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NOTIZIE · OI-338706 · 08/03/2017 10:30:05 · 3392 g fa5 min lettura
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KMSH rappresenta Gulen, Albania può essere accusata di finanziamento del terrorismo

DiOsservatorio ItalianoSommario

Ankara - L'ex vice capo della Comunità Mussulmana Albanese (KMSH), Ermir Gjinishi, ha dichiarato che l'Albania è debole negli sforzi contro l'organizzazione FETO e che "l'Albania deve ostacolare l'ottenimento degli appalti e concessioni dalle società della…

Ankara - L'ex vice capo della Comunità Mussulmana Albanese (KMSH), Ermir Gjinishi, ha dichiarato che l'Albania è debole negli sforzi contro l'organizzazione FETO e che "l'Albania deve ostacolare l'ottenimento degli appalti e concessioni dalle società della FETO". Nel corso di un'intervista per la Anadolu Agency, l'analista e giornalista, Gjinishi ha sottolineato che "se l'Albania non risulterà efficace negli sforzi contro la FETO, in futuro rischia di essere accusata per finanziamento del terrorismo". Gjinishi ha affermato di aver conosciuto la dottrina insieme ai seguaci della FETO da 25 anni, evidenziando che l'organizzazione inizialmente associava Fetullah Gulen alla religione ma con il tempo si è trasformata in partito, ponendo e sollevando Gulen al di sopra del profeta Maometto.<br /><br /> "Nell'islam il profeta, o qualsiasi altro ordine non viene adorato. L'adorazione viene riservata solo al Creatore", ha precisato Gjinishi, sottolineando che l'organizzazione FETO ha una visione dottrinale distorta con al centro il culto dell'individuo, l'uomo.<br /><br /> A suo dire il concetto di quest'organizzazione è deviato in "religione con al centro il leader", per questo, come ha affermato, è stato attento ed ha preso le distanze dalla sua dottrina.<br /><br /> "Vedevo come si commuovevano di volta in volta quando parlavano di Gulen ed ho capito che qualcosa non andava, dato che non piangono per il profeta ma per Gulen", ha dichiarato, aggiungendo che hanno sfruttato la fede per l'indottrinamento, come un laboratorio per il lavaggio del cervello.<br /><br /> Spiegando la sua lunga conoscenza dell'organizzazione, come afferma da 25 anni, Gjinishi ha precisato che i seguaci di Gulen leggono solo i suoi libri, e nessun altro libro, motivo per cui hanno un approccio di rifiuto e pregiudizio verso i temi che non hanno nulla a che fare con quelli spiegati da Gulen. Per questo, il teologo albanese ha affermato che dal 2010 continua a spiegare ai suoi amici la FETO, e non solo, dal momento che è stato ospite in alcuni programmi ed ha scritto diversi articoli.<br /><br /> "Ho lavorato per un lungo periodo per la Comunità Mussulmana Albanese (KMSH), che ora sta nelle mani della FETO, e mi sono separato da quest'istituzione da diversi anni. Una delle ragioni della mia separazione è stata la sua collaborazione con un partito politico. Ero contrario al mescolamento della religione con la politica e all'entrata della politica nella Moschea. La KMSH non rappresenta oggi i mussulmani dell'Albania, ma Gulen", ha affermato l'ex vice capo della Comunità Mussulmana Albanese (KMSH), Ermir Gjinishi.<br /><br /> Notando che la FETO ha preso sotto controllo in Albania, affianco alla KMSH, anche buona parte delle madrasse, Gjinishi ha riferito che: "Agiscono in contrasto al principio dell'Islam tradizionale. In molte istituzioni hanno revocato i dipendenti e messo dei gulenisti".<br /><br /> "Con le loro oscure finanze lavorano anche al riciclaggio di denaro. Ancora prima di intentare la golpe in Turchia, ho spiegato in molte piattaforme che abbiamo a che fare con un'organizzazione criminale, un'organizzazione che utilizza l'islam per cose che non hanno nulla a che fare con la religione", ha asserito Gjinishi.<br /><br /> Dalla golpe in Turchia, il 15 luglio, i seguaci di Fetullah in Albania, secondo lui, sono in stato di panico, ed inizialmente hanno intrapreso il ritiro dai media scritti, dopodiché hanno ricevuto l'ordine di non pubblicare sui social network. Nel corso dell'intervista lo stesso ha spiegato anche le diverse tattiche intraprese dai seguaci, specialmente dopo la golpe.<br /><br /> "Stanno lavorando per rafforzare ulteriormente i loro legami nella politica dell'Albania. Cambiando i nomi degli azionisti nelle loro società, lavorano per pulire i loro soldi sporchi", ha affermato Gjinishi.<br /><br /> Lo stesso ha evidenziato, inoltre, che i seguaci di FETO in Albania cercano di trasmettere la situazione in Turchia come un problema personale di Fetullah Gulen con i dirigenti ufficiali della Turchia, che non è un argomento giustificabile, in merito al quale non hanno avuto successo. "Questi mirano alla formazione di Stati paralleli dove hanno esteso i loro tentacoli. La guerra contro questi deve partire inizialmente con i loro imprenditori", ha affermato l'ex alto funzionario della Comunità Mussulmana albanese.<br /><br /> Secondo lui, le strutture delle istituzioni albanesi devono essere indagate e messe in evidenza e devono essere poste sotto sequestro le fonti finanziarie. Gjinishi ha aggiunto che una parte dei fondi che lo Stato conferirsce alla KMSH finiscono in quest'organizzazione, il che rende lo Stato albanese indirettamente e senza volerlo un finanziatore di coloro che sono stati coinvolti nel tentativo del colpo di stato in un altro Paese. Per questo, Ermir Gjinishi, ha consigliato l'avvio del lavoro dalle autorità albanesi per ostacolare le loro attività illegali, chiedendo perché non sono trasparenti.<br /><br /> "I servizi informativi dell'Albania devono tenere sotto controllo le loro case in Albania. Perché in queste case Gulen forma il suo esercito segreto e lo utilizza per i suoi interessi. Le aziende che ottengono degli appalti dallo Stato devono essere controllate e questo può essere ostacolato. Se l'Albania non è efficace contro la FETO, in futuro potrebbe trovarsi davanti all'accusa di finanziamento del terrorismo. È illegale e immorale che i contributi dei cittadini albanesi finiscano nelle casseforti di Fetullah, organizzazione che ha ucciso civili innocenti ed ha cercato di rovesciare un Governo eletto dal voto popolare", ha sottolineato Emir Gjinishi, aggiungendo che anche la Turchia deve fare quanto è in suo potere per quanto riguarda la lotta contro la FETO in Albania, fornendo l'elenco delle persone e facilitando all'Albania la realizzazione di operazioni verso le stesse. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />

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