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NOTIZIE · OI-339274 · 06/04/2017 13:25:32 · 3362 g fa6 min lettura
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Terzo giorno di proteste in Serbia, messaggi dalla Russia

DiOsservatorio ItalianoSommario

Belgrado - Circa un migliaio di studenti e per lo più giovani si sono riuniti, mercoledì 5 aprile, nel centro di Novi Sad, dove hanno accusato il Governo di cercare di provocare incidenti ed hanno chiesto il completo cambiamento di governo e la convocazione…

Belgrado - Circa un migliaio di studenti e per lo più giovani si sono riuniti, mercoledì 5 aprile, nel centro di Novi Sad, dove hanno accusato il Governo di cercare di provocare incidenti ed hanno chiesto il completo cambiamento di governo e la convocazione di elezioni eque e libere. "Prendiamo le distanze dagli incidenti. Dietro di loro ci sono persone infiltrate da parte delle autorità ", hanno detto i manifestanti all'inizio della riunione aggiungendo che non vogliono andare via dalla Serbia, ma vogliono rimanerci e vivere normalmente. Le proteste sono proseguite anche in altre città serbe.<br /> <br /> Dopo due giorni di manifestazioni, i partecipanti alle stesse - gli studenti di Novi Sad, seguaci della pagina di Facebook "Contro la dittatura", ed i loro colleghi da Belgrado, hanno cercato di concordare le richieste che otterrebbero il sostegno di tutti. Così, sulla pagina dFacebook di Novi Sad è apparso il testo delle richieste, proposto anche ai partecipanti alle proteste da Belgrado e da Subotica. Tra le richieste vi sono la sostituzione dei membri della Commissione elettorale della Repubblica (RIK) a causa del mancato rispetto della decisione della Corte costituzionale, la destituzione dei membri del Consiglio dell'Organismo di regolamentazione per i media elettronici (REM) a causa della mancata reazione, come sostengono, a centinaia di violazioni e denunce, nonché la destituzione di Maja Gojkovic a causa del blocco dell'Assemblea nazionale. I partecipanti alle proteste richiedono anche il licenziamento del redattore del programma notiziario della RTS, a causa della "trasmissione di regime e rappresentanza disuguale dei candidati". <br /> <br /> Se le richieste non verranno soddisfatte, come indicato sulla pagina Facebook "Contro la dittatura", essi richiederebbero le elezioni parlamentari anticipate e le proteste continueranno fino all'adempimento alle richieste.<br /> <br /> "Queste sono le proposte degli studenti dell'università di Novi Sad, che hanno anche ottenuto il sostegno degli studenti dell'università di Belgrado, i quali hanno aggiunto due nuove richieste: la revisione delle liste elettorali e il voto elettronico", riferiscono i media serbi. Il Movimento degli studenti di Novi Sad ha sostenuto quelle richieste e ne ha aggiunta una sua - "un completo cambiamento di Governo" esortando il sindacato dell'esercito e della polizia come anche i lavoratori della società Gosa ad unirsi a loro nella protesta.  I partecipanti alle proteste recavano dei cartelloni come i giorni precedenti e scandivano "Ladri, ladri!", "Avete rubato le elezioni!", "Ab, ab, ab!". <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Il portale Informer ha riferito che i partecipanti "alle proteste spontanee degli studenti", che si sono tenute per il terzo giorno consecutivo a Belgrado e in altre città della Serbia, hanno scritto scandalosi graffiti destinati ad Aleksandar Vucic. I vandali che si presentano come accademici, ovviamente accecati dall'odio verso il neoeletto presidente della Serbia, hanno scritto ''Vucic a morte'', ''Vulin a morte'' - riferisce Informer.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> La pagina Facebook "Contro la dittatura" ha pubblicato un comunicato dicendo che dietro le proteste non vi sta nessuna organizzazione, ma questa è la manifestazione delle persone insoddisfatte delle condizioni di vita.<a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> La Russia si esprime in merito alle proteste post-elettorali in Serbia<br /> <br /> Il portavoce del Ministero degli Affari Esteri della Russia, Maria Zakharova, ha dichiarato che nessuno degli osservatori delle elezioni presidenziali in Serbia ha rivelato le irregolarità nel corso del voto ed ha espresso la speranza che tutti i partiti politici mostrino la responsabilità, al fine di evitare la destabilizzazione della situazione nel Paese. Maria Zakharova ha affermato che Mosca ha prestato attenzione alle proteste in diverse città della Serbia nel tentativo di mettere in discussione i risultati delle elezioni presidenziali. La stessa ha inoltre aggiunto che Mosca ritiene che "la Serbia democratica e amichevole" ha tutte le caratteristiche necessarie per la realizzazione dei diritti civili, compresa la libertà di parola e di riunione. "E' importante che tutti i problemi vengano risolti esclusivamente nel rispetto della legge. Speriamo che tutte le forze politiche del Paese mostrino un approccio responsabile e non permettano la destabilizzazione della situazione in Serbia", ha riferito Zakharova. <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> George Soros finanzia le proteste in Serbia<br /> <br /> Il portale Informer.rs scrive, mercoledì 5 aprile, che il miliardario americano George Soros, finanziere delle cosiddette rivoluzioni colorate, l'uomo dietro le guerre in Libia, Siria, Ucraina, e l'ultima crisi nella Fyrom-Macedonia, ha ordinato ai suoi mercenari in Serbia di provocare, a tutti i costi,  il caos a Belgrado e in altre grandi città. Secondo lo stesso portale, Soros ha stanziato diverse decine di milioni di euro per il finanziamento di una "rivoluzione spontanea". <br /> <br /> "Le potenze occidentali cercheranno di eseguire una precoce delegittimazione del processo elettorale e quindi sfidare il risultato del Primo Ministro Aleksandar Vucic. A prescindere dall'esito delle elezioni e da eventuali accadimenti il giorno delle stesse, ci sarà un furto e le elezioni verranno decretate ingiuste mentre le proteste saranno realizzate soprattutto dagli studenti, incoraggiati precedentemente dai loro professori, persone che hanno ricoperto il ruolo di mercenari del Fondo di Soros per una società aperta. Lo scopo della protesta è quello di provocare la risposta eccessiva della Polizia, che poi sarà utilizzata nella propaganda come prova di repressione antidemocratica e la dittatura", si afferma letteralmente nella lettera dei servizi segreti russi che quest'ultimi hanno mandato ai colleghi serbi, insieme con una lista di 54 sostenitori di Soros, i quali sono direttamente coinvolti nel tentativo di incitare il caos in Serbia.<br /> <br /> Questa è l'essenza dell'avvertimento che il servizio di intelligence russo ha inviato, alla fine della scorsa settimana, agli agenti di sicurezza della Serbia, cioè prima delle elezioni presidenziali. Solo due giorni dopo le elezioni, "le proteste spontanee dei giovani" sono iniziate a Belgrado e in altre grandi città serbe, secondo lo scenario preannunciato dalla lettera di intelligence russa.<br /> <br /> Vladimir Djukanovic, membro della Commissione parlamentare per il controllo dei servizi di sicurezza, ha affermato che i centri di potere occidentali da tempo stanno preparando sanguinosi conflitti in Serbia. "E' impossibile che le "proteste spontanee" vengano organizzate improvvisamente in 15 città. Secondo lo scenario, il caos si sarebbe dovuto verificare la notte delle elezioni... Se Vucic avesse ottenuto il 51% delle preferenze, subito sarebbero state colpite le istituzioni, un nuovo 5 ottobre. Tutto ciò che vediamo è sincronizzato e controllato da un unico servizio di Londra" ha affermato Djukanovic.<a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Vucic: Le proteste sono un vero segno di democrazia<br /> <br /> Il Primo Ministro e neo-eletto Presidente, Aleksandar Vucic, ha dichiarato che le proteste in diverse città della Serbia sono "un segno di democrazia". "Ci sono sempre persone che non sono soddisfate dei risultati delle elezioni. Si tratta di un processo democratico. Nessuno ha intervenuto, li abbiamo permesso di protestare. Questo è un vero e proprio segno di democrazia", ha detto Vucic, aggiungendo di essere molto orgoglioso.<a href="#footnote-9" id="footnote-marker-9-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />

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Strumenti del dispaccio
Entità
22
menzionate
Persone
5
menzionate
Aziende
1
menzionate
◉ Geografia della notizia · 6 paesi coinvolti
Altri luoghi citati (non mappati): Repubblica di Macedonia · Novi Sad · Belgrado · Mosca · Subotica · Londra
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