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NOTIZIE · OI-338656 · 06/03/2017 11:15:18 · 3393 g fa11 min lettura
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Procura avvia le indagini

DiOsservatorio ItalianoSommario

Tirana - La Procura di Durazzo sta controllando la direzione delle Dogane in relazione ai sospetti che attraverso il Porto di Durazzo siano entrati in Albania dei rifiuti urbani provenienti dall'Italia. I sospetti sono nati dopo che un media italiano,…

Tirana - La Procura di Durazzo sta controllando la direzione delle Dogane in relazione ai sospetti che attraverso il Porto di Durazzo siano entrati in Albania dei rifiuti urbani provenienti dall'Italia. I sospetti sono nati dopo che un media italiano, "Pianeta italia", ha sostenuto che 13.000 container con rifiuti urbani ed industriali dall'Italia sono entrati dal porto di Durazzo. Ma quest'ultimo non ha fornito informazioni sul periodo e l'azienda che ha realizzato il trasporto. Il procuratore di Durazzo, Agron Gjana, ha affermato che sono state lanciate le verifiche per vedere se si è dinanzi ad un tale fatto. Il Procuratore ha affermato di aver inviato dei pubblici ministeri del caso presso la direzione delle Dogane per vedere l'intera pratica seguita negli ultimi due anni. <br /><br /> Dall'altra parte, "l'Alleanza Contro l'Importazione dei Rifiuti" si è rivolta al Procuratore Generale, Ardiatik Llalla, chiedendo informazioni sui rifiuti che sono entrati in Albania e quali sono i punti doganali che sono stati messi a servizio di tale passaggio. Sulla lettera si chiede se è stato avviato un processo d'inchiesta sul caso, sollevando anche la preoccupazione se i rifiuti sono stati sepolti. L'AKIP ha rivolto una lettera sulla questione anche al Ministero dell'Ambiente ed al Ministro delle Finanze, Arben Ahmetaj, chiedendo informazioni sui rifiuti entrati in Albania e sollevando la domanda se vi è stato un transito di container con rifiuti durante l'anno 2014-2016. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Per questa questione, probabilmente, verrà ingaggiata la Procura per i Crimini Gravi. L'art. 282/a del Codice Penale, prevede per questo reato penale: "Traffico di materiali esplosivi, combustibili, tossici e radioattivi (aggiunto con la legge nr.8733, data 24.1.2001, art. 62) importazione, esportazione, transito e commercio, in contrasto alla legge sui materiali esplosivi, combustibili, tossici e radioattivi, al fine di ottenere un profitto materiale o qualsiasi altro profitto, è punibile con la detenzione da 7 a 15 anni. Se il reato viene condotto in collaborazione e più di una volta, comportando delle gravi conseguenze, questo è punibile con la detenzione da 10 fino a 20 anni". Stando alla decisione della Procura, le denunce diffuse dai media sono sufficienti per aprire un'inchiesta la quale è stata preliminarmente avviata con l'accusa di abuso d'ufficio. <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> La procura verificherà le entrate nel Porto di Durazzo dei container e delle merci trasportate, facendo confronti con le uscite nelle altre dogane dell'Albania. <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /><br /> La Direzione Generale delle Dogane ha dato al caso un'altra direzione. Secondo la stessa, durante lo scorso anno, nel Porto di Durazzo sono transitati verso la Fyrom-Macedonia, attraverso la Dogana di Qafe Thana, 1120 trasporti internazionali con container, principalmente con dei prodotti alimentari.<a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /><br /> <br /><br /> La notizia ''bomba'' lanciata dai media italiani?!<br /><br /> Su alcuni portali albanesi è stata tradotta e pubblicata la notizia che 1400 container che trasportavano materiali chimici sono scomparsi in Albania e sono finiti nella Fyrom-Macedonia. L'articolo definito come uno scandalo al cui centro si trova l'Albania, è stato pubblicato dal portale italiano Pianetaitalianews.it, e riguarda l'importazione dei rifiuti in Albania<a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a>. Secondo l'investigazione del portale, si tratta di circa 2.604 container ciascuno con 22 tonnellate di rifiuti destinate alla Fyrom-Macedonia per essere riciclate, ma nella realtà a Skopje sono arrivati solo circa 1130 container. Gran parte dei container, una volta entrati a Durazzo, hanno cambiato destinazione ed i container con i rifiuti sono scomparsi nella dogana di "Qafe Thana", il varco doganale che separa l'Albania e la Fyrom-Macedonia. Si tratta di rifiuti urbani che, in base ai sospetti, sono stati sepolti in Albania, ma forse anche nascosti nei tunnel dell'ex regime comunista, oppure sono affondati in mare.<br /><br /> "E’ l’anno 2012. Il 14 febbraio, a Frosinone, con sede al civico 8 di via Armando Vona, viene costituita la società “Flc Ambiente s.r.l.”<br /><br /> Diecimila euro di capitale. Amministratore unico Massimiliano Ferrazzoli, un imprenditore originario di Sora. Pacchetto azionario controllato, al 100%, dalla Società per azioni denominata “Finanziaria Centro Lazio”, blasonata compagine di famiglia costituita nel 2005 con 600.000 euro di capitale sociale e sede nella prestigiosa Piazza del Popolo, a Roma.<br /><br /> “Nel 2013”, come è riportato negli annali della compagnia, “la società si aggiudica la concessione per la gestione della discarica comunale di Skopje, nella Fyrom-Macedonia, impegnandosi ad investire il mastodontico importo di 73 milioni di euro per il rinnovamento dell’impianto”… 73 milioni? Una s.r.l. con diecimila euro di capitale sociale? Chi li conferisce? Da dove provengono?<br /><br /> L’obiettivo dei Ferrazzoli, senza alcun dubbio, è l’esportazione di rifiuti dall’Italia verso il mega-impianto di Dresla", scrive il portale italiano.<a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Il carico ha utilizzato nei documenti il transito verso Skopje, ma non ha mai utilizzato la frontiera albanese per la Fyrom-Macedonia. Nell'articolo di "Pianeta Italia" la questione è stata sollevata anche durante una domanda posta nel corso della conferenza stampa comune dal Procuratore Generale, Adriatik Llalla e il Procuratore Nazionale dell'Antimafia italiana, Franco Roberti durante la sua recente visita a Tirana.  <br /><br /> "Procuratore, migliaia di container partiti dal porto di Gioia Tauro in Calabria verso la Fyrom-Macedonia sono sbarcati a Durazzo e sono scomparsi strada facendo. Sembra che contenevano rifiuti urbani ed industriali. L'Albania si è trasformata nella pattumiera d'Europa", ha asserito un giornalista.<br /><br /> Il portale ha fatto presente di essere in possesso dei documenti che dimostrano che nel 2016, almeno 1.300 container, di 22 tonnellate ciascuno ed ufficialmente destinati per Dresla, nella Fyrom-Macedonia, non hanno superato la frontiera.<br /><br /> "Le grandi navi, partite dal Porto di Gioia Tauro in Calabria sono state scaricate nel porto di Durazzo, in Albania. Dovevano raggiungere Skopje, nella Fyrom-Macedonia, dove si trova il più grande sito di distruzione in Europa, la cui gestione attualmente è stata affidata ad una società italiana", scrive il media, senza rivelare il nome della società. <a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a><br /><br /> L'articolo, oltre ad aver avuto un impatto per lo scandalo esposto, ha sollevato anche lo stupore per il portale che è quasi sconosciuto in Italia e pubblica una volta a settimana. Il portale viene gestito da Maria Palma, che a sua volta non figura come giornalista sulla rete.<a href="#footnote-9" id="footnote-marker-9-1" rel="footnote"></a> Subito dopo la pubblicazione della notizia, la redazione di TV Klan ha contattato Pianeta Italia ed ha chiesto informazioni supplementari per lo scandalo che sosteneva di aver scoperto, nel tentativo di far luce sulla notizia scoop e sconvolgente. Il portale italiano che ha scardinato tre Paesi, Italia, Albania e Fyrom-Macedonia, è stato aperto solo sette mesi fa. Poiché la redazione ha affermato, sull'articolo, di avere a disposizione dei documenti che provavano lo scandalo, la TV nazionale albanese l'ha contattata chiedendo gli stessi. Dopo svariati contatti, e rinvi il portale Pianeta Italia non ha fornito i documenti alla televisione albanese, e neanche pubblicato sul portale i documenti. I container, secondo il portale italiano, la cui sede si trova presso una casa di due piani in periferia di Roma potevano esser stati nascosti in un tunnel militare abbandonato.<br /><br /> "Ma quanti sono 1.300 container? Quanti camion servono per muovere 1.300 container che pesano 22 tonnellate ciascuno? Quanti tunnel per nasconderli? Come possono essere scomparsi senza essere visti da nessuno, come dice il portale italiano? I sospetti in merito a queste questioni risultano del tutto incredibili poiché alle dogane non figura un tale trasporto. Neanche presso le dogane italiane. I rifiuti, secondo il portale italiano che neanche figura sull'elenco di Banking di centinaia di migliaia di media mondiali, erano in transito verso la Fyrom-Macedonia", scrive TV Klan, esponendo tutti i vacuum di tale notizia.<br /><br /> I media in Albania dopo aver ripubblicato quasi tutti l'articolo, hanno avviato poi un'indagine per far luce sull'affare preteso e d'altra parte anche la società civile si è detta desiderosa di conoscere la verità. La Procura ha avviato un'inchiesta, per far luce e calmare l'opinione pubblica, dato che finora tutti i dati smentiscono la notizia del portale italiano. Anche la domanda posta durante la conferenza stampa comune tra Llalla e Roberti, non risulta essere stata fatta dalle immagini video a disposizione di tutte le televisioni. <a href="#footnote-10" id="footnote-marker-10-1" rel="footnote">[10]</a> <a href="#footnote-11" id="footnote-marker-11-1" rel="footnote">[11]</a><br /><br /> Ed infine, il portale albanese "Exit.al" ha evidenziato che portali di controinformazione ingaggiati dalla maggioranza albanese conosciuti come la "Rinascita" hanno immediatamente avviato la loro potente macchina di delegittimazione sul portale italiano. In realtà, secondo il portale, le ragioni per avviare l'investigazione giornalistica sono legate al contenuto piuttosto alla forma in cui si presenta il portale italiano. <br /><br /> "Poco dopo la Procura Generale ha smentito la notizia stando alla quale, nel corso del recente incontro tra i due Procuratori, i presenti hanno discusso in merito all'argomento e su newsbomb.al e su lexo.al è stata pubblicata una “attenta” delegittimazione del sito italiano, dicendo che non è nemmeno registrato su Google (cosa che per nostra esperienza diretta non è affatto vera, perché proprio tramite Google lo abbiamo trovato), che il sito non è affidabile, che il suo direttore dichiarato, Maria Palma, è un nome falso e non esiste nel campo del giornalismo italiano, e infine che il sito è in possesso di un ex senatore condannato per corruzione. Conseguentemente la notizia è risultata falsa e destituita di ogni fondamento, anzi (secondo Lexo.al, poi prontamente ripreso da Shqiptarja.com) si è trattata di una macchinazione di Lulzim Basha e precisamente di un suo consigliere israeliano di nome Aron Shave, che sarebbe pure filorusso", scrive il portale, chiedendo spiegazioni a "Rinascita" sul significato che avrebbe avuto, per le attività geopolitiche russe nei Balcani, questa notizia falsa.<a href="#footnote-12" id="footnote-marker-12-1" rel="footnote">[12]</a><br /><br /> La stessa ha trovato spazio anche tra i media macedoni. Difatti il quotidiano "Telegraf.mk" ha riferito che un gruppo di giornalisti macedoni hanno avviato un'indagine sulla discarica di Skopje, la più grande in Europa, attraverso la quale si sospetta siano stati falsificati i documenti di transito in Albania, di 1300 container rimasti in Albania e sospettati di essere stati sepolti. <a href="#footnote-13" id="footnote-marker-13-1" rel="footnote">[13]</a> <br /><br /> In merito al caso si è espresso anche il più vecchio quotidiano in Italia "Roma", il quale ha reso noto che in Italia è in corso un lunga indagine e delicata, dove gli agenti della DIA e della Guardia di Finanza si trovano attualmente a Budapest, ma anche in altri Paesi dell'Est, come Albania, Fyrom-Macedonia e Croazia. Questi si sono stabiliti nelle ambasciate italiane ed hanno avviato il lavoro sul terreno. Anche "Roma" ha messo in evidenza che qualcuno può averli fatti entrare illegalmente, e forse nascosti in tunnel sotterranei del regime comunista. <a href="#footnote-14" id="footnote-marker-14-1" rel="footnote">[14]</a> <a href="#footnote-15" id="footnote-marker-15-1" rel="footnote">[15]</a><br /><br /> L'articolo arriva in un tempo in cui il legislativo albanese sta rinviando la legge sull'importazione dei rifiuti e nello specifico l'approvazione o meno del decreto del Presidente della Repubblica, Bujar Nishani, in cui respinge la legge chiedendo che venga riesaminata. <br /> <br /> Denunce da parte dei cittadini<br /><br /> Nel corso di un'intervista per il quotidiano "Shekulli", l'ambientalista Besmir Agalliu, ha affermato che secondo le denunce fatte dai cittadini, il tragitto dei container sopramenzionati in Albania, riguardava l'area di Fushe-Kruja, Elbasan e le province di Dajti. Sulla scomparsa di 1.300 container, l'attivista delle questioni ambientaliste ha accusato il Governo per mancata trasparenza per quanto riguarda le entrate e le uscite nelle dogane d'Albania. Lo stesso ha affermato di avere a disposizione delle foto riprese nel Porto di Durazzo, che ha ottenuto nel periodo in cui è stato notato l'aumento del numero dei container che arrivavano nel porto.<br /><br /> "La gente che vive in queste zone si è allarmata perché mai ha visto quantità così grandi di container in procinto di scarico. Se prima uscivano 2 o 3 container al giorno, durante quel periodo uscivano 15-20 o ancora di più. Da li ho iniziato a vedere tutto con un'altra ottica ed ho pubblicato le foto", ha affermato Agalliu nell'intervista esclusiva.<br /><br /> Alla domanda se c'era qualcosa di sospetto nei container, lo stesso ha asserito che i residenti hanno notato dei materiali pericolosi che non avevano mai visto prima e che la destinazione era in un'area tra Fushe - Kruja e Durazzo. <br /><br /> "Sono tre le destinazioni che sono state viste dalla gente al seguito del transito dei container. Sono stati visti a Fushe - Kruja, sono stati visti ad Elbasan, nelle province di Dajti. Questi sono i tre punti chiave in cui si sospetta siano stati trasferiti i rifiuti", ha affermato l'ambientalista rispondendo alla domanda sulla destinazione dei mezzi.<br /><br /> Parlando della legge rivista sulla "Gestione Integrata dei Rifiuti", conosciuta anche come la legge che consente l'importazione dei rifiuti, Besmir Agalliu, ha fornito un altro dettaglio. Siccome la legge rivista dal Governo Rama non ottiene, in Parlamento, i voti necessari per essere appoggiata, il Premier ha approvato una delibera "incostituzionale e illecita che permette il trasporto". Per quanto riguarda lo scandalo ''dei rifiuti scomparsi" lo stesso ha affermato che non è noto di che genere di rifiuti si tratta, dove sono andati a finire ed ancora non vi sono dati pubblici, motivo per cui molti ambientalisti sono ancora titubanti sul caso. <a href="#footnote-16" id="footnote-marker-16-1" rel="footnote">[16]</a><br /><br /> <br /><br /> La prima risposta ufficiale dal Governo Rama<br /><br /> Dopo giorni di articoli, in albanese ed in italiano, è giunta anche la prima risposta ufficiale dal Governo Rama in relazione alla notizia della scomparsa dli 1300 container con materiali chimici. Dopo la richiesta di AKIP è stato il Ministero dell'Ambiente, guidato dal Ministro, Lefter Koka, ad aver dato una risposta in cui si afferma che quest'istituzione ha fornito le autorizzazioni per il transito dei rifiuti non pericolosi, perché secondo questo Ministero non è permesso il trasporto dei rifiuti rischiosi. La risposta ufficiale si rivolge al presidente dell'Alleanza Contro l'Importazione dei Rifiuti (AKIP), Lavdrosh Feruni, ed è firmata dal Direttore Generale, Pellumb Abeshi. Sulla risposta si afferma che dal 2014 al 31 dicembre 2016, il Ministero dell'Ambiente era in possesso dell'autorizzazione per il transito di rifiuti non pericolosi, allegando anche la tabella con le rispettive autorizzazioni fornite dal Dicastero.<a href="#footnote-17" id="footnote-marker-17-1" rel="footnote">[17]</a> <a href="#footnote-18" id="footnote-marker-18-1" rel="footnote">[18]</a> <a href="#footnote-19" id="footnote-marker-19-1" rel="footnote">[19]</a> <a href="#footnote-20" id="footnote-marker-20-1" rel="footnote">[20]</a><br /> <br /> <br />

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