime e la sua ideologia e attirare l'attenzione sulle condizioni reali nonché i bisogni. Noi non ci arrendiamo!", si afferma nell'e-mail del gruppo "Contro la dittatura".<a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Gli organizzatori informali ed i partecipanti alla protesta "Contro la dittatura" sono divisi in tre frazioni, che si differenziano l'uno dall'altro in relazione alle proteste quotidiane, alla collaborazione con l'opposizione e alle richieste. Ma, all'interno del gruppo ci sono differenze circa le opinioni sulla dinamica della protesta, ovvero sulle costanti passeggiate e sulla cooperazione con i partiti. Una frazione si chiama "Contro la dittatura" (Protiv diktature), la seconda "Sette richieste" (Sedam zahteva) e la terza "Cultura contro la dittatura" (Kulturom protiv diktature).<br /> <br /> Secondo le informazioni del quotidiano serbo Danas, la frazione "Contro la dittatura" è composta principalmente da quei primi organizzatori informali della protesta che stanno continuando a camminare senza interruzioni. La frazione, "Cultura contro la dittatura" è composta principalmente dagli studenti della Facoltà di Arte Drammatica, che si sono separati dal gruppo originale perché non erano soddisfatti del modo in cui la protesta è stata organizzata e condotta. La frazione "Sette richieste" è composta principalmente dagli studenti dell'orientamento prevalentemente di sinistra e punti di vista sui fenomeni sociali e politici, ed ha detto che continuerà a collaborare con tutte le organizzazioni e gli individui il cui scopo è quello di cambiare il percorso che la società serba sta seguendo.<a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Tadic: I manifestanti contro la dittatura dovrebbero collegarsi ai partiti politici</em><br /> <br /> Il presidente del Partito socialdemocratico (SDS), Boris Tadic, ha affermato, giovedì 4 maggio, che i partecipanti alla protesta "Contro la dittatura", che ha iniziato un mese fa, dopo le elezioni presidenziali in Serbia, dovrebbero accettare il ruolo dei partiti politici e connettersi con loro.<br /> <br /> "Se non vogliono entrare in contatto con i leader dei partiti, per le loro ragioni che non hanno nemmeno bisogno di spiegare, è necessario che i manifestanti si colleghino con gli omologhi delle strutture giovanili dei partiti politici da alcuni dipartimenti che hanno qualcosa da dire su questioni di protesta, tra le altre cose, con persone che in futuro saranno i leader dei partiti politici", ha riferito il presidente dell'SDS aggiungendo che non è possibile organizzare una società democratica senza i partiti politici. "E' necessario riformare i partiti politici, portare nuovi leader e idee nuove. Questo è l'unico modo affinché le proteste abbiano significato ed effetto, in caso contrario il Governo schiaccerà questa protesta", ha affermato Tadic all'agenzia di stampa Beta.<a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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