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Tirana - Lo scandalo che ha visto coinvolta la società petrolifera, Bankers Petrolium è peggiorato ulteriormente. Un'altro report dell'Agenzia Nazionale delle Risorse Naturali (AKBN) ha dimostrato che la Bankers ha manipolato la documentazione per evitare il…
Tirana - Lo scandalo che ha visto coinvolta la società petrolifera, Bankers Petrolium è peggiorato ulteriormente. Un'altro report dell'Agenzia Nazionale delle Risorse Naturali (AKBN) ha dimostrato che la Bankers ha manipolato la documentazione per evitare il pagamento della tassa sul redditto anche per il 2012, usando lo stesso schema di evasione del 2011, anno per il quale le parti si affronteranno presso la Corte d'Arbitrato Internazionale. L'AKBN ha stimato che da un suo audit risulta che la Bankers Petrolium ha riferito solo perdite nei suoi bilanci per non pagare l'imposta sul redditto nel bilancio dello Stato albanese. Secondo l'AKBN ammontano a circa 130 milioni di dollari le spese gonfiate per il 2012 con cui è stata realizzata un'evasione di 30 milioni di dollari di tasse. Questo denaro, anziché finire nelle casse dello Stato albanese, sono finiti nelle tasche del concessionario Bankers Petrolium, dei dirigenti e dei suoi titolari. <br /><br /> Oltre all'anno 2011, l'importo che doveva pagare la Bankers allo Stato albanese è stimato intorno a 90 milioni di dollari, denaro con cui verranno risarciti i danni subiti dai residenti della Zharrza, che dicono che la Bankers ha distrutto le case e l'intera zona, rendendo la vita impossibile. Gli esperti dell'AKBN hanno stimato che per quest'inganno (truffa) la Bankers ha condotto i lavori con società terze senza attuare le procedure di appalto, ma solo mediante una procura diretta, violando il contratto. In questo modo, la Bankers, secondo il report di AKBN, ha gonfiato le fatture delle spese in modo fittizio. Contattato dalla televisione "Klan", la Bankers ha contestato le pretese dell'autorità statale, affermando che è in attesa della decisione dall'arbitrato internazionale per il 2011. Ma l'AKBN sospetta che questo schema sia stato usato per 11 anni di fila e l'importo che la Bankers Petrolium avrebbe dovuto pagare allo Stato albanese ammonta a centinaia di milioni di dollari. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /><br /> <br /><br /> La controversia nell'arbitrato internazionale<br /><br /> Lo Stato albanese impugnerà presso la Corte d'Arbitrato Internazionale 247 milioni di dollari di spese che non riconosce alla Bankers Petrolium per il 2011. Il report elaborato dall'Agenzia Nazionale delle Risorse Naturali, stabilisce che la Bankers deve versare nel bilancio dello Stato 60 milioni di dollari di imposta sul redditto, dato che attraverso la truffa ha dichiarato spese gonfiate violando il contratto con l'Albania. Il contratto vincola il concessionario di uno dei più grandi giacimenti di petrolio in Europa a pagare il 50% dell'imposta sul redditto al bilancio di Stato, ma da 11 anni i titolari canadesi ed oggi cinesi, dichiarano perdite. Tuttavia questo non risulta dalle scoperte dell'AKBN e la Direzione delle Tasse. Secondo loro, la Bankers ha nascosto i profitti per evitare le tasse. La frode è stata realizzata attraverso gli investimenti ed anche in questo caso è stato violato il contratto. Ogni spesa che supera il valore di 2 milioni di dollari deve essere realizzata attraverso l'appalto, si cita sul contratto di concessione. Ma la Bankers non ha agito in questo modo in otto casi, e con 8 aziende solo nel corso di un anno. Per la costruzione dei pozzi, la Bankers ha speso 114 milioni di dollari con una procurazione diretta (senza gara). Le due aziende che hanno ottenuto i lavori maggiori sono i canadesi della "Simmons" e gli albanesi della "Albstar". Sul report si cita che, sebbene siano 1.951 le aziende di costruzione di cui 111 solo nell'area di Fier, la Bankers ha contrattato la Albstar. Un'altra scoperta di violazione secondo l'AKBN è anche la quantità di diluente che la Bankers ha preso per eseguire la perforazione dei pozzi che era di una quantità due volte superiore alle esigenze annuali e con un prezzo superiore del 30% rispetto a quello della borsa. Anche questo secondo l'AKBN è stato fatto per aumentare le spese, al fine di non dichiarare l'imposta sul redditto e non pagare l'imposta sullo stesso. <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Lo Stato albanese ha rischiato di bruciare la possibilità di affrontare l'arbitrato internazionale lanciato prima con la società Bankers Petrolium, se l'Agenzia Nazionale delle Risorse Naturali, non avesse assicurato nell'ultimo giorno un prestito di 240 mila dollari dall'Albpetrol, importo che serviva alla parte albanese come pagamento per avviare il processo. Il direttore dell'AKBN, Viktor Tusha nel corso di un'intervista per RTSH ha affermato che la decisione della Corte internazionale, stando alle previsioni, verrà presa verso la metà di aprile. Sulle probabilità di vincita dallo Stato albanese contro la Bankers Petroleum, Tusha risponde: "Speriamo che la Corte d'arbitrato non sia unilaterale come ne caso del pannello degli esperti. Speriamo che l'Avvocatura dello Stato insieme con l'assistenza dello studio legale, riuscirà ad essere convincente dinanzi ai giudici per una sentenza a favore dello Stato albanese".<br /><br /> Intanto, l'Agenzia Nazionale delle Risorse Naturali sta seguendo gli audit sulla attività di idrocarburo della società Bankers Petrolium anche per l'anno 2012 e 2013. Se lo Stato albanese uscirà vincitore dalla battaglia delle tasse con la Bankers per il 2011, l'AKBN lascerà aperta la possibilità per rivolgersi al tribunale internazionale anche per gli altri anni. <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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