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Parigi - La disputa tra Total e Sonatrach sarebbe risolta, secondo il quotidiano francese Le Monde, in seguito alla decisione del gruppo energetico francese di abbandonare la richiesta di arbitrato che aveva presentato contro "l'imposta sui profitti…
Parigi - La disputa tra Total e Sonatrach sarebbe risolta, secondo il quotidiano francese Le Monde, in seguito alla decisione del gruppo energetico francese di abbandonare la richiesta di arbitrato che aveva presentato contro "l'imposta sui profitti eccezionali" che aveva implementato la parte algerina. Total sosteneva, come ricorda Le Monde, un risarcimento di diverse centinaia di milioni di euro, ma Sonatrach ha subito reagito ed ha accusato la società francese di non aver rispettato i suoi impegni sullo sviluppo del deposito Ahnet, ed ha avvisato il tribunale arbitrale di Ginevra in questo senso. Sonatrach ha avuto, inoltre, successo nell'arbitrato contro la Repsol Exploracion Argelia S. A., Samsung C & T Corporation e SK Innovation Co Ltd. La Corte ha, infatti, convalidato gli argomenti della Sonatrach per quanto riguarda la divisione della produzione ed ha interamente respinto le domande delle aziende sull'imposta sui profitti eccezionali (TPE). Dal lato francese, stando a quanto aggiunto dal giornale francese, l'amministratore delegato della Total ha deciso di presentare al Primo Ministro algerino, Abdelmalek Sellal, una soluzione amichevole, mentre il riavvicinamento tra le due società è stato poi facile in base al piano politico stabilito durante la visita del Primo Ministro francese, Bernard Cazeneuve, in Algeria e ha portato ad un accordo globale. In base all'accordo, i due gruppi rinunceranno alle azioni legali intraprese e Total continuerà ad operare presso il suo unico deposito algerino, il Tin Fouye Tabankort al di là del contratto in corso, che si concluderà nel 2019. Un nuovo quadro è anche stato negoziato per l'esplorazione a metà del 2018 per il deposito di gas Timimoun, un nuovo progetto upstream, il cui esatto contenuto non è stato ancora divulgato ed è anche in fase di preparazione, secondo il quotidiano francese Le Monde.<br />
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