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Podgorica - Se il Montenegro diventerà membro della NATO, quest'Alleanza militare non avrà più bisogno di Milo Djukanovic, ha valutato Sergei Zheleznyak, il membro del comitato della Duma russa per gli affari internazionali. L'ufficiale russo, partecipando…
Podgorica - Se il Montenegro diventerà membro della NATO, quest'Alleanza militare non avrà più bisogno di Milo Djukanovic, ha valutato Sergei Zheleznyak, il membro del comitato della Duma russa per gli affari internazionali. L'ufficiale russo, partecipando ad una trasmissione televisiva insieme a Vladislav Bojovic dalle fila del Fronte Democratico (DF) ed Aleksandar Rakovic dall'Istituto per la storia recente della Serbia, ha concluso che l'Occidente sta giocando con i processi politici e i conflitti nei Balcani e che la sua politica è molto pericolosa. Allo stesso tempo, Vladislav Bojovic ha affermato che il DF, in quanto la più forte alleanza di opposizione del Montenegro, continuerà a lottare con tutti i mezzi democratici contro l'adesione forzata del Montenegro a quest'organizzazione militare. Questi ha ricordato che il DF ha chiesto il referendum sull'adesione alla NATO, sottolineando che nel caso in cui l'adesione del Paese alla NATO sarà forzata, ogni prossima maggioranza parlamentare potrebbe annullare tale decisione ed avviare l'uscita del Montenegro da quell'organizzazione militare. Aleksandar Rakovic è d'accordo con Bojovic per quanto riguarda il fatto che il referendum è il modo migliore per prendere la decisione dell'adesione alla NATO, spiegando che ratificando il protocollo di adesione del Montenegro, diversi Paesi hanno effettivamente ratificato la violenza contro i cittadini del Montenegro, perché questi ovviamente non sono favorevoli all'adesione. Sergei Zheleznyak ha affermato che l'adesione del Montenegro alla NATO sarà un grosso problema per il Montenegro e per la NATO, ed ha aggiunto che la Russia è favorevole all'idea di indire il referendum per mostrare la volontà del popolo montenegrino.<br /> <br /> Il membro del comitato della Duma per gli affari internazionali ha notato che il Senato statunitense ha riconosciuto che voleva colpire la Russia approvando il protocollo di adesione del Montenegro, aggiungendo che in questa situazione il Montenegro sta diventando un ostaggio della NATO e che, dall'altra parte, l'alleanza potrebbe causare un collasso del Montenegro. Commentando le accuse del presunto coinvolgimento di Mosca nel tentato colpo di stato in Montenegro, Zheleznyak ha affermato che il regime di Milo Djukanovic ha inventato quest'assurdità per giustificare la propria repressione contro i suoi avversari politici del Montenegro. Questi ha spiegato che Djukanovic adesso sta cercando di ottenere la protezione dagli Stati Uniti, aggiungendo che l'Occidente ha un dossier contro Djukanovic e appena il Montenegro diventerà membro della NATO, non avrà più bisogno di Djukanovic e vorrà rompere tutti i legami con lui. Quindi, portando il Montenegro alla NATO, Djukanovic sta firmando un giudizio abbastanza duro su se stesso, ha concluso Zheleznyak.<br /> <br /> L'ufficiale russo ha affermato che l'attuale situazione in Montenegro sta lanciando la questione del rapporto dei Paesi dei Balcani verso la neutralità militare, ricordando che in tale contesto e stata avviata l'iniziativa denominata B4 che dovrebbe riunire i politici di diversi Paesi balcanici. Questi ha spiegato che la decisione della NATO di espandersi in Montenegro non è una decisione militare, ma politica, e che per tale motivo resta al popolo montenegrino da decidere se vuole accettare tale decisione o meno. Zheleznyak ha aggiunto che le autorità montenegrine, in realtà, vorrebbero che le truppe straniere le aiutino ad mascherare le loro attività di corruzione e contrabbando. <br /> <br /> Commentando la cooperazione tecnica militare della Serbia con la Russia, Zheleznyak ha affermato che il fatto che la Russia sta aiutando la Serbia a rafforzare il suo potenziale di difesa, non significa che quel Paese è interessato all'aumento dei conflitti, aggiungendo che la Serbia ben protetta diminuisce il rischio dello scoppio del conflitto nei Balcani.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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