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Tunisi - L'ambasciatore tedesco in Tunisia, Andreas Reinicke, ha confermato la visita ufficiale del Cancelliere Angela Merkel in Tunisia, aggiungendo che questa avrà luogo in primavera, anziché il 3 marzo come inizialmente è stato stimato. Per quanto…
Tunisi - L'ambasciatore tedesco in Tunisia, Andreas Reinicke, ha confermato la visita ufficiale del Cancelliere Angela Merkel in Tunisia, aggiungendo che questa avrà luogo in primavera, anziché il 3 marzo come inizialmente è stato stimato. Per quanto riguarda i "campi profughi", che l'Unione Europea prevedere di creare in Tunisia, l'ambasciatore ha sottolineato che "non è sul suolo tunisino che abbiamo proposto di istituire un campo profughi, ma sul suolo libico. Anche il Primo Ministro, Youssef Chahed, è stato chiaro in precedenza su questo tema affermando che non sarà possibile. Quindi la questione è chiusa", ha concluso Reinicke. Secondo alcuni osservatori tunisini, il Cancelliere Merkel ha difficoltà ad accettare il rifiuto della Tunisia di costruire campi sul suo territorio per ricevere i rifugiati da tutte le nazionalità, indesiderati in Germania. Criticato nel Paese per la gestione del dossier dei rifugiati e le difficoltà di attuazione in vista delle prossime elezioni, Merkel vuole trovare rapidamente una soluzione a questa spinosa questione. Dopo il rinvio della sua visita in Algeria originariamente prevista per lo scorso 20 febbraio, a causa di un "bronchite acuta" del Presidente algerino Abdelaziz Bouteflika, che ha ancora la speranza di piegare il Governo tunisino la stessa intende riprendere il discorso con il Presidente tunisino, Beji Caid Essebsi. Recentemente, Peter Altmaier, un collaboratore di Angela Merkel e direttore della Cancelleria federale tedesca, ha annunciato in un'intervista al settimanale ''Blid am Sonntag'' che si impegna ad espellere 300.000 rifugiati, spiegando che questo numero corrisponde a quello dei migranti le cui domande di asilo sono state rifiutate nel 2016. Lo stesso ha aggiunto, inoltre, che sono state adottate misure per accelerare il processo di espulsione, tra cui lavorare con i Paesi di origine di questi migranti, compresa la Tunisia, il Marocco, l'Algeria e l'Afghanistan. Sin dal mese di giugno 2015, la Tunisia ha rifiutato di accettare i rifugiati sul suo territorio, in occasione del vertice del G7, al quale il Presidente Beji Caid Essebsi ha preso parte, ha ricordato Mohsen Marzouk, segretario generale del movimento Machrou Tounes in Tunisi. Marzouk ritiene insensato daver sollevato di nuovo la questione durante la recente visita del Primo Ministro, Youssef Chahed, in Germania, che, secondo lui, è un'agitazione politica con l'obiettivo "di attribuire risultati eccezionali per il Governo".<br />
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