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Belgrado - La "Protesta contro la dittatura" che i cittadini stanno utilizzando per esprimere la propria insoddisfazione a causa della vittoria di Aleksandar Vuci alle elezioni presidenziali, tenutesi domenica 2 aprile, è stata organizzata anche martedì, 4…
Belgrado - La "Protesta contro la dittatura" che i cittadini stanno utilizzando per esprimere la propria insoddisfazione a causa della vittoria di Aleksandar Vuci alle elezioni presidenziali, tenutesi domenica 2 aprile, è stata organizzata anche martedì, 4 aprile, in diverse città della Serbia e a Belgrado ha avuto una durata di circa 4 ore. Le proteste sono state organizzate tramite Facebook, non è noto chi è l'organizzatore e nessuno finora si è rivolto al pubblico ufficialmente in alcuna città. La protesta a Belgrado ha avuto inizio davanti all'Assemblea Nazionale ed è giunta al termine verso le ore 22.00. I manifestanti hanno scandito "Ab, ab, ab!", "Ladri, ladri!" e "Vucic - Vulin!", "Noi vogliamo i panini!". Anche i batteristi hanno seguito la protesta, ed i manifestanti portavano striscioni con su scritto "Sei pazzo!", "Contro anormale!", "Basta menzogne"", "Ladro, hai rubato le elezioni!", "Diavolo". I giovani si sono riuniti a Nis, Novi Sad, Zrenjanin, Novi Pazar, Kragujevac, Subotica, Kraljevo, Bor, Leskovac, Vranje e Cacak. Durante la manifestazione non sono stati mostrati i simboli dei partiti politici.<br /> <br /> L'agenzia di stampa serba Tanjug riferisce che Gioventù democratica di Cacak (Demokratska omladina Cacka) ha organizzato, tramite Facebook, le proteste a Cacak. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> Anche diverse decine di cittadini di Novi Pazar, per lo più studenti, si sono riuniti in occasione della prima "Manifestazione di protesta contro la dittatura", che è stata organizzata attraverso i social network, riferisce la radiostoplus.com. I manifestanti portavano i cartelli con lo slogan "Studiamo, non compriamo le lauree!", "Avete rubato tutto!", "Solo forte!", "Senza paura!" e scandivano "Ladri, ladri!". Tra i manifestanti di Novi Pazar vi erano: l'attore Rifat Rifatovic, nonché il deputato del Partito di Azione Democratica (SDA) del Sangiaccato Enis Imamovic, che alle elezioni presidenziali hanno sostenuto la candidatura di Sasa Jankovic alla funzione di Presidente della Serbia, riferisce, lunedì 4 aprile, il portale Radio Sto plus. Il portale Glas Pazara (Voce di Pazar), mezzo di comunicazione vicino al partito SDP, ha segnato il deputato dell'SDA Sangiaccato, Enis Imamovic, come il principale organizzatore della manifestazione di protesta nel centro di Novi Pazar.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Stefanovic: Le proteste contro i risultati delle elezioni sono di carrattere politico, dietro alle stesse si trov una parte dell'opposizione<br /> <br /> Il Ministro degli Interni della Serbia, Nebojsa Stefanovic, ha affermato, quest'oggi 5 aprile, che le proteste lungo le strade di diverse città della Serbia, a causa dell'insoddisfazione dei risultati delle elezioni, sono di carattere politico e le stesse sono state organizzate da coloro che hanno perso le ultime elezioni presidenziali. Questi ha sottolineato che non saranno intraprese le misure contro i manifestanti, che la Serbia è un Paese democratico e ognuno ha il diritto di esprimere la propria insoddisfazione e che nessuno vieterà le manifestazioni.<br /> <br /> Stefanovic ha ribadito che questa è una protesta politica contro la campagna elettorale pulita e il processo elettorale ed è chiaramente espressa la volontà dei cittadini. "Le proteste sono politiche a causa degli organizzatori e non sono verificate. Ciò non è legale, ma come avete potuto vedere, le proteste hanno visto la presenza minima della Polizia", ha affermato Srefanovic, specificando che gli organizzatori appaiono su Facebook, YouTube e altri social network, tra i quali vi sono Branko Miljus, dalle file del sede elettorale di Vuk Jeremic, Marko Zivkovic, figlio di Zoran Zivkovic, nonché Dobrica Veselinovic, Marko Aksentijevic, Djordje Vukadinovic, Bosko Obradovic, Nikola Sandulovic; una situazione analoga esiste a Leskovac, per esempio.<br /> <br /> "Questi tutti insieme, e Sasa Jnakovic e Vuk Jeremic, hanno organizzato le proteste. Solo che non appaiono in prima persona per non far sembrare che si tratti di una questione politica. Ma queste sono le persone del mondo della politica, come quelli di Kraljevo, Kragujevac, Leskovac.."ha affermato Stefanovic, aggiungendo che alle proteste hanno partecipato cittadini dalle sedi elettorali di Jeremic e Jankovic, le stesse persone che apparivano nei loro video.<br /> <br /> Alla domanda di commentare le scritture dei media secondo cui George Soros sta finanziando le proteste in Serbia perché vuole la guerra in questo Paese dei Balcani, Stefanovic ha risposto che non poteva commentare la scrittura dei media. Lo stesso ha inoltre definito che le proteste in corso non possono essere definite come la rivolta degli studenti, ma ha notato che le stesse hanno coinvolto anche gli studenti del primo, secondo e terzo anno di liceo, aggiungendo che resta ai genitori decidere se i loro figli dovrebbero partecipare.<a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> I politici che finora hanno sostenuto le proteste dei giovani contro il regime<br /> <br /> Molti politici, soprattutto dalle fila di opposizione, hanno sostenuto le proteste che hanno avuto luogo a Belgrado, Novi Sad e Nis. Tra loro ci sono gli ex candidati presidenziali Bosko Obradovic, Sasa Jankovic, "Nuova Serbia" (Nova Srbija) di Velimir Ilic, e Ljubisa Preletacevic Bijeli, che in seguito però, hanno preso le distanze da questo, dicendo che non vuole che gli venga imposto di "stare di fronte alla gioventù". Lo stesso ha scritto sulla sua pagina di Twitter "Saluto una protesta dignitosa, basta procedere piano!", mentre sulla pagina Facebook ha riferito che non poteva vietare a nessuno di partecipare alle proteste, ma teme che qualcuno possa sfruttare i giovani per i propri obiettivi politici.<br /> <br /> Bosko Obradovic, leader del movimento Dveri, ha ringraziato via Twitter, i partecipanti alle proteste, dicendo "Congratulazioni alla gioventù!", ed ha aggiunto che i partecipanti non devono permettere alcuna provocazione "né consentire alle agenzie straniere, le quali organizzano le rivoluzioni colorate, di assumere il controllo delle proteste".<br /> <br /> Il partito Nuova Serbia di Velimir Ilic ha dichiarato che supporta le proteste dei giovani, i quali, come affermato nella dichiarazione, hanno riconosciuto l'ingiustizia che è stata fatta nel processo elettorale verso tutti i candidati di opposizione, così come ai cittadini ai quali non è stato consentito di votare.<a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Sasa Jankovic ha affermato che comprende e sostiene le proteste pacifiche tenute in alcune città della Serbia. Lo stesso ritiene che sia vergognoso il modo in cui i media di regime mostrano i giovani ed i loro genitori e cittadini più anziani, chiamandoli teppisti, barboni, mercenari stranieri ed ha stimato che, a causa di questo atteggiamento verso i cittadini, le proteste stanno avvenendo.<a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Sergei Zheleznyak: Le proteste sono il tentativo di minare la sovranità della Serbia<br /> <br /> Il vice Segretario del partito di governo Russia Unita (RU), Sergei Zheleznyak, ha affermato che lo scopo delle proteste in Serbia è quello di minare la sovranità del Paese. Secondo Zheleznyak, le proteste tenute in diverse città in Serbia sono fabbricate e il loro scopo è quello di suscitare provocazioni. "Secondo lo scenario standard dei progetti politici 'colorati', gli eventi commissionati hanno lo scopo di indebolire il potere delle autorità legalmente elette che conducono una politica indipendente e destabilizzare la situazione nel Paese", ha affermato Zheleznyak. Lo stesso ritiene che la prova delle interferenze esterne negli affari interni della Serbia si trovano nell'assenza di un chiaro leader della protesta, nella mancanza di un motivo valido per uscire in strada, nonché nell'uso diffuso della tecnologia di Internet, attraverso la quale vengono coinvolti studenti, giovani e minorenni in quest'azione. <a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-9" id="footnote-marker-9-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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